Diritti / Opinioni

Una battaglia sui corpi dei migranti

C’è in Europa chi vorrebbe tenerli lontani e, al contrario, chi cerca di salvarli. Ma l’intervento umanitario indipendente è sotto attacco da parte delle istituzioni. "Distratti dalla libertà", il commento di Lorenzo Guadagnucci
Tratto da Altreconomia 192 — Aprile 2017
Membri della ong spagnola Proactiva Open Arms mentre cercano di calmare rifugiati e migranti durante le operazioni di salvataggio al largo delle coste libiche, il 4 ottobre 2016. L’organizzazione è stata fondata nel 2015, e inizialmente prestava servizio solo nel mar Egeo, nei pressi dell’isola di Lesbo - Aris Messinis/Afp/Getty Images
Membri della ong spagnola Proactiva Open Arms mentre cercano di calmare rifugiati e migranti durante le operazioni di salvataggio al largo delle coste libiche, il 4 ottobre 2016. L’organizzazione è stata fondata nel 2015, e inizialmente prestava servizio solo nel mar Egeo, nei pressi dell’isola di Lesbo - Aris Messinis/Afp/Getty Images
È proprio vero che la sfida politica di questo scorcio di millennio si gioca sui corpi di quelle persone che pudicamente chiamiamo migranti, ma che sotto sotto consideriamo “barbari”, cioè simbolo e paradigma di ciò che percepiamo come minaccia e quindi rifiutiamo. Da tempo corpi umiliati e maltrattati fanno irruzione nel quieto vivere dei cittadini europei, in nome dei quali si prendono le decisioni che contano: abbiamo visto marce di donne e bambini sotto la pioggia e nel fango lungo...

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