Finanza / Opinioni
Banca Etica e la questione “banche armate”. Un appello in vista dell’assemblea

Un gruppo di socie e soci di Banca Etica si rivolge ai candidati presidente e consiglieri di amministrazione per affrontare il rapporto con gli istituti di credito comproprietari di Etica Sgr e collocatori dei fondi etici (da Bpm a Bper). “Banca Etica è diversa dalle altre banche”, riconoscono, ma è il tempo di proposte chiare per risolvere un problema discusso da oltre vent’anni. La “moral suasion” non ha prodotto risultati
Riceviamo e pubblichiamo la lettera-appello del gruppo informale Sensibili alle Armi – Finanza Etica.
Gentile redazione,
siamo un gruppo di soci di Banca Etica che da tempo seguono la questione del rapporto tra Etica Sgr e le banche socie “armate”, indicate nel rapporto al Senato previsto dalla Legge 185/90 e coinvolte nel settore degli armamenti secondo il rapporto ZeroArmi pubblicato dalla Fondazione Finanza Etica; ribadiamo che consideriamo una forte contraddizione il fatto che tra i soci di Etica Sgr e i collocatori dei suoi fondi etici si trovino queste banche, in quanto il risparmiatore etico che sottoscrive un fondo gestito da Etica Sgr si trova inconsapevolmente a finanziare le banche “armate” socie e collocatrici attraverso la distribuzione degli utili da parte di Etica Sgr e le commissioni di collocamento.
Questo tema è presente da tempo ed è stato sottolineato da diverse persone in varie occasioni; per confermare che si tratti di una criticità sentita fortemente e non secondaria, basterà ricordare che già nel 2006 l’allora presidente Fabio Salviato di fronte al caso aperto con Bpm dichiarava che “un paio d’anni sono un tempo ragionevole perché Bpm esca dalla lista delle banche ‘armate’. Se ciò non dovesse accadere, Banca Etica prenderà provvedimenti” (vedi Ae 73, giugno 2006).
Pensiamo quindi che il punto vada affrontato in modo chiaro ed esplicito, considerando che -secondo i dati di cui disponiamo- nel 2023 Etica Sgr ha distribuito in totale 2,6 milioni di Euro di utili a banche socie “armate”.
Le banche armate comproprietarie di Etica Sgr sono come detto presenti nella Relazione al Senato prevista dalla Legge 185/90, risulta che il loro coinvolgimento nella commercializzazione di armamenti ammonta complessivamente a circa 400 milioni di Euro. Inoltre le stesse banche hanno incassato alcune decine di milioni di euro per le commissioni di collocamento dei fondi Etica Sgr. Per noi una cifra non tollerabile.
Sappiamo che si tratta di una questione complessa, che non si può risolvere dall’oggi al domani, ma riteniamo che vada affrontate apertamente confrontandosi con la base sociale di Banca Etica e definendo un percorso con delle tappe per risolverlo, ritenendo che la strategia di “dissuasione” (moral suasion) adottata non abbia portato i risultati auspicabili o perlomeno auspicati da noi; in questa prospettiva, nel corso del tempo, abbiamo inoltrato comunicazioni private ai consigli di amministrazione e scritto i due appelli “Banca Etica: fino a quando utili alle banche armate?” (novembre 2023) e “Banca Etica: ancora utile alle Banche Armate?” (dicembre 2024) pubblicati su Nigrizia.
Guardiamo con interesse la sostituzione di Anima Sgr con Impact Sgr e la creazione del rating etico ZeroArmi, quest’ultimo va però nella direzione di sollecitare le altre banche a disinvestire nel traffico di armi ma non invita a una seria e costruttiva critica interna che coinvolga tutte le realtà del gruppo Banca Etica.

La situazione ci preoccupa ancora di più dopo che l’Italiana Bper comproprietaria di Etica Sgr risulta essere acquirente dei “War bond” israeliani con cui il governo di Tel Aviv “finanzia” anche la distruzione della Striscia di Gaza in modo indiscriminato (come ha scritto Altreconomia sul numero di marzo 2025). L’istituto di credito in questione in base alle policy dichiarate vorrebbe finanziare sempre più il Terzo settore e l’economia sociale senza, sembra, lasciare i suoi interessi nelle guerre.
Tra gennaio e febbraio 2025 abbiamo incontrato i promotori di entrambe le liste candidate e i candidati alla presidenza che ringraziamo di cuore per la disponibilità e l’attenzione dimostrata. Questa attenzione testimonia ancora una volta che Banca Etica è diversa da altre banche e ne siamo gratificati.
Ora, in questa fase di confronto in vista dell’assemblea di Banca Etica che si terrà a maggio 2025 con l’elezione del nuovo Cda, vorremmo riassumere le nostre proposte come contributo alla discussione in corso.
1) Considerare la distribuzione di utili da parte di Etica Sgr alle banche socie “armate” e il fatto che queste incassino le commissioni di collocamento per i fondi etici gestiti da Etica Sgr come punti critici che come tali vadano affrontati, monitorati e risolti entro un termine congruo.
2) Definire una strategia per risolvere questi punti critici, con tappe chiare e momenti di verifica e di aggiornamento del piano in base ai risultati raggiunti da condividere con la base sociale nei momenti assembleari ufficiali. Comunicare periodicamente in modo chiaro e puntuale gli utili versati alle banche armate e l’entità delle commissione di collocamento dei fondi Etica Sgr incassate dalle banche armate comproprietarie della stessa Etica Sgr.
3) Definire ogni anno un punto dell’ordine del giorno dell’assemblea del bilancio di Banca Etica dedicato al rapporto tra Etica Sgr e le banche “armate” con eventuale specifica relazione.
I firmatari: Andrea Battinelli, Andrea Saroldi, Antonio Messina, Fabrizia Paloscia, Gianni Votano, Giuseppe Zanotto detto Giupi, Marco Siino, Giorgia Falco, Gianfranco Sangermano, Marco Pito, Massimiliano Sforzi, Jessica Zamberletti, Paola Cherubini. Per contatti: sensibili.allearmi.fe@gmail.com
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