Diritti / Intervista

Quando la stampa non è libera. Intervista alla giornalista Arzu Geybulla

Video-intervista ad Arzu Geybulla, attivista, blogger e giornalista costretta a lasciare l’Azerbaijan, suo Paese natale, per l’attività giornalistica che ha condotto. “Tra i governi in silenzio anche quello italiano”. È stata ospite del Festival dei Diritti Umani di Milano nella Giornata mondiale della libertà di stampa

Arzu Geybulla, giornalista, blogger, attivista azera - © altreconomia
Arzu Geybulla, giornalista, blogger, attivista azera - © altreconomia

Arzu Geybulla non può più tornare nel suo Paese, l’Azerbaijan. La sua colpa è la sua professione: giornalista. Nel 2014 è cominciata una campagna diffamatoria “ben orchestrata” contro di lei, poco più che trentenne. Traditrice, asservita all’invasore, alleata dei detestati armeni. Una sua collaborazione con un giornale turco-armeno è stata infatti presa a pretesto dalle autorità governative del Paese guidato dal 2003 da Ilham Aliyev per poterle far terra bruciata intorno.

Il resto l’hanno fatto i social network, canale che le ha attirato molestie sessuali e minacce di morte, e intimidazioni ricorrenti a danno suo e della sua famiglia.

Non è rimasta sola, sebbene i Paesi europei -a cominciare dall’Italia- preferiscano ancora gli interessi commerciali (e di approvvigionamento di risorse) al rispetto dei diritti umani, com’è anche quello della libertà di stampa. Il suo curriculum reca collaborazioni con Al Jazeera, Open Democracy, Eurasianet, Foreign Policy Democracy Lab, Radio Free Europe Radio Liberty, Meydan TV, Osservatorio Balcani e Caucaso e Global Voices. Nel 2014 ha beneficiato della Vaclav Havel Journalism Fellowship per la Radio Free Europe/Radio Liberty. E nello stesso anno, la BBC l’ha inclusa tra le 100 donne più influenti al mondo. Da Istanbul, dove vive, sta scrivendo un libro sui giovani azeri. Non tornerà a casa, dove manager televisivi, blogger e giornalisti finiscono in carcere -se ne contano oltre 12 al momento-.

L’abbiamo incontrata il 3 maggio, Giornata mondiale della libertà di stampa, alla Triennale di Milano, ospite del Festival dei Diritti Umani –organizzato da Reset-Diritti Umani, un’associazione non profit- giunto alla sua seconda edizione e che quest’anno dura fino al 7 maggio (qui il programma completo).

© riproduzione riservata

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia