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ARRESTI ABUSIVI E PO…

ARRESTI ABUSIVI E POLIZIOTTI MUTI La notizia sarà sfuggita ai più, ma a quasi tre anni di distanza dai fatti, quattro poliziotti, in servizio a Genova durante il G8, sono finiti sotto inchiesta perché il pm Francesco Cardona Albini, confrontando i…

ARRESTI ABUSIVI E POLIZIOTTI MUTI

La notizia sarà sfuggita ai più, ma a quasi tre anni di distanza dai fatti, quattro poliziotti, in servizio a Genova durante il G8, sono finiti sotto inchiesta perché il pm Francesco Cardona Albini, confrontando i verbali d’arresto con un provvidenziale filmato, si è accorto che i quattro avevano fermato arbitrariamente due ragazzi, inventando di sana pianta le circostanze del fermo. I quattro – il sovrintendente Antonio Cecere e gli agenti Luciano Beretti, Marco Neri e Simone Volpini, tutti in forza al VII reparto mobile di Bologna – chiamati a intervenire nel pomeriggio del 20 luglio in piazza Manin (dove fecero la loro prima comparsa quelli del black bloc, ma la polizia decise di scagliarsi contro gli attivisti di Lilliput), misero le manette a due spagnoli. Uno fu accusato di avere lanciato una molotov contro i poliziotti, l’altro di averli aggrediti con una spranga. Tutto falso. Lo dimostra il filmato che riprende la scena. I due non hanno aggredito nessuno, e sono stati presi – presumibilmente – per ‘fare numero’.

Viene da chiedersi come intendano comportarsi i magistrati di fronte alle decine di verbali d’arresto scritti e firmati nelle giornate di Genova – molti curiosamente identici uno all’altro – per episodi che non sono stati filmati da nessuno. Decine di testimonianze di arrestati si scontrano totalmente con le motivazioni ufficiali dell’arresto, proprio come nel caso dei due spagnoli. Come si comporteranno i magistrati in assenza di testimoni e filmati? Una vecchia, terribile logica dei nostri tribunali postula la prevalenza della parola degli agenti rispetto a quella dei presunti rei. La lezione di Genova va nella direzione opposta. O forse qualcuno ha dimenticato le versioni ufficiali sul blitz alla Diaz? Se così fosse, potremmo ad esempio parlare dell’arresto di quei giovani manifestanti, del tutto illegittimo, seguito dai calci sferrati dal dottor Alessandro Perugini verso la faccia già sanguinante di un ragazzino minorenne. O della ragazza fermata durante un ‘rastrellamento’ all’interno di un bar e accusata, stando i verbali, di essere stata colta in flagranza mentre lanciava molotov e altri oggetti…

 Potremmo fare esempi ad iosa. Ma forse è meglio farsi qualche domanda: è giusto che i quattro agenti, accusati di falso e calunnia, siano ancora in servizio, considerato fra l’altro che davanti al magistrato si sono penosamente avvalsi della facoltà di non rispondere?

 

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