Diritti

Armi italiane per alimentare i conflitti

Uno studio di Archivio Disarmo focalizza le dimensioni dell’export militare tricolore

Tratto da Altreconomia 107 — Luglio/Agosto 2009

L’export di armi non conosce crisi, in Italia e nel mondo. In un precedente articolo di questa rubrica (vedi AE105) abbiamo visto quali sono le industrie italiane a trarne giovamento e ora, grazie ad un’approfondita ricerca condotta da Archivio Disarmo, possiamo andare a capire quali siano le zone del mondo ad acquistare maggiormente armi tricolori.
Il trend, a partire dal 2005, vede una crescita costante che nel 2008 ha toccato la somma record di € 5,8 miliardi. L’aumento rispetto al 2007 è del 37% trainato dai programmi intergovernativi che hanno registrato un aumento del 40%. Le transazioni bancarie autorizzate sono state più del triplo dell’anno precedente. Francia, Turchia, Regno Unito e Germania sono, nell’ordine, i principali clienti seguiti da Stati Uniti, Spagna, India, Australia e Libia.
Il 44,6% del totale delle autorizzazioni è diretto verso i Paesi dell’UE, l’Africa Settentrionale e il Vicino Medio Oriente importano l’11,3% del totale (quota che sale al 30% aggiungendo la Turchia), l’Asia il 7,9%, l’America Settentrionale il 6%, l’Oceania il 5,4%, seguita dall’America Centro Meridionale (3%) e dall’Africa Centro Meridionale (2,6%).
La legge 185/90 stabilisce seri divieti alle esportazioni di armi italiane ma spesso questi criteri sono oggetto di interpretazioni discrezionali che minano l’efficacia delle disposizioni con il rischio che armi italiane raggiungano zone di conflitto o sia utilizzate per compiere violazioni dei diritti umani. Per il 2008 sono particolarmente preoccupanti le autorizzazioni concesse a Paesi quali la Cina, posta sotto embargo dall’UE; Israele, coinvolto in un aspro conflitto con la Palestina; Libia, caratterizzata da forti repressioni delle libertà principali e violazioni dei diritti umani da parte del governo di Gheddafi; Pakistan, dove i talebani controllano ormai la parte Nord-Ovest del Paese, caratterizzato da alti livelli di violenza e fonte di preoccupazione internazionale a causa del possesso di testate nucleari al di fuori del TNP; Nigeria dove è presente un grave conflitto per gli interessi contrastanti nella regione del Delta del Niger molto ricca di petrolio; e Kenya dove si registrano forti tensioni e gravissime violazioni dei diritti umani. Il valore delle autorizzazioni a Paesi a rischio individuati dalla ricerca di Archivio Disarmo è pari al 27,6% del totale delle esportazione rilasciate.

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