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Esteri / Approfondimento

Amulsar, la miniera d’oro da cui dipendono le sorti del Caucaso

Il sito minerario di Amulsar in Armenia, situato nei pressi della città di Jermuk. A giugno 2020 la miniera è tornata a essere proprietà della compagnia Lydian Canada Ventures Corporation © rmecofront.net

In Armenia i cittadini mobilitati contro lo sfruttamento del giacimento di proprietà di una multinazionale anglo-canadese chiedono l’appoggio dei membri della diaspora internazionale. Il governo tace mentre il Nagorno-Karabakh resta in guerra

Tratto da Altreconomia 231 — Novembre 2020

"Il sito minerario di Amulsar può trasformarsi in un altro Nagorno-Karabakh”. Quasi a conferma dei timori di Vahram Ayvazyan, co-fondatore di una startup per lo sviluppo di modelli di business innovativi e attivista del Climate Reality Project di Al Gore, la situazione politica nell’enclave contesa fra armeni e azeri è precipitata pochi giorni dopo le sue parole. Il 27 settembre scorso i soldati dei due Paesi caucasici sono tornati a incrociare le armi come nel conflitto combattuto dal 1988 al 1994, scambiandosi accuse reciproche su chi avesse attaccato per primo e rivendicando lo strategico territorio che porta gas e petrolio verso il Mediterraneo. Per il governo della “Rivoluzione di Velluto”, che due anni fa ha visto insediarsi a Yerevan il giornalista ed ex dissidente Nikol Pashinyan, è diventato fondamentale impedire l’apertura di un fronte interno all’Armenia dove lo sfruttamento del maggior giacimento aurifero del Paese minaccia di provocare un danno ecologico irre

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