Esteri / Reportage

Il respiro dell’Armenia. Così può rinascere il polo tossico del Caucaso

I processi industriali della valle del Debed, nel Nord del Paese, compromettono la salute degli abitanti di un’area dal grande potenziale turistico. A battersi per la salvaguardia vi sono associazioni di artiste e profughi abili nell’arte orafa

Tratto da Altreconomia 218 — Settembre 2019
La funivia che collega l’area industriale di Alaverdi al monastero Unesco di Sanahin, in vetta al canyon del Debed, permette di cogliere le impressionanti dimensioni del vecchio complesso estrattivo-minerario sovietico © Alberto Caspani
I processi industriali della valle del Debed, nel Nord del Paese, compromettono la salute degli abitanti di un’area dal grande potenziale turistico. A battersi per la salvaguardia vi sono associazioni di artiste e profughi abili nell’arte orafaTo access this post, you must purchase Abbonamento annuale Ae + Mosaico di Pace, Abbonamento annuale Ae + Azione non violenta, Abbonamento annuale Ae + Gaia, Abbonamento annuale Ae + Nigrizia, Abbonamento annuale Amico di Altreconomia, Abbonamento annuale estero carta + digitale, Abbonamento biennale...

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