Interni / Intervista

Il prossimo “sindaco d’Italia” deve arrivare da un piccolo Comune

L’Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI) rinnova a metà ottobre le sue cariche. E Ivan Stomeo, primo cittadino di Melpignano (2.400 abitanti, in Salento) si candida -supportato da Comuni Virtuosi, Borghi Autentici d’Italia e Rete Comuni solidali- a prendere il posto di Piero Fassino. Lo abbiamo intervistato

Ivan Stomeo: il sindaco di Melpignano (LE) è candidato alla guida dell'ANCI

“Candidiamo le comunità” è lo slogan scelto da Associazione dei Comuni Virtuosi, Borghi Autentici d’Italia (BAI) e Rete dei Comuni Solidali per promuovere la candidatura alla presidenza dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI) di Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano, nella Grecìa salentina (LE) e presidente BAI. 
Quando a metà ottobre l’assemblea dell’ANCI sarà chiamata al rinnovo delle cariche, la “guida” dell’organizzazione che per conto di tutti gli enti locali negozia col governo, ed indirizza pareri su disegni e progetti di legge, potrebbe toccare così al sindaco di un piccolo ente (Melpignano ha 2.240 abitanti), rappresentativo di quel 70 per cento dei Comuni italiani che hanno meno di 5mila abitanti. “Questo, però, non vuol dire contrapporre il piccolo al grande: la nostra proosta punta a spostare l’attenzione su alcune tematiche, perché le tre realtà che promuovono la mia candidatura ritengono che da anni la società abbia messo da parte persone e cittadini, che ci siamo dimenticati delle comunità appunto” spiega Stomeo, raggiungo al telefono da Altreconomia mentre si appresta a partecipare a una sessione della Scuola (itinerante) di altra amministrazione, un progetto dell’Associazione dei Comuni Virtuosi.

“Quello che noi abbiamo registrato in questi anni, ed è il sentire comune di vari sindaci, è che l’attenzione dell’ANCI si sia progressivamente spostata sulle grandi città, e questo è in linea con un governo che pensa principalmente alle città metropolitane, e approva leggi che vanno nella direzione di una chiusura dei piccoli comuni. Nella nostra visione, che trova spazio in un documento programmatico, i piccoli comuni devono essere valorizzati. Perché lì si riesce a dare risposte concrete di welfare, ed anche a creare politiche culturali di successo, basti pensare alla ‘Notte della Taranta’ nel territorio che amministro. Nei piccoli comuni -continua Stomeo- ci sono tantissime buone pratiche che devono essere messe in rete: mai l’ANCI, però, si è posto il problema di far diventare queste esperienze un punto di riferimento. Un esempio concetro riguarda il tema dei rifiuti, e l’importantissima raccolta differenziata: ci chiediamo perché l’ANCI non prenda a cuore il tema, e discuta gli accordi con il Consorzio nazionale degli imballaggi (CONAI) nell’interesse degli enti che rappresenta“. 

Secondo Stomeo, l’ANCI -che negli ultimi anni è stato presieduto da Roberto Reggi (sindaco di Piacenza, poi transitato per il governo Renzi e oggi direttore dell’Agenzia del Demanio), da Graziano Delrio (sindaco di Reggio Emilia, oggi ministro delle Infrastrutture nel governo di Matteo Renzi), da Sergio Chiamparino (sindaco di Torino, oggi presidente della Regione Piemonte) e oggi da Piero Fassino (sindaco di Torino)- “ha rappresentato solo una piccola porzione d’Italia, ed è il momento di intervenire la tendenza”.

Per invertire il sindaco di Melpignano intende (tra l’altro) “aiutare i piccoli Comuni, che sono enti in sofferenza: non abbiamo i soldi per pagare il personale, e con misure come il ‘bilancio armonizzato’ si finisce con il poter spendere solo quello che si ha in cassa, senza mettere a bilancio le entrate future stimate e attese. La maggior parte delle grandi aziende hanno sede in piccoli Comuni, anche ai margini delle maggiori città: perché il governo non lascia agli enti la possibilità di incamerare l’IMU sulle aree industriali? L’ANCI che dice, che fa, su questi temi? E che dice sul blocco delle assunzioni negli enti locali?”. 
In Parlamento è semmai in discussione una legge che prevede la fusione obbligatoria per i piccoli Comuni: “Personalmente non sono contrario alle fusioni, ma alla loro obbligatorietà. Come è già successo nel periodo fascista. Ma la spesa, il deficit, stanno nei piccoli Comuni? Uno come me prende 390 euro per fare il sindaco”.
Stomeo spiega che l’obiettivo, per i tre soggetti promotori della sua candidatura, è arrivare a porre “su quel tavolo di decisione il nostro programma, sintetizzato in cinque punti, che hanno come temi chiave la partecipazione, il paesaggio, le reti tra Comuni, la gestione del ciclo dei rifiuti e l’integrazione culturale. È un po’ il lavoro che stiamo facendo come associazioni -sottolinea-: l’ANCI in questi anni ha promosso solo l’esperienza di Res Tipica, che considera sostanzialmente fallita”.

È per questo che Comuni Virtuosi, Borghi Autentici e Rete dei Comuni Solidali hanno chiesto un incontro a Fassino, il presidente uscente. “Dobbiamo portare queste istanze: l’ANCI dovrà farsene carico. Intorno alla nostra proposta provocatori c’è interesse, anche da parte di Comuni non iscritti all’ANCI. Stiamo aspettando una risposta. E l’incontro”. 
Il 13 settembre si è svolto l’Ufficio di presidenza dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, durante il quale -riporta www.anci.it- “Fassino ha informato sulle consultazioni in corso per individuare candidature per la carica di nuovo presidente dell’Anci, il cui profilo dovrà essere caratterizzato da autorevolezza, unitarietà ed esperienza di governo locale”. Uno dei vicepresidenti, invece, avrebbe chiesto a Stomeo di revocare la propria candidatura.

© riproduzione riservata

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia