Diritti

Amato, il dottor Grossolano

Giuliano Amato è chiamato il dottor Sottile, ma stavolta la sua disquisizione è così astuta da condurre ad approdi paradossali e grossolani. Intervistato da Giuseppe D’Amato sul caso Bolzaneto, Amato cerca di argomentare in punta di diritto e di etica costituzionale, ma…

Giuliano Amato è chiamato il dottor Sottile, ma stavolta la sua disquisizione è così astuta da condurre ad approdi paradossali e grossolani. Intervistato da Giuseppe D’Amato sul caso Bolzaneto, Amato cerca di argomentare in punta di diritto e di etica costituzionale, ma giunge al risultato di tutti gli insabbiatori di sempre (e nel caso specifico alle stesse conclusioni della destra, che infatti ha gradito la sua intervista).
Amato riconosce naturalmente che alla Diaz e Bolzaneto le forze di polizia hanno agito al di fuori delle regole di democrazia, ma poi dice che eventuali provvedimenti esemplari, come destituzioni e sospensioni, non si possono prendere se non per “gravi reati”. A Bolzaneto, per dire, gli imputati devono rispondere di abuso d’ufficio, lesioni e altri reati di poco peso, per cui non si può intervenire. Se ci fosse un reato di tortura, sottolinea il sottilissimo Amato, sarebbe naturalmente diverso. Quindi il discorso è: siccome non c’è una legge sulla tortura, i torturatori non solo vengono assolti in tribunale ma si salvano anche dai provvedimenti disciplinari. Violenze e abusi, naturalmente, non si possono cancellare, ma il governo, il parlamento, il potere politico si chiamano fuori. Complimenti allo statista Amato!

Sulla figura di De Gennaro, Amato si supera. Il ministro riconosce che le sue dimissioni da capo della polizia potevano essere opportune, ma dal momento che lui ha scelto di non dimettersi, che si può fare? Prenderlo come capo di gabinetto, ecco la risposta che Amato si è dato… Il ministro sarà anche sottile, ma gli esiti pratici sono davvero grossolani.

Sulle altre promozioni Amato dice che non si può fare nulla, le carriere sono carriere, e aggiunge che comunque sono precedenti al suo incarico, cosa non vera: Francesco Gratteri, Giovanni Luperi, Fabio Ciccimarra, per dire, sono stati promossi nel 2007, con Amato ministro in carica.

Sulla commissione d’inchiesta Amato la pensa come Fini, Berlusconi, Scajola, Gasparri e compagnia e qui tocca davvero il fondo, facendo torto alla sua qualifica di professore universitario e costituzionalista, dicendo che tocca alla magistratura indagare su fatti del genere. E la commissione sulla P2, sulla mafia, su Ustica, in pratica su tutto, allora non si dovevano fare per via delle inchieste sulla magistratura? Totò direbbe “ma mi faccia il piacere”…

Troppo sottile il ministro per i poveri cittadini che guardano ancora alla Costituzione come  una cosa seria.

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia