Diritti

AMATO COME I SUOI PREDECESSORI…

AMATO COME I SUOI PREDECESSORI Le parole usate da Giuliano Amato, con riguardo alla manifestazione di sabato a Vicenza, somigliano molto, diciamo pure troppo, a interventi analoghi, svolti negli anni scorsi dai suoi predecessori alla vigilia di importanti manifestazioni pubbliche,…

AMATO COME I SUOI PREDECESSORI

Le parole usate da Giuliano Amato, con riguardo alla manifestazione di sabato a Vicenza, somigliano molto, diciamo pure troppo, a interventi analoghi, svolti negli anni scorsi dai suoi predecessori alla vigilia di importanti manifestazioni pubbliche, che fossero contro la guerra o sulla Tav in Val di Susa. E’ una tecnica collaudata: di fronte alla protesta (anche quella di Genova, non trascuriamo questo aspetto, è principlamente rivolta contro il governo in carica) si crea un clima di sospetto, si insinuano dubbi sulla genuinità della manifestazioni, si paventano infiltrazioni, si suggerisce il timore che alla fine pervalga la violenza.

Questo modo di fare politica, questo stile di governo, è quanto di più autoritario e pericoloso si possa immaginare. Crea un clima politico odioso, una situazione oggettiva di non libertà. Il dissenso viene messo all’indice, tanto più se diffuso e in grado, almeno potenzialmente, di convincere vaste fasce della popolazione: è il caso della protesta di Vicenza. L’intervento di Amato segue di pochi giorni provvedimenti riguardanti gli stadi decisi secondo logiche puramente repressive, nella totale assenza di dialogo con le tifoserie e ignorando la prospettiva della prevenzione.

Un paio di giorni sono stati arrestati alcuni presunti terroristi e per la prima volta da molti anni si è fatto ricorso a una norma – di dubbia costituzionalità – che impedisce agli arrestati di parlare con i propri avvocati per cinque giorni. Una misura che non si è adottata per personaggi ben più pericolosi di quelli finiti l’altro ieri in manette: ad esempio la Lioce e i brigatisti della sua generazione, che si sono macchiati di omicidi veri. Non manca nemmeno l’appello un po’ patetico ai parlamentari, che dovrebbero dare il buon esempio alle masse pronte a chissà quali violenze.

Quel che deprime, è la scelta compiuta dal governo di centrosinistra: la sostanziale continuità con l’autoritarismo della destra.

L’INTERVENTO DI AMATO

ROMA – La manifestazione di Vicenza di sabato prossimo, organizzata per protestare contro l’allargamento della base Nato attorno all’aeroporto Dal  Molin, potrebbe essere l’occasione per una recrudescenza del clima di diffusa ostilità nei confronti della politica e delle forze dell’ordine.  Un appuntamento che, alla luce dei recenti fatti di cronaca negli stadi e degli arresti del gruppo di neobrigatisti – molti dei quali provenienti proprio dall’area dell’antagonismo veneto -, potrebbe finire col
convogliare forme di odio e di violenza nei confronti degli agenti di polizia. E’ questo uno dei passaggi dell’intervento alla Camera del ministro dell’Interno, Giuliano Amato. Per il responsabile del Viminale
la manifestazione potrebbe essere l’occasione di «saldare spezzoni di ostilità nei confronti delle forze dell’ordine». Per questo, ha sottolineato Amato, sarà necessario che «che tutti coloro che siedono in questo Parlamento in quella occasione esprimeranno invece l’atteggiamento opposto»

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