Diritti

Agenti violenti? Ci vuole un’autorità indipendente

Stavolta c’è un cittadino che accusa di violenze alcuni vigili urbani di Reno Galliera, in provincia di Ferrara. L’uomo dice di avere subito un pestaggio. I vigili rispondono accusando l’uomo di resistenza: avebbe reagito con violenza alle contestazioni fatte deopo…

Stavolta c’è un cittadino che accusa di violenze alcuni vigili urbani di Reno Galliera, in provincia di Ferrara. L’uomo dice di avere subito un pestaggio. I vigili rispondono accusando l’uomo di resistenza: avebbe reagito con violenza alle contestazioni fatte deopo un normale controllo stradale. Il cittadino ha una perizia moedica e i giornali hanno pubblicato foto che mostrano ampi lividi sul corpo, frutto, secondo la denuncia, di calci e pugni inferti in caserma.

Il giudice sta indagando e si arriverà a una verità giudiziaria. Ma casi come questo – sempre più frequenti, e in molte situazioni con le violenze di uomini in divisa ben documentate – dimostrano che il controllo della magistratura è insufficiente. Non sarà una sentenza a dare maggiori garanzie ai cittadini, se mancheranno verifiche interne alle forze dell’ordine, se insomma non ci saranno sia trasparenza sia un esplicito rifiuto, da parte degli apparati di sicurezza, anche del sospetto che uomini dello stato possano usare violenza nel chiuso di commissariati, caserme e carceri.

Finora le forze di sicurezza hanno mostrato una scarsa attitudine a garantire questa trasperenza: sembrano avere ereditato una mentalità tipica del mondo militare, che si vive come autonomo, separato dal resto della società, propenso a proteggere i proprio membri qualunque cosa accada.

Perciò è sempre più necessaria un’autorità indipendente che vigili sui possibili abusi delle forze di sicurezza e curi la formazione, la deontologia di chi lavora negli apparati di sicurezza. E’ una riforma che non si può rimandare. E’ vero che la società sta diventando sempre più violenta e lo stato sempre più autoritario (anche nelle sue espessioni periferiche), ma proprio perciò è urgente iniziare almeno a parlarne.

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