Diritti

Agenti squadristi, chi interviene?

Sempre nell’ottica delle riforme da immaginare per ancorare le forze di sicurezza i valori della democrazia, facciamo un paio di esempi per rendere più chiara la necessità di insediare un’autorità indipendente cui appellarsi per segnalare eventuali abusi e degenerazioni (al…

Sempre nell’ottica delle riforme da immaginare per ancorare le forze di sicurezza i valori della democrazia, facciamo un paio di esempi per rendere più chiara la necessità di insediare un’autorità indipendente cui appellarsi per segnalare eventuali abusi e degenerazioni (al di là, evidentemente, dei risvolti penali competenza della magistratura) e alla quale si potrebbe affidare un compito di sorveglianza e di stimolo sugli aspetti etici e disciplinari.
In provincia di Bergamo, ci dicono le cronache (qui si può leggere un dossier), sono finiti sotto indagine – in qualche caso anche gli arresti – alcuni agenti e carabinieri, accusati di una lunga serie di abusi a danno, prevalentemente ma non solo, di cittadini immigrati, e di avere organizzato una sorta di squadraccia – detta “la banda della Panda nera”, dall’auto rubata utilizzata per compiere i raid –  attiva “fuori dell’orario di lavoro” per compiere pestaggi, sequestri arbitrari di cose e così via.

La magistratura si sta occupando del caso, ma se vi fosse stata un’autorità di controllo indipendente, forse qualcuno sarebbe potuto intervenire prima e oggi sarebbe partita una seria discussione su quel che accade nelle caserme, sulla loro mancanza di trasparenza, sui passi da compiere per riguadagnare la fiducia evidentemente compromessa da faccende del genere.

Sabato scorso c’è stata un’imponente manifestazione di operatori della sicurezza, con una forte richiesta di aumenti salariali. Si sono sentite parole forti, anche sulla vicenda genova G8, ma tutte in una logica corporativa e con toni più consoni a corpi militari che a un’istituzione civile. Ci torneremo.

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