Diritti

Adro, la carità e la scandalosa taglia

Si è molto parlato in questi giorni dell’imprenditore che ha donato diecimila euro al Comune di Adro, in provincia di Brescia, dopo che alcuni bambini erano stati esclusi dalla mensa scolastica perchè i genitori non erano in regola con le…

Si è molto parlato in questi giorni dell’imprenditore che ha donato diecimila euro al Comune di Adro, in provincia di Brescia, dopo che alcuni bambini erano stati esclusi dalla mensa scolastica perchè i genitori non erano in regola con le rette. L’uomo ha spiegato i suoi motivi in una lunga lettera, nella quale afferma – in sostanza – un principio di dignità e rispetto, leso dalla drastica decisione del Comune, e mostra anche di intuire che il futuro della nostra società malata è nelle mani dei "nuovi italiani" che oggi sono stigmatizzati.

Questo benefattore, col suo gesto, ha attirato giuste attenzioni. Ispirandosi alla pratica cattolica della carità, evidentemente, ha smosso un po’ di coscienze, rimaste a dire il vero insensibili di fronte a un’altra impresa del Comune di Adro, governato ovviamente dalla Lega Nord (quella lodata perché "radicata nel territorio"), e cioèla taglia (ufficialmente il premio) di 500 euro promessa ai vigili urbani per ogni "clandestino", vale a dire per ogni immigrato senza i documenti in regola, scovato nella cittadina.

Qui non ci sono benefattori che tengano: ci vorrebbe però una dose più alta e più ferma di indignazione civile, altrimenti simili pratiche degradanti sono destinate a moltiplicarsi.

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