Diritti / Intervista

Adil Azzab. La storia dell’“uomo giusto”

A 13 anni ha lasciato il Marocco per raggiungere il padre a Milano. Tempi difficili, il mito dell’Italia-paradiso che svanisce: ne è nato un film. Che abbiamo visto con lui in carcere
Tratto da Altreconomia 194 — Giugno 2017
Adil Azzab - © Ivan Kap
Adil Azzab - © Ivan Kap
Una mattina piovosa a Milano, in attesa per le formalità. Il carcere di San Vittore è concepito come un panopticon settecentesco: una struttura radiale che si dipana dal centro, per garantire maggior controllo. I raggi sono sei, e ogni raggio ha tre piani. Al terzo raggio oggi è prevista la proiezione di un film che si intitola “My name is Adil”, il mio nome è Adil. E Adil è qui al terzo raggio a presentarlo. Adil Azzab è nato nel...

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