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A Cremona il “Pane di agro” racconta il territorio e le sue storie

Grazie al progetto “AgroXAgro”, promosso dalla cooperativa Cascina Marasco e dalla onlus Agropolis, è nata una filiera corta in cui si producono grano biologico, pane agricolo e garantiscono percorsi di formazione a chi si trova in condizioni di fragilità

La filiera del “Pane di agro” inizia nei campi di Cascina Marasco, cooperativa agricola e sociale in provincia di Cremona. Il grano è coltivato nei terreni che la circondano, la farina è usata per il pane e le focacce preparate nel laboratorio della struttura. I prodotti sono venduti nei mercati cittadini di Cremona, Bergamo, Padernello e Soncino ma anche a ristoranti, privati e Gruppi di acquisto solidale. Qui il cerchio si chiude. Il percorso è del progetto “AgroXAgro”: partito lo scorso settembre, è stato ideato dalla Onlus Agropolis impegnata dagli anni Novanta in attività educative per persone con disabilità e per le loro famiglie. Gli obiettivi dell’iniziativa, infatti, sono agricoli e sociali insieme: organizzare una filiera corta in cui si producono grano biologico e pane agricolo, e garantire percorsi di formazione a chi si trova in condizioni di fragilità.

“Il progetto è nato quasi da una folgorazione. I nostri campi sono stati sempre coltivati seguendo il regime biologico ma non esclusivamente con il grano. Dopo avere ricevuto in donazione un molino a pietra, abbiamo iniziato a ragionare su come avviare una nostra produzione di farine e pane. Su come chiudere la filiera. In questa prospettiva nel 2019 abbiamo fondato la cooperativa agricola e sociale Cascina Marasco, pensata come una costola di Agropolis”, spiega ad Altreconomia Tomaso Tavella, vicepresidente di Agropolis e presidente e socio di Cascina Marasco. Dopo la nascita della cooperativa, sono iniziati i lavori di ristrutturazione di un edificio abbandonato risalente alla fine dell’Ottocento, presente sui terreni della Onlus, diventato il luogo dove oggi si stocca il grano e si panifica. Le due cooperative sono state tra le vincitrici del bando “Coltivare valore” di Fondazione Cariplo e, tra gli enti che sostengono il progetto, ci sono anche Cassa Padana, la fondazione Comunitaria di Cremona e SlowFood. “Cinque delle persone seguite dagli operatori di Agropolis hanno iniziato uno stage nella cooperativa. L’obiettivo è assumerli e sta avvenendo già per due di loro: un ragazzo si occuperà della vendita nei mercati e della consegna a domicilio, organizzata insieme ad Auser (associazione di volontariato a Cremona che si occupa della tutela delle persone anziane, ndr). E un altro lavorerà come panificatore. Sono entusiasti”, prosegue.

A preparare il pane è Davide Maffezzoni, panificatore che proviene dall’Università degli Studi di scienze gastronomiche di Pollenzo. “Produciamo fino a 400 chilogrammi di pane e focacce a settimana. Da settembre abbiamo iniziato a usare la nostra farina, prima ci rivolgevamo all’azienda di Sermide La Grande Ruota. Dal prossimo dicembre utilizzeremo il nostro molino a pietra, donato dall’azienda Ocrim (specializzata nella fornitura di impianti molitori da grano e mais, ndr) per macinare il grano tenero dei nostri terreni”, spiega Maffezzoni.

Con l’obiettivo di rafforzare e ampliare la produzione, Cascina Marasco ha iniziato a collaborare con le due aziende biologiche confinanti. L’azienda Cascina Maraschino e l’azienda Portino sono diventati soci conferitori della cooperativa. Si utilizzano anche i loro terreni che, aggiunti agli otto ettari di Cascina Marasco, hanno permesso di estendere la superficie coltivata a 28 ettari e di ruotare le coltivazioni. Se necessario, le due socie garantiranno il grano per la produzione di Cascina Marasco oltre a mettere in comune le attrezzature. “Il progetto AgroXAgro è pensato come un laboratorio aperto a continue collaborazioni. È in quest’ottica che lavoriamo insieme al genetista Salvatore Ceccarelli con cui stiamo iniziando le prime prove in campo con le popolazioni evolutive”, prosegue. “Vogliamo creare un nostro seme, il ‘seme di agro”. E avviare anche una produzione di orzo: per ora lo coltiviamo in mezzo ettaro e stiamo iniziando a immaginare di produrre la birra”.

L’idea di Cascina Marasco e Agropolis è creare uno spazio rivolto alla comunità e alla città di Cremona. Un luogo dove incontrarsi e partecipare a momenti di formazione, laboratori di panificazione ed educazione al cibo. “La cascina è aperta a chi la vuole conoscere e frequentare. Vogliamo che ci vengano a trovare, che siano i cittadini a controllare come lavoriamo e in che modo coltiviamo le materie prime”, prosegue Maffezzoni. “Il pane è un motivo di incontro. Racconta un territorio e le sue storie”.

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