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Economia / Opinioni

Prezzi dell’energia elettrica per le famiglie: quello che Arera non dice

© Nikola Johnny Mirkovic - Unsplash

A fine settembre l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente ha diffuso un comunicato stampa autocelebrativo nel quale ha rivendicato che grazie a un suo “intervento straordinario” sarebbe stato evitato il raddoppio dei prezzi. È davvero così? E che cosa ci aspetta rispetto al gas? L’analisi di Remo Valsecchi

Il 29 settembre l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) ha diffuso un comunicato stampa dal titolo roboante: “Energia: intervento straordinario di Arera evita il raddoppio dei prezzi, aumento elettricità contenuto a +59%“. Essendo ormai abituato a comunicazioni del genere -da anni infatti seguo Arera, anche rispetto alle tariffe del servizio idrico- ho voluto attendere la pubblicazione, sempre sul sito dell’Autorità, delle tariffe fissate dalla stessa, e relative al mercato tutelato, cioè l’11% del totale di energia elettrica erogata al settore domestico. Le tariffe del gas a oggi non sono ancora state pubblicate anche se la decorrenza è dal primo ottobre e, magari, gli utenti in libero mercato potrebbero, conoscendo però le tariffe, passare al mercato tutelato.

Preso atto che l’11% è l’erogato al mercato tutelato, chi tutela gli utenti del mercato libero? In un sistema di libero mercato reale sarebbe il mercato stesso ma in un mercato condizionato da fattori esterni, come la finanziarizzazione (cui abbiamo dedicato il dossier “Carissimo gas”), gli utenti del mercato libero sono alla mercé della speculazione e dei soprusi. Come quello dell’applicazione delle “variazioni unilaterali” imposte dai gestori nonostante la legge l’abbia sospesa sino al 30 aprile prossimo. Dov’è Arera che è molto brava ad autocelebrarsi? Sulla tutela degli utenti, funzione attribuitagli dalla legge costitutiva, lo è altrettanto?

Torniamo al comunicato del 29 settembre in tema di elettricità. A un certo punto si legge che “l’Autorità, per limitare ulteriormente gli aumenti dei prezzi su famiglie e imprese, ha deciso di posticipare eccezionalmente il necessario recupero della differenza tra i prezzi preventivati per lo scorso trimestre e i costi reali che si sono verificati”. La solita abitudine, classica di Arera, di confondere la spesa con il costo. Il fatto che il pagamento venga posticipato non significa che il costo sia stato cancellato ma solo che sarà pagato successivamente, aggiungendosi alle bollette future che probabilmente saranno già troppo alte e gli utenti, già in difficoltà per il pagamento delle attuali, saranno per la maggior parte impossibilitati a pagarle. In quel caso, Arera, nella sua magnanimità, troverà la soluzione di rateizzarle che non cambierà nulla perché le rate si aggiungeranno alle successive bollette.

È la stessa cosa dell’altra geniale decisione di Arera indicata nel comunicato, quella della bolletta mensile in alternativa alla bimestrale. Probabilmente a gennaio, quando arriveranno le bollette per i consumi di novembre, le famiglie dovranno destinare la mensilità di stipendio al loro pagamento, quindi la soluzione proposta da Arera, condivisa e apprezzata da economisti e media, è quella di dividerla in due parti, ossia destinare una mensilità di stipendio al pagamento di due bollette e non di una. Sempre una mensilità di stipendio, però, è destinata al pagamento delle bollette riferite a due mesi di consumo. Perché non spiegare agli utenti, specialmente quelli con stipendi più bassi, che il 50% o di più dei loro stipendi dovrà essere destinato al pagamento delle bollette? Una follia.

Anche l’affermazione che l’energia elettrica è aumentata del 59% è errata. L’energia elettrica è aumentata del 71% rispetto al trimestre precedente, ossia luglio, agosto e settembre scorsi, non quelli di anni fa. Anche in questo caso viene confuso il costo con la spesa. È evidente che se l’aumento dell’energia elettrica fa crescere il totale della bolletta, l’incidenza del suo costo sul totale si riduce, è un fatto matematico ma non è la realtà.

Che cosa ce ne facciamo di un’Autorità indipendente che, non tutelando gli utenti, sembra dipendere dai gestori? Che cosa ce ne facciamo di economisti che pur consapevoli -mi rifiuto di credere il contrario- non intervengono su temi come questi senza porsi il dovere di una corretta e chiara informazione ai cittadini?

Resto in attesa, con ansia, della pubblicazione delle tariffe del gas perché temo che sarà una triste sorpresa. Se così non fosse il comunicato avrebbe citato il loro reale aumento, mi rifiuto anche in questo caso di credere che, dovendo entrare in vigore il primo ottobre, non ne siano a conoscenza. Forse è meglio un comunicato con il quale ci si attribuisce il merito di avere contenuto l’aumento del costo al di sotto del doppio dimenticando di indicare quelle del gas che, ho paura, saranno molto più del doppio rispetto a quelle del trimestre precedente.

Remo Valsecchi, già commercialista, è autore del dossier “Carissimo gas”

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