Ambiente

Zavorra Pedemontana per Milano e la Lombardia

Il presidente Roberto Maroni sogna 200 chilometri di nuove autostrade, ma in realtà il futuro di Serravalle -società che controlla anche Autostrada Pedemontana Lombarda- è a rischio. Lo spiega con una lettera agli azionisti l’ex presidente del cda di Serravalle, che non ha provocato reazioni degli azionisti istituzionali, tra cui c’è anche il Comune guidato da Giuliano Pisapia

Il 2 settembre 2014 Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, era raggiante: quel giorno, l’amministrazione regionale assumeva il controllo di ASAM, la holding della Provincia di Milano che detiene Serravalle spa, la società che gestisce le tangenziali milanesi, l’A7 fino a Serravalle Scrivia ed è impegnata nella realizzazione di Pedemontana Lombarda e Tangenziale Est esterna di Milano.
Di certo non aveva avuto la possibilità di analizzare il bilancio 2013 della società, che non era stato ancora approvato. Tuttavia, Maroni aveva dettato all’agenzia di stampa Lombardia notizie il suo punto di vista:  “Per migliorare la mobilità e accelerare i trasferimenti serve potenziare l’attuale rete con altri 200 chilometri di autostrade o strade veloci”. Poi aveva aggiunto: “Da oggi possiamo dire che inizia davvero una fase nuova”.

Meno di un mese dopo, a fine settembre, c’è la prima assemblea degli azionisti dopo l’ingresso di Regione Lombardia, ed è chiamata a discutere il bilancio con grande ritardo rispetto ai termini di legge, fissati per le società per azioni al 30 settembre.
I dati non sono negativi, perché nonostante la continua erosione del traffico la società “chiude” con 13,4 milioni di euro di utili.

Tuttavia, la lettera con cui il presidente uscente del consiglio d’amministrazione Marzio Agnoloni (il cui incarico non è stato rinnovato) ha introdotto il bilancio agli azionisti -oltre alla Regione Lombardia, che attraverso ASAM controlla il 52,90% della società, i principali sono il Comune di Milano (con il 18,60%) e il gruppo Gavio, che tra partecipazioni dirette ed indirette arriva all’11 per cento circa- avrà spento senz’altro il sorriso e l’entusiasmo di Maroni.

In particolare, la lettera di Agnoloni si è concentrata sul problema dell’Autostrada Pedemontana Lombarda, un progetto da 5 miliardi di euro che vede Serravalle impegnata in quanto azionista al 76 per cento della società.
“Il sostegno alla controllata Autostrada Pedemontana Lombarda per 150 milioni di euro potrebbe compromettere la struttura patrimoniale e finanziaria della vostra società” ha detto Agnoloni, facendo riferimento alle risorse necessarie per garantire la realizzazione entro aprile 2015 di un tratto della Pedemontana compreso tra Lomazzo (inteconnessione con A8 e A9) e la Ss 35 Milano-Meda, definita impropriamente da alcuni “Variante Expo”.

Nel corso del 2014, Serravalle ha pensato di finanziare l’opera attraverso una emissione obbligazionaria. Sui mercati, la società vorrebbe reperire circa 300 milioni di euro. Per farlo, però, è stato necessario chiedere alle agenzie di rating di “valutare” le performance di Serravalle, e questa hanno evidenziato un dato non positivo: il rating è stato declassato a BBB-, cioè a una tripla B negativa con outlook negativo, che vuol dire che la salute è tutt’altro che rosea, e che potrebbe anche peggiorare. Secondo quanto ha riferito Agnoloni, questa situazione sarebbe correlata “alla crescente esposizione della vostra società nei confronti dei rilevanti progetti infrastrutturali greenfield”, cioè nuovi progetti.

Il Comune di Milano, che è il secondo azionista di Serravalle, non ha ritenuto necessario esternare la propria opinione in merito, e non c’è alcun riferimento alla società autostradale in nessuno degli 11 comunicati stampa inviati il 30 settembre. 

Tra le righe della lettera di Agnoloni, però, si legge che l’investimento in Pedemontana, una zavorra di cui Serravalle non riesce a liberarsi, è come un imbuto, un circolo vizioso che rischia di far sprofondare anche la società oggi controllata da Regione Lombardia (“in assenza del deliberato sostegno alla partecipata Autostrada Pedemontana Lombarda […] l’ingente investimento impegnato nella controllata (circa 300milioni di euro al 30 settembre 2014, ndr) poteva essere fortemente compromesse ponendo anche in seria difficoltà la vostra società in qualità di controllante” scrive Agnoloni).

Resta chiaro che se ASAM, e Serravalle, non continuano a finanziare l’avanzamento dei lavori, c’è la concreta possibilità che la società Pedemontana Lombarda chiuda e l’autostrada non venga mai terminata, lasciando  cemento inutilizzabile steso sulla Brianza e sul bosco della Moronera. Potrebbe accadere nel corso del 2015. Secondo Agnoloni, tuttavia, “la continuità alla controllata è stata garantita oltre il 31 dicembre 2014”, e per questo Serravalle non ha rettificato -in negativo- il valore della partecipazione. La fine dell’anno, però, è alle porte.  

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia