Ambiente

Valdastico e Brescia-Padova: A4 holding chiede due anni di proroga

In attesa di un accordo con la Provincia di Trento per realizzare il prolungamento dell’A31, la concessionaria che ha Intesa Sanpaolo come primo azionista chiede al governo di "dimenticare" la scadenza del 30 giugno 2013 (ne abbiamo scritto su Ae 146). Il Comitato: "Si va avanti così dal ’56"

Mancano un paio di giorni alla data x, poi la ricca concessione dell’autostrada A4 tra Brescia-Padova (che vale circa 300 milioni di euro all’anno di pedaggi) dovrebbe tornare sul mercato, per essere messa a gara. Come abbiamo raccontato in un reportage su Ae 146, gli azionisti del concessionario A4 holding -su tutti, Intesa Sanpaolo– avrebbero potuto "salvarsi" solo grazie all’approvazione entro il 30 giugno del progetto della Valdastico (A31) Nord -quasi 2 miliardi di investimento tra Piovene Rocchette (Vicenza) e Besanello, in Trentino-.
In questo caso, infatti, la concessione relativa all’A31 e all’A4 (tra Brescia e Padova) avrebbero potuto ottenere l’ennesima proroga, fino al 2026

Ma l’agognata approvazione non c’è stata, anche grazie alla contrarietà della Provincia di Trento: il CIPE si è limitato ad approvare solo la tratta che interessa l’Alto vicentino, fino all’ultimo Comune veneto, e così -riporta oggi Il Corriere del Veneto "la società autostradale ha chiesto al ministero delle Infrastrutture di prorogare di due anni la concessione che permette la gestione dell’A4, ora in scadenza. ‘Questo ci consentirebbe più tempo per raggiungere un’intesa con la Provincia di Trento -ha spiegato [Flavio] Tosi, che oltre ad essere sindaco di Verona è anche presidente di Brescia-Padova spa, controllata da A4 holding-. Lì andranno al voto ad ottobre, e sarebbe serio da parte di chi sta governando non prendere decisioni ora’".

Secondo Renzo Priante, del Comitato No Valdastico Nord: “La concessione autostradale della Brescia-Padova è stata prorogata infinite volte dal 1956 e lo Stato ha già […] subìto due procedimenti di infrazione che si sono fermati solo perché bisognava lasciare il tempo alla società autostrade di finire i lavori, ‘purché il progetto definitivo fosse approvato entro il 30 giugno 2013’”. L’architetto Priante ha da poco realizzato una corposa analisi, che incrociando i dati di traffico attesi su A31 e A4 evidenzia che il vero interesse della costruzione dell’A31 Nord è il rinnovo della concessione della Brescia-Padova (lo trovate qui), ed è convinto che "mettendo a gara la concessione autostradale con una gara europea lo Stato incasserebbe molto più che dall’attuale concessione".

Intanto, l’eurodeputato Andrea Zanoni ha visitato l’area dell’alto vicentino potenzialmente interessata dai lavori della nuova autostrada, in compagnia dal sindaco e dal vicesindaco del Comune trentino dove l’autostrada "sfocerebbe" al termine della galleria più lunga d’Europa, Cristian Comperini e Roberta Rosi, e degli attivisti del comitato. Al termine, ha sottolineato il proprio impegno a far chiarezza su alcuni aspetti del progetto: "La mancata considerazione in sede di Valutazione dell’impatto ambientale (Via) della relazione geologica sulla frana della Marogna; la variante al progetto che da un giorno all’altro ha spostato il tracciato da un Comune a un altro senza dar modo alla comunità locale di presentare osservazioni; lo stato di avanzamento del regolamento europeo in cui il Governo Monti aveva chiesto di inserire come prioritario il completamento dell’A31 Nord, in modo da bypassare il ‘niet’ di Trento; e infine il rinnovo senza gara pubblica da 56 anni della concessione autostradale alla Società Brescia-Padova con danno erariale per lo Stato".

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia