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Una legge per la nonviolenza

"Un’altra Difesa è possibile", civile e non armata: il 22 maggio sono state consegnate alla Camera dei deputati oltre 50mila firme per avviare l’iter di approvazione di un provvedimento legislativo d’iniziativa popoplare per l’istituzione di un Dipartimento per la Difesa civile, e dare piena attuazione a 2 articoli della Costituzione (l’11 e il 52, ripudio della guerra e difesa della patria affidata ai cittadini)

Le scatole consegnate il 22 maggio alla Camera dei Deputati contengono oltre 50mila firme in calce a un testo di legge. Si è concluso così il primo passo -formale e importante- della Campagna “Un’altra Difesa è possibile”, il cui obiettivo è l’approvazione di una legge d’iniziativa popolare per la difesa civile, non armata e nonviolenta. raccolta è avvenuta in tutta Italia, nel corso degli ultimi sei mesi, promossa da parte di centinaia di associazioni, gruppi, movimenti delle principali reti del mondo pacifista, nonviolento, disarmista e del servizio civile.
La Legge "Istituzioni e modalità di finanziamento del Dipartimento per la Difesa civile, non armata e nonviolenta"vuole dare piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione (ripudio della guerra e difesa della patria affidata ai cittadini) e avviare nel Paese una politica di difesa della popolazione, del territorio, delle istituzioni: il servizio civile, la protezione civile, i corpi civili di pace e un Istituto di ricerche sulla pace ed il disarmo, sono gli elementi centrali della proposta legislativa la cui presentazione verrà annunciata già nella prossima seduta parlamentare a Montecitorio.
I promotori della campagna hanno registrato l’adesione anche di decine di sindaci di città grandi e piccole (Roma, Milano, Napoli, Genova, Reggio Emilia, Pavia, Modena, Messina, Vicenza, Livorno, Cagliari, tra le altre), di tanti consigli comunali e dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna.
"In attesa che gli uffici della Camera dei Deputati controllino la validità e la sufficienza delle firme raccolte -ha dichiarato Mao Valpiana, coordinatore della Campagna e presentatore della legge, chiediamo che fin da subito deputati e senatori la possano fare propria, avviando il dibattito sulla necessità che anche nel nostro Paese venga riconosciuta a livello istituzionale una forma di difesa alternativaa quella militare".
La proposta di legge, tra l’altro, chiede una riduzione delle spese sostenute dal ministero della Diesa per nuovi sistemi d’armaal fine di poter costituire un Fondo per la difesa civile non armata e nonviolenta. "Non si tratta quindi di spendere di più  -ha proseguito Valpiana-, ma di spendere meglio".
A consegnare le firme sono stati i rappresentanti delle sei realtà promotrici: Rete Italiana per il Disarmo, Rete della Pace, Tavolo interventi civili di pace, Conferenza nazionale degli Enti di Servizio Civile, Forum nazionale Servizio Civile, Campagna Sbilanciamoci!
I promotori auspicano un incontro con la Presidente della Camera Laura Boldrini, per sottoporle i contenuti del progetto di leggee chiedere un sollecito avvio dell’iter parlamentare relativo.
 

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