Altre Economie

Un appello dal commercio equo siciliano

Ecco la lettera che la cooperativa Quetzal di Modica ha inviato alle botteghe del commercio equo di tutta Italia, chiedendo loro solidarietà.

Modica, 4 luglio 2011

 

Carissime Botteghe, ancora una volta ci vediamo costretti a scrivervi a seguito degli ultimi eventi che ci hanno interessato.

 

Una scelta dolorosa. A fine maggio siamo stati costretti a licenziare 3 dipendenti del laboratorio di cioccolato a causa della mancanza di produzione. In realtà da gennaio la situazione non era affatto positiva e abbiamo, grazie soprattutto alle numerose fiere a cui abbiamo partecipato, continuato a tentare di lavorare. Abbiamo anche visitato CTM per capire come potevano sostenerci. Per mesi insomma abbiamo sperato di poter risolvere in altro modo le cose. Da ottobre ad aprile in ogni caso erano stati fatti svariati incontri con i sindacati.

Un inverno durissimo. Purtroppo venivamo da una fase invernale molto problematica, di cui vi parliamo nei dettagli visto che ci conoscete bene e soprattutto conoscete i nostri prodotti.

– Il rifiuto dichiarato in ottobre a fare una sola ora in più rispetto alle 4 ore quotidiane nell’unico periodo di produzione dell’anno da parte di ben 5 dipendenti del laboratorio su 7 e la malattia prolungata del 70% del personale fra ottobre e gennaio, hanno fatto sì che, nonostante l’assunzione a tempo determinato di altre due persone, gli orari massacranti a cui si sono sottoposte liberamente solo due delle dipendenti del laboratorio e l’aiuto dei volontari, non si siano potuti consegnare consistenti ordini che CTM aveva già fatto. E’ stata una perdita di entrate molto consistente!

– I nuovi prodotti (cioccolata Quetzal al limone e scatola di cioccolatini) già definiti con CTM, quando abbiamo ripreso in mano la Cooperativa in ottobre, erano del tutto privi di programmazione: mancavano alcune materie prime per produrli, gli imballaggi erano grandemente deficitari, la loro produzione non era né programmata né sperimentata.

– La scoperta di mancati pagamenti per mesi a fornitori ha portato a dover ricostruire faticosamente relazioni con ulteriore danno economico (il liquore per esempio non è stato disponibile per Natale).

 

L’attacco. In novembre è iniziata inoltre un’ispezione dell’Assessorato Regionale alle Attività Produttive a seguito di tre esposti.

Due ispettori per 7 mesi ci hanno regolarmente visitato. Un’altra ispezione di CONFCOOPERATIVE, sempre a seguito dello stesso esposto, si è conclusa a gennaio positivamente.

Invece la prima è terminata il 28 giugno con la richiesta di liquidazione della Cooperativa.

La contestazione più forte è di non essere una cooperativa sociale, mancando traccia delle attività socio-culturali nei verbali e nelle note integrative ai bilanci; si riscontrano poi incongruenze e irregolarità contabili e assenza di mutualità verso alcuni soci lavoratori: liquidare una società per queste motivazioni è una evidente scelta politica che dovrebbe mettere in allarme tutto il mondo del commercio equo!

Rispetto a tale ispezione rileviamo che non abbiamo mai potuto leggere il testo dell’esposto, nemmeno dopo averlo richiesto formalmente all’Assessorato e che i denuncianti sono stati in contatto con gli ispettori.

Da quando sono stati fatti i licenziamenti poi è partita in città una campagna di stampa durissima contro la Cooperativa, accusata in sostanza di essere favorita e coperta dal Sindaco. Tuttavia le falsità profuse sono state numerosissime. In realtà è stato un attacco contro il sindaco, del quale la vicenda nostra è stato solo il pretesto. Ma oggi vediamo che è stato anche il preludio orchestrato per creare terra bruciata intorno alla Cooperativa per far attecchire le conclusioni degli ispettori.

La Cooperativa, che in tutte queste settimane non è MAI stata avvicinata da nessun giornalista che chiedesse le nostre ragioni e considerando l’attacco assolutamente strumentale e senza alcun interesse per la realtà della cooperativa, per le lavoratrici e la loro sorte (in un contesto territoriale fra l’altro dove si stanno licenziando decine di lavoratori in diverse aziende, nel silenzio della stampa), ha deciso di non pubblicare comunicati, ritenendo che ogni parola che avesse detto sarebbe stata solo fonte di nuove polemiche e menzogne.

Aquì nadie se rinde! Da ottobre noi ce la stiamo mettendo tutta con grandi sacrifici ma anche con grandi risultati: la Bottega, che in due anni aveva visto un crollo delle vendite, da gennaio 2011 è in crescita e ha raggiunto e stabilizzato fatturati mensili mai avuti (mediamente doppi rispetto agli incassi storici); abbiamo ripreso tante attività culturali e informative che per due anni non si erano viste (il giornalino mensile, uno-due eventi al mese in bottega e non solo, collaborazioni con realtà del territorio); stiamo costruendo contatti che speriamo si riveleranno interessanti con tanti nuovi clienti anche all’estero per la cioccolata; abbiamo reintegrato tutti i licenziati, scritto i Regolamenti, approvato un Codice Etico, siamo giunti a una gestione trasparente e anche formalmente corretta come mai avevamo avuto, stiamo curando il nuovo ingresso in AGICES; abbiamo tanti progetti su nuovi prodotti, sul nuovo laboratorio, il riutilizzo dell’attuale, ecc. ecc.

Con serenità crediamo che dal letame possano continuare a nascere i fiori. Teniamo la testa alta come i produttori del Sud del mondo ci hanno insegnato: ciò che siamo si vede dai frutti, non dalle parole che girano intorno. Vi chiediamo di venirci a trovare, di venire a vedere fino in fondo quello che siamo e soprattutto di sostenerci!

 

Per il CdA di “Quetzal – la Bottega Solidale” Saro Guarrasi

 

 

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