Altre Economie

Tre giorni per “liberare” 235 miliardi

Cassa depositi e prestiti gestisce il risparmio postale dei cittadini italiani: una massa di denaro oggi impiegata (anche) in operazioni dal dubbio interesse generale, come la realizzazione di un’autostrada o l’acquisto della rete in rame di Telecom. Il "Forum per una Nuova Finanza pubblica e sociale" chiede la ripubblicizzazione di Cdp, oggi partecipata dalle fondazioni bancarie. Qui il dossier degli articoli di Ae dal 2011

L’esordio in piazza del "Forum per una Nuova Finanza pubblica e sociale", da giovedì 16 a sabato 18 maggio, è una tre giorni di mobilitazione davanti agli uffici postali e agli enti locali di tutta Italia, per informare i cittadini e le cittadine su come il governo delle larghe intese utilizzi il ricatto del debito pubblico per praticare politiche che drenano risorse ai piccoli risparmiatori per dirottarle alla grande finanza e ai gruppi bancari.

Assemblee pubbliche, presidi, volantinaggi e conferenze stampa faranno luce sul ruolo della Cassa depositi e prestiti, un’azienda strategica del Paese con oltre 300 miliardi euro di attività che gestisce il risparmio postale dei cittadini italiani, per 235 miliardi di euro. Davanti alle Poste, gli attivisti racconteranno come oggi Cdp rappresenti "una grande mole di risorse gestita oggi dal sistema dei partiti a vantaggio di pochi" e che l’azienda "invece andrebbe socializzata per creare nuovi posti di lavoro e offrire un sistema pubblico adeguato di servizi e di welfare per coprire i bisogni reali della cittadinanza". L’elenco aggiornato e le modalità delle azioni -nelle città di Roma, Milano, Napoli, Torino, Venezia, Bologna, Verona, Prato, Salerno, Lucca, Grosseto, Ascoli Piceno, Campobasso, Isernia, Palestrina (Roma), Saronno (VA), Mestre, Termoli, Montecilfone– sono disponibili sul sito www.perunanuovafinanzapubblica.it.

Allo stesso tempo il Forum lancia un’indagine popolare sulla composizione dei bilanci pubblici (audit). Sapere come nasce il debito pubblico, come si trasforma, chi favorisce, quanta parte è legittima e quanta illegittima (e quindi da non restituire), è infatti di vitale importanza per restituire giustizia ed equità ad un paese stremato da una crisi economica figlia di politiche di austerità imposte dall’Unione europea. Una situazione, quella dell’erosione della sovranità nazionale, peggiorata con la recente misura, denominata "two pack", che dal 2014 permetterà alla Commissione europea di richiedere revisioni delle politiche economiche e finanziarie che gli Stati intendono attuare con l’inedita possibilità di comminare eventuali sanzioni qualora le richieste di Bruxelles dovessero venire disattese.

La consapevolezza popolare su temi come il debito e la finanza, a torto definiti dalla politica lontani e di difficile comprensione, sta alla base di questa mobilitazione del "Forum per una Nuova Finanza pubblica e sociale", nato lo scorso 13 aprile a Firenze da una proposta delle reti Smonta il Debito, Rivolta il Debito e delle associazioni Attac Italia, Re:Common e Centro Nuovo Modello di Sviluppo e che oggi sta costruendo reti di attivisti/e, associazioni, gruppi e comitati in tutto il territorio nazionale.

 

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