Esteri / Reportage

Dopo tre anni di guerra in Ucraina, sul fronte del carbone conteso

La centrale elettrica di Vuhlehirska è controllata dalle truppe governative, ma le miniere che l’alimentano sono nel territorio amministrato dai separatisti filo-russi. Anche per questo nel Donbass si continua a sparare, nonostante il “cessate il fuoco”
Tratto da Altreconomia 192 — Aprile 2017
Missione di perlustrazione all'interno del perimetro della centrale a carbone di Vuhlehirska - foto di Giuseppe Maritati
Missione di perlustrazione all'interno del perimetro della centrale a carbone di Vuhlehirska - foto di Giuseppe Maritati
La centrale a carbone di Vuhlehirska sorge vicino alla città di Svlitodarsk, nella regione del Donbass. La sua ciminiera, 320 metri, è una delle più alte dell’Ucraina. Domina l’aria circostante, una distesa spettrale di campi incolti, oscurati dalla nebbia prodotta dai fumi della centrale e pervasa dalle sue esalazioni. In sottofondo, i colpi dell’artiglieria riecheggiano. Poche macchine, alcune dirette verso le repubbliche separatiste, passano lungo le strade ghiacciate, pronte ad essere fermate nei check-point tenuti dalle unità ucraine. Questa regione...

Per accedere a questo contenuto abbonati o acquista la rivista in digitale


Hai già acquistato la rivista o sei abbonato? Accedi per usufruire dei contenuti.

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia