Altre Economie

Torino: la ex Diatto non c’è più. Demolita la fabbrica

Il 18 giugno il Comitato avrebbe dovuto partecipare ad un consiglio comunale sulla "riqualificazione" dell’area. Che diventa inutile: l’edificio storico, dove si costruivano auto, lascerà posto a case e ad un piccolo centro commerciale. Altreconomia c’era stata a febbraio

"All’alba del 5 giugno 2013 le forze dell’ordine hanno occupato militarmente l’edificio della Diatto ex-Snia, contemporaneamente sono iniziati i lavori di demolizione". Il comunicato del Comitato di cittadini SniaRischiosa descrive quanto è successo ieri a Torino, nel quartiere San Paolo, nell’edificio storico occupato dopo che il Comune aveva manifestato la volontà di valorizzarlo, creando una nuova zona residenziale e commerciale. 

"Il comitato di cittadini -spiega il comunicato- intende esprimere tutta la propria indignazione per un atto repentino avvenuto nonostante fosse previsto, per il 18 giugno 2013, il diritto di tribuna in Comune, a seguito della petizione presentata al consiglio comunale, per richiedere la tutela dell’importante fabbrica ed evitare un ulteriore speculazione edilizia a Torino.
Su quest’area incombono gli interessi di costruttori e speculatori, che il Comune appoggia con la scusa di dover rientrare dal suo debito pubblico, a totale discapito degli interessi dei cittadini: invece di spazi verdi e aggregativi, si costruiranno palazzi tra sei e otto piani, negozi e parcheggio sotterraneo.

Si intende anche segnalare che all’interno della fabbrica vi sono importanti reperti archeologici, lasciati dalla Soprintendenza archeologica e mai recuperati. Sono i reperti dello scavo di via Botero avvenuto nel 2010, importanti e rari resti di acquedotto romano". Il Comitato si chiede se "le pietre" romane "finiranno in discarica assieme alle macerie?", ma quel che è certo -e documentato– è che intanto i calcinacci e i muri della ex Diatto sono caduti sopra i reperti: "Sotto le macerie dei primi muri abbattuti sono finiti anche alcuni reperti archeologici di pregio, l’acquedotto romano scavato in via Botero […] abbandonato in quello che per anni ha funzionato come magazzino comunale.
Sui reperti sono crollate le macerie murarie, alcuni presentano fratture, altri sono indistinguibili dalle macerie stesse. La verifica e la denuncia di quanto sta accadendo è stata resa possibile da un sopralluogo di un gruppo di cittadini, componenti del Comitato Sniarischiosa, accompagnati da un consigliere comunale e da due archeologhe".

Ieri sera,intanto, circa 200 persone hanno partecipato ad una manifestazione contro la demolizione. Il corteo, però, è stato attaccato dalle forze dell’ordine, con una carica e con un lancio di lacrimogeni.

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