Altre Economie

TerroirMarche: quando l’etica in cantina è fare rete

Cinque artigiani del vino marchigiani danno vita a un consorzio per promuovere la produzione biologica. "La costruzione di un mondo migliore passa necessariamente per un’agricoltura migliore, fondata sulla conservazione dell’integrita del suolo". Le loro storie nel libro "Vino critico" di Altreconomia edizioni

Lunedì 24 giugno, presso la terrazza dell’azienda agricola Aurora di Offida, nel piceno (qui la loro storia, da Ae 99) è stato presentato il progetto terroirMarche, un Consorzio, costituito da vignaioli marchigiani, che si propone di valorizzare e promuovere la viticoltura biologica delle Marche, la difesa del territorio e dei beni comuni, la diffusione di culture e pratiche per un’economia sostenibile e solidale.
TerroirMarche è nato il primo Maggio tra colline pettinate dalle vigne in fiore.
A dar vita al consorzio sono le aziende Aurora di Offida, Fiorano di Cossignano, La Distesa e La Marca di San Michele di Cupramontana, Pievalta di Maiolati Spontini, molte delle quali "recensite" nella guida "Vino critico", curata da Officina Enoica per Altreconomia edizioni.

Del Consorzio, cioè, fanno parte un gruppo di vignaioli che unisce simbolicamente le vigne del Piceno e quelle di Jesi, impegnati da anni nella produzione di vini che abbiano un legame assoluto con il proprio territorio di origine.
Ma prima di tutto -spiega un comunicato stampa- "terroirMarche è un gruppo di uomini e donne che, oltre alla pratica rigorosa di una viticoltura biologica, hanno in comune un approccio etico all’attività agricola, che pone al centro l’uomo e la natura, elementi sostanziali del concetto di terroir.
Condividono l’idea che la costruzione di un mondo migliore passa necessariamente per un’agricoltura migliore, fondata sulla conservazione dell’integrita del suolo nella convinzione che sia un dovere restituire ai figli una terra in condizioni migliori di quelle in cui la si è trovata.
Al suo interno il rapporto fra i soci è regolato da uno spirito collaborativo e solidale, nella certezza che la ricchezza delle relazioni umane sia presupposto necessario per dare valore a un territorio.
Allo stesso modo il rapporto con i consumatori sarà basato su una comunicazione trasparente delle pratiche agricole adottate".

Le 5 cantine associate, che "mettono in comune" 53 ettari di vigneto, hanno scelto di festeggiare il primo Maggio con la costituzione di terroirMarche, "un richiamo all’importanza del lavoro della terra, per anni considerato un lavoro umiliante. Il contadino è il primo responsabile della nostra alimentazione e un pilastro della salvaguardia del paesaggio ambientale, vero patrimonio negletto dell’Italia". Il Consorzio è totalmente autofinanziato.
Il presidente -eletto nella prima assemblea che si è tenuta tra le colline di Offida- è Federico Pignati.
Infine, un’informazione molto importante: "La famiglia di terroirMarche è aperta a ogni vignaiolo marchigiano che produca vino in regime di agricoltura biologica e che si riconosca con i principi etici che ispirano il lavoro dei soci fondatori".

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