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San Benedetto non ce la dà a bere

La pubblicità “ambientale” dell’azienda veneta è ingannevole: parola dell’Antitrust. Multa all’azienda che non paga i canoni ma fa utili milionari Settantamila euro di multa per San Benedetto. A “punire” l’azienda veneta è stata l’Autorità garante della concorrenza e del mercato,…

La pubblicità “ambientale” dell’azienda veneta è ingannevole: parola dell’Antitrust. Multa all’azienda che non paga i canoni ma fa utili milionari

Settantamila euro di multa per San Benedetto. A “punire” l’azienda veneta è stata l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha pizzicato, e sanzionato, la pubblicità delle bottiglie “eco-friendly” (vedi Ae 100), accompagnate dalla dicitura “- plastica + natura”.
L’Antitrust, nel condannare per “pratiche commerciali scorrette” San Benedetto, contesta i messaggi diffusi dalla primavera 2009 “alla data del 27 ottobre”: l’azienda non ha è stata in grado di produrre nessun riferimento scientifico che comprovasse le affermazioni contenute nei claim ambientali. Non sono provati, né comprovabili, tanto la riduzione del peso delle bottiglie (“almeno il 30%” della plastica utilizzata) quando il risparmio energetico che ne deriverebbe (“una quantità di energia equivalente alla CO2 fissata da 16.000 ettari di nuovo bosco impiantato”). 
Al di là della multa di 70mila euro (l’azienda ha già fatto ricorso al Tar), vale la pena leggere con attenzione, e per questo la ricopiamo, la valutazione conclusiva dell’Autorità, perché l’Antitrust riconosce per la prima volta la “deriva ambientalista” dei messaggi pubblicitari e ne definisce i limiti: “L’accresciuta sensibilità ambientale dei consumatori ha indotto i professionisti a conferire sempre maggior risalto, nella pianificazione delle proprie campagne pubblicitarie, alle caratteristiche di compatibilità ambientale dei prodotti o servizi offerti. I cosiddetti claim ambientali […] sono, quindi, diventati un potente strumento di marketing in grado di incidere significativamente sulle scelte di acquisto dei consumatori. […] costituisce onere informativo minimo imprescindibile a carico dei professionisti che intendono utilizzare tali vanti nelle proprie politiche di marketing quello di presentarli in modo chiaro, veritiero, accurato, non ambiguo né ingannevole” (sul sito di Ae il testo integrale estratto dal Bollettino n. 52 dell’Agcm, del 18 gennaio 2010). Un messaggio per il futuro, per San Benedetto e tutti gli altri. Una nota a margine: l’Antitrust ha letto il bilancio di Acqua minerale San Benedetto spa chiuso al 31 dicembre 2008, e ne riporta i dati. Nel 2008, l’azienda ha fatturato circa 564 milioni di euro, registrando “utili per oltre 32.400.000”. Lo stesso gruppo, però, non ha voluto pagare, nel 2008, il canone di concessione per l’acqua emunta e imbottigliata in Veneto, poco più di 2,2 miliardi di litri (cioè 2,2 milioni di metri cubi). Avrebbe dovuto versare nelle casse della Regione “solo” 6,5 milioni di euro. Se anche lo avessero fatto, gli Zoppas non sarebbero finiti in bolletta. Avrebbero dovuto solo rinunciare a una parte del loro guadagno.

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