Altre Economie / Approfondimento

Accoglienti, virtuose e solidali. Le reti dei Comuni riscattano l’Italia

Le pratiche resilienti delle amministrazioni comunali si contaminano grazie ad associazioni che operano dal basso su temi diversi. Dal territorio all’integrazione, dalla legalità al turismo. Eccezioni divenute modelli contagiosi

Tratto da Altreconomia 211 — Gennaio 2019
Un momento dell’ultima edizione del Festival della Lentezza (lentezza.org), promosso dai Comuni Virtuosi nella Reggia di Colorno (PR) © Roberto Perotti

Secondo i piani, una colata di cemento avrebbe dovuto ricoprire 300mila metri quadri di terra coltivabile nel Comune di Rescaldina (MI) per fare spazio a un nuovo centro commerciale. L’imprevisto è stato uno slogan di cinque parole -“Stop al consumo di suolo”-, trasformato dal 2015 in buona pratica dall’amministrazione comunale dell’“ultimo Comune della Provincia di Milano e l’unico che è circondato da una corona di boschi”, come lo descrive il sindaco, Michele Cattaneo. Rescaldina, “14mila abitanti in otto chilometri quadrati”, ha vinto lo scorso dicembre il Premio nazionale dei Comuni Virtuosi per la categoria “Gestione del territorio” (dopo aver vinto il Premio “Salvasuolo” 2017 di Legambiente e aver ricevuto nel 2015 una menzione speciale del Premio Angelo Vassallo contro le mafie).

Un riconoscimento all’impegno per la salvaguardia dell’ecosistema urbano e per il coinvolgimento dei cittadini -“bambini compresi”, sottolinea Cattaneo- nel percorso di revisione del Piano di governo del territorio (Pgt). “Così ci è voluto molto più tempo, ma è stato necessario per stemperare le polemiche e riuscire a condividere i processi di trasformazione del territorio che abitiamo”, spiega Cattaneo, insegnante in aspettativa di matematica e scienze alle scuole medie. Prendersi il tempo dell’ascolto, del confronto e della cura è la scelta che hanno fatto 13 anni fa i Comuni Virtuosi: un’associazione a cui Rescaldina ha aderito da circa un anno, spiega il sindaco, per poter avere “un ambito di scambio di buone pratiche e visioni in comune per il futuro del nostro paese, oltre l’appartenenza politica”.

L’associazione Comuni Virtuosi è nata nel 2005 su iniziativa dei Comuni di Colorno (PR), Melpignano (LE), Vezzano Ligure (SP) e Monsano (AN)- per valorizzare la sostenibilità ambientale e sociale e la capacità di resilienza delle comunità locali e diffondere queste storie positive e replicabili. “Le esperienze che allora erano delle eccezioni, oggi sono diventate dei modelli contagiosi”, dice Marco Boschini, coordinatore e unico dipendente (da soli tre anni) dell’associazione. Quattordici anni dopo, infatti, sono 114 i Comuni Virtuosi e “la qualità dei progetti proposti si è alzata, grazie alla sinergia con le tante realtà locali che su questi temi costruiscono cultura”. L’esperienza dei Comuni Virtuosi mostra che esiste un modello diffuso di società locali virtuose, che da circa tre anni coinvolge anche le città di medie dimensioni, come Forlì, Parma, Bergamo e Trento. “Le città iniziano ad approcciarsi in maniera sistemica a questi temi, con programmazioni lungimiranti, e ci pongono davanti a una sfida -dice Boschini-. Da un lato, a livello locale abbiamo delle eccellenze che spiccano sul piano europeo, d’altra parte c’è una superficialità drammatica e inaccettabile da parte dei governi”.

Un gap che i Comuni Virtuosi stanno affrontando anche sotto un altro aspetto: l’accoglienza. “Siamo convinti che non esista un Comune virtuoso senza delle buone pratiche anche in tema di accoglienza e integrazione”. Il Comune simbolo da questo punto di vista, Riace (RC), è socio dell’associazione da alcuni anni ed è anche il centro delle attività della Rete dei Comuni Solidali (Recosol), fondata nel 2003 a Pinerolo (TO) con i primi cento Comuni aderenti. Recosol, nata per sostenere la cooperazione decentrata dei Comuni, negli ultimi anni si è impegnata molto nei progetti di accoglienza in Italia, in collaborazione con il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione.

Il sindaco di Rescaldina (MI), premiato in dicembre dai Comuni Virtuosi per la categoria “Gestione del territorio” © Comuni virtuosi

“Crediamo che la cooperazione con altri Paesi sia strettamente legata a una messa in discussione dei nostri stili di vita -spiega Chiara Sasso di Recosol-. Quando abbiamo iniziato era normale che la cooperazione decentrata trovasse spazio nei bilanci dei Comuni più sensibili, ora è sempre più difficile”. L’associazione, gestita da volontari (mentre sono circa 40 i lavoratori impegnati nei progetti, retribuiti), oggi riunisce 283 Comuni. “Negli ultimi sei mesi abbiamo avuto numerose nuove adesioni, probabilmente per una reazione alle politiche del nostro Governo”. E da novembre scorso anche le associazioni possono aderire a Recosol -“per una nuova visione d’insieme”, dice Sasso-, ma senza possibilità di voto, che è riservato agli enti locali. Nel 2017, inoltre, è partito il progetto europeo “Solida”, per la costruzione della prima rete europea di Comuni Solidali, a supporto e miglioramento delle politiche d’integrazione.

“Siamo convinti che non esista un Comune virtuoso senza delle buone pratiche anche in tema di accoglienza e integrazione” – Marco Boschini

Ma in Italia ci sono anche altre “comunità ospitali”: si chiama così uno dei progetti dell’associazione Borghi Autentici (borghiautenticiditalia.it), che riunisce oggi 270 tra piccoli e medi Comuni in 17 Regioni. L’associazione è nata nel 2002 come spin off del progetto europeo “Villages d’Europe”. “Tra il 2002 e il 2004 abbiamo ripensato i valori fondativi, consapevoli che l’idea iniziale della promozione turistica, doveva invece sollecitare, proporre e sostenere nei territori e nelle comunità uno sviluppo locale a 360 gradi, capace di prendersi cura dell’ambiente, del paesaggio, delle comunità locali e delle giovani generazioni”, spiega Marina Castaldini di Borghi Autentici. Lo scorso novembre l’associazione -che ha tre dipendenti e si avvale di alcune consulenze esterne per i servizi associativi- ha presentato l’appello “Salvaborghi” alla Camera dei deputati, insieme a Legambiente, Anci e Unione nazionale comuni, comunità, enti montani.

Laboratorio di comunità in occasione della stesura del programma di riqualificazione a rete dei Borghi Autentici della Puglia

L’appello -sottoscritto da oltre 200 sindaci- sollecita l’approvazione dei decreti attuativi della legge sui piccoli Comuni (158/2017), che ancora mancano, e lo stanziamento di maggiori risorse per i borghi con meno di 5mila abitanti. Un sostegno dal Governo sarebbe importante per continuare a progredire negli obiettivi che l’associazione si è data contro lo spopolamento, tra cui la tutela della qualità del paesaggio e la valorizzazione dell’agricoltura di prossimità. In questa direzione, Borghi Autentici ha stretto un’alleanza con la rete delle “Città libere dai pesticidi”, promossa dalla ong Pan Europe (Pesticide Action Network), che ha sede a Bruxelles. La campagna è stata avviata dal nodo italiano di Pan e in un anno ha ottenuto circa 50 adesioni (20 dai Borghi Autentici), spiega Michela Bilotta di Pan Europe e referente del progetto. “Le città aderenti s’impegnano a eliminare l’uso di pesticidi in aree pubbliche entro tre anni, con l’obiettivo di arrivare a costruire una rete europea di Comuni per lo scambio di buone pratiche ambientali e che abbia la forza di dialogare con le istituzioni europee”.

“Quando abbiamo iniziato era normale che la cooperazione decentrata trovasse spazio nei bilanci dei Comuni più sensibili, ora è più difficile” – Chiara Sasso

Anche secondo Pierpaolo Romani, coordinatore nazionale di “Avviso Pubblico, enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie”, è proprio questo uno dei punti di forza della rete: “Dà la forza di interloquire con le istituzioni e con i legislatori, a livello regionale, nazionale e internazionale”. E soprattutto, “consente di affrontare insieme fenomeni così complessi che da soli non potremmo capire”. Avviso Pubblico, unica al mondo nel suo genere, è nata nel 1996 da 14 enti locali e oggi conta più 400 aderenti, tra cui 10 Regioni. L’associazione, che ha cinque dipendenti e 25 coordinamenti territoriali, si occupa da sempre di sensibilizzare la cittadinanza sul tema delle mafie -collaborando con le scuole, gli enti e le associazioni locali- e di formare gli amministratori pubblici, dirigenti e funzionari dei Comuni. Dal 2014 ha attivato l’“Osservatorio parlamentare”, un portale attraverso il quale documenta l’attività del Governo  e del Parlamento in materia di prevenzione e contrasto alle mafie e alla corruzione. Avviso Pubblico, inoltre, sostiene gli “amministratori sotto tiro”, 3mila negli ultimi otto anni, curando un rapporto nel quale rende visibile il fenomeno delle minacce e intimidazioni. “Stiamo sui territori -aggiunge Romani-: per proporre attività, progetti e raccogliere pratiche e farle conoscere ad altri territori. In questo senso, la nostra è una rete di capitale sociale”. Con un’attenzione ai giovani: il ricavato della vendita dei libri curati da Avviso Pubblico viene destinato ogni anno a borse di studio per loro per aiutarli, e aiutarci, a diventare cittadini consapevoli.

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