Esteri / Reportage

L’attesa senza fine dei profughi africani nel limbo del Mozambico

Maratane, l’unico campo di accoglienza del Paese, ospita circa 9.500 persone. Sulla carta hanno la possibilità di spostarsi e integrarsi, ma in realtà non possono lavorare né acquistare terra. Restando così imprigionati
Tratto da Altreconomia 204 — Maggio 2018
Un gruppo 
di donne con 
i loro bambini 
in attesa davanti all’ospedale del campo profughi di Maratane, 
che ospita circa 9.500 persone - © Marco Simoncelli
Un gruppo di donne con i loro bambini in attesa davanti all’ospedale del campo profughi di Maratane, che ospita circa 9.500 persone - © Marco Simoncelli
Juma è intento a giocare con i suoi amici fra le capanne quando incuriosito si ferma a chiacchierare: “Ho sette anni e sono nato qui. Non sono mozambicano, ma nemmeno burundese. Conosco solo questo posto… Si potrebbe essere di Maratane e basta?”. È uno dei “nati rifugiati”, apolidi senza garanzie e senza futuro che vive all’interno del campo profughi di Maratane, a circa 25 chilometri di strada sterrata dalla città di Nampula nel nord del Mozambico. Nell’immaginario comune si crede...

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