Esteri / Reportage

Il regalo più bello per i 100 anni d’indipendenza della Finlandia

In Lapponia le estreme condizioni artiche hanno da sempre favorito la collaborazione tra vicini. Ed è con questo spirito che i norvegesi potrebbero festeggiare Helsinki donandole la vetta di una montagna

Tratto da Altreconomia 198 — Novembre 2017

“Una montagna di auguri”. È probabile che il biglietto di felicitazioni che la Norvegia consegnerà alla Finlandia il prossimo 6 dicembre, in occasione del centenario d’indipendenza dalla Russia (suomifinland100.fi), conterrà queste esatte parole. Cordiali, certo. Forse un pochino spicce, ma dannatamente banali, sapendo che sono indirizzate al popolo di Arto Paasilinna: l’ex guardiabosco e giornalista che, con quasi 400mila copie vendute solo in Italia, ha fatto sbellicare i lettori di tutto il mondo grazie a libri cult dedicati alle vicissitudini dei suoi concittadini. Benché abbiano investito 19 milioni di euro e messo in calendario più di 4.500 eventi per il proprio Centenario, agli occhi dello scrittore i finlandesi restano tipi strani, con poche rotelle a posto. Soprattutto se messi a confronto con i seriosi sudditi di Harald V di Norvegia. Questi ultimi hanno così pensato a una sorpresa capace di stupirli definitivamente. Nelle fredde lande a Est della Penisola Scandinava, non è più tempo di organizzare “Piccoli suicidi fra amici” o di finire inceneriti da “Il figlio del dio del tuono”: la realtà ha superato di gran lunga le stravaganze letterarie. Incapaci di scalzare i finlandesi dal primo posto nella classifica di popolo più pazzo del mondo, i norvegesi hanno pensato di tentarli proponendo loro un’altra vetta: quella del monte Halti.

Preso alla lettera l’abusato augurio dei bigliettini preconfezionati, sono pronti a cedere ai vicini un lembo del proprio territorio nazionale. Completamente gratis. L’idea è di un geofisico in pensione di nome Bjørn Geirr Harsson, fattosi conoscere come il Forrest Gump norvegese per aver attraversato a piedi il suo Paese da Sud a Nord, arrivando alla disarmante conclusione che si tratta di un territorio molto lungo. “La prima volta che ci ho pensato è stato nel 1972, quando ebbi modo di effettuare un sopralluogo proprio nella zona di confine del monte Halti. È una vera anomalia cartografica: di fatto si leva in territorio finlandese, ma per ignote ragioni i 20 metri finali della vetta appartengono alla Norvegia. Sembra un dispetto tramato appositamente contro un popolo che adora le montagne, ma dispone di un territorio quasi del tutto pianeggiante o appena collinare”.

Mappa alla mano, Harsson ha così proposto di far arretrare il confine di 31 metri nella remota contea di Troms, affinché l’estremità del massiccio ricada sotto la Finlandia. Negli uffici statistici di Helsinki potrebbero così vantare un rilievo in Lapponia alto 1.365 metri, giusto a metà strada fra le municipalità di Enontekiö, Nordreisa e Gáivuotna-Kåfjord: aspra landa abitata da renne allo stato brado, ma in grado di trasformarsi in un punto di fraterno incontro fra popoli. Per raggiungerlo occorre abbandonare l’autostrada lappone E6 all’altezza di Birtvarre, cimentandosi poi su una pista sconnessa che attraversa la remota valle Kåfjorddalen. Incassato il beneplacito del suo sindaco -responsabile della vetta e convinto che il monte Halti possa diventare “un esempio per tutti gli altri Paesi in lotta a causa dei confini nazionali”- Harsson ha scritto una lettera ai ministri di competenza. All’inizio del 2016 Erna Solberg, premier norvegese, si era detta interessata all’idea, ma i mugugni all’interno del Partito Conservatore hanno poi portato a galla alcuni cavilli legali: secondo l’articolo 1 della Costituzione norvegese, il Paese è infatti “un regno libero, indipendente, indivisibile e inalienabile”.

Poco conta che l’area interessata occupi appena 0,015 chilometri quadrati. Il popolo norvegese ha invece sposato entusiasticamente il progetto “Birthday Mountain”, mettendo il governo di fronte a una scelta problematica. Il rischio di un contraccolpo mediatico è infatti molto alto, soprattutto dopo la diffusione sui social network del trailer “Battle For Birthday Mountain – The extraordinary politics of moving mountains”.

In attesa di un nuovo colpo di scena entro i primi giorni di dicembre, i finlandesi hanno ridotto il loro impegno negli sport tradizionali come la corsa con la moglie in spalla, o il lancio dei telefonini, preferendo allenarsi nel trekking d’alta quota.

“Sino ad ora l’area di Kiilopää è stata considerata la destinazione ideale per dedicarsi alle attività sportive nella natura artica -spiega Petri Kuhla, guida attiva presso il centro d’accoglienza Suomen Latu (kiilopaa.fi)- ma si trova più a Est del monte Halti. È la porta d’ingresso al parco nazionale Urho Kekkonen, uno dei più estesi e frequentati in Finlandia (con 21,6 milioni di euro di fatturato all’anno), oltre che la scuola all’aperto di una delle nostre più antiche tradizioni. Qui vige il cosiddetto “Everyman’s right”, ossia il diritto di muoversi liberamente nella natura e accamparsi dove si preferisce: un’usanza di origine vichinga che ci accomuna agli svedesi e ai norvegesi. Nei secoli abbiamo infatti sviluppato una sensibilità di forte collaborazione coi vicini, dettata innanzitutto dalle estreme condizioni artiche.

L’eventuale dono del monte Halti sarà perciò accolto da noi finlandesi con questo spirito, che fu proprio anche degli esploratori italiani grazie ai quali la Lapponia si è aperta al mondo: Francesco Negri e Giuseppe Acerbi, cui è dedicata un’avventurosa via fra la città di Kemi e Capo Nord”.

I rilievi di Kiilopää, circa 200 chilometri a nord del Circolo Polare Artico, non superano di molto i 500 metri, ma per la loro conformazione geologica sono considerati fra i più importanti della Lapponia. Si distendono lungo un’area ricca d’oro purissimo (arriva sino a 23 carati), che fra il 1869 e il 1900 scatenò una frenetica corsa verso le rive del fiume Ivalojoki. Fu poi la volta del fiume Lemmenjoki e del Luttojoki, dove addirittura venne scoperta una pepita da 393 grammi. Presto giunsero anche i seguaci del predicatore luterano Lars Levi Laestadius, convinti che questi territori fossero benedetti dal Signore e dovessero ospitare una comunità di cristiani perfetti. Fu in quegli anni che l’Everyman’s right cominciò a essere usato con finalità distorte, calpestando i diritti dei popoli artici più antichi: i Sami. Fra il 2014 e il 2015 la Finlandia ha cercato d’istituire un geoparco dell’oro che, inserendosi nel circuito europeo, non aiutasse solo a ripercorrere la storia dell’area (il ricercatore Felice Vinci, autore di “Omero nel Baltico”, suppone possa essere stata addirittura l’originario Eden terreste), ma restituisse giustizia ai Sami come custodi del Grande Nord. “Procedure burocratiche e problemi di fondi non hanno permesso ancora il suo riconoscimento ufficiale -precisa Ninarose Maoz, giornalista esperta di viaggi e docente associato all’Università di Turku- ma la politica dei parchi nazionali è diventata per la Finlandia un efficace strumento di pace, oltre che un modello internazionale di business studiato nel 2016 allo Iunc Conservation Congress delle Hawaii: distende i rapporti di vicinato, offre risorse sostenibili per lo sviluppo della tree-therapy (le tecniche di benessere legate all’elettromagnetismo delle piante) e per ogni euro investito ne garantisce 14 di ritorno. Solo i tre maggiori parchi portano nelle casse statali oltre 70 milioni di euro all’anno”.

Lo scorso 17 giugno è stato inaugurato l’ultimo dei 40 parchi nazionali finlandesi al confine con la Russia, l’ex nemico di un tempo (ma ancor oggi molto temuto) e forza occupante dal 1809 al 1917. Le foreste dell’Hossa (hossa.fi) -situate a metà strada del confine orientale del Paese e capaci di attrarre 50mila visitatori l’anno- sono già considerate uno dei paradisi europei per l’osservazione dell’orso bruno, ma al loro interno conservano anche preziose pitture rupestri: pagine indelebili che aiutano a ricostruire la storia dei popoli artici di migliaia di anni fa, schiacciati dalle politiche d’espansionismo e messi in difficoltà dai cambianti climatici polari. Qualunque sia l’esito della donazione norvegese, la Finlandia si merita già il migliore degli auguri. Anzi. Bando alla scaramanzia: una montagna d’auguri! 

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