Ambiente

Piano sanitario e piano edilizio

Il caso della “Città della salute” di Sesto San Giovanni: strutture ospedaliere al posto del parco. A vantaggio degli immobiliaristi

Tratto da Altreconomia 145 — Gennaio 2013

Leggi “Città della salute e della ricerca” e immagini un intervento d’eccellenza in ambito medico ed ospedaliero. Scopri che è stata progettata da Renzo Piano, e pensi che sarà anche bella da vedere. Ti rendi conto che la Regione Lombardia ha scelto di realizzarla a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano e all’interno del perimetro delle ex acciaierie Falck, e pensi che sia una splendida notizia: un investimento pubblico da circa 450 milioni di euro assicurerà la riqualificazione di una parte all’interno della ex area industriale più grande d’Europa, dove troveranno posto due strutture ospedaliere milanesi, l’Istituto nazionale dei tumori (www.istitutotumori.mi.it) e l’Istituto neurologico “Carlo Besta” (www.istituto-besta.it). Due Irccs, sigla che sta per Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico: l’eccellenza della ricerca in ambito sanitario. 
Poi riavvolgi il nastro, e torni alla primavera del 2012. Il 30 aprile era stato approvato il programma integrato d’intervento (P.i.i.) Falck, promosso dal gruppo Bizzi, che sull’area ex Falck prevede di edificare residenze e un centro commerciale. Che -rifacendosi al Piano di governo del territorio della città di Sesto San Giovanni, approvato nel luglio 2009- prevede(va) la realizzazione di un parco “con totale fruibilità pubblica”. “Il Parco -spiega il Documento di piano- è l’elemento centrale di tutto il progetto: oltre 600mila metri quadri”. 
Ecco: s’inizia a ragionar per sottrazione; è una parte del parco a sparire, per far spazio all’edilizia ospedaliera. Viene meno in parte il polmone verde utilizzato dall’amministrazione sestese per blandire le resistenze di quei cittadini che denunciano una colata di cemento su Sesto, alla cui storia abbiamo dedicato il libro “La caduta di Stalingrado” (Castelevecchi, 2012).
L’operazione è gestita da Infrastrutture Lombarde, che per conto di Regione Lombardia ha in capo la realizzazione di nuove strutture ospedaliere, nell’ambito di un Piano straordinario per lo sviluppo infrastrutturale. Che, secondo alcuni, non è necessario: il comitato sestese di “Salviamo il paesaggio” (salviamoilpaesaggiossg.wordpress.com), la Rete Salute e Territorio e Legambiente hanno presentato osservazioni rispetto al progetto sottoposto a valutazione ambientale strategica. Ci si è chiesto, anche in un incontro pubblico del 12 dicembre, se si tratti di un piano sanitario o di un piano edilizio.  
Secondo Paolo Crosignani, direttore del Registro tumori e epidemiologia ambientale presso l’Istituto dei tumori, “l’edilizia ha un ruolo marginale nell’efficacia del nostro lavoro, e inoltre il nostro istituto ha trasferito due anni fa in sedi nuove i laboratori di ricerca, e anche qui dove siamo, nel quartiere Città studi, ci sono ambiti di espansione”. Inoltre, continua Crosignani, “un istituto di ricovero e di ricerca come il nostro fallisce se aumento il numero dei posti letto. Siamo l’istituto guida oncologico, il nostro compito è diffondere il frutto delle nostre ricerche, in tutto il Paese. Non curare il numero maggiore di pazienti possibile”.     
Intanto, Comune di Sesto e Regione Lombardia s’impegnano a mettere a disposizione della Città della Salute 25mila metri quadri di “residenze convenzionate” a favore di dipendenti, infermieri e ricercatori: una stampella pubblica al progetto immobiliare privato di Davide Bizzi, che fatica a decollare. 

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