Altre Economie

Piacenza si mette in rete

Nasce in Emilia un nuovo distretto di economia solidale. Si chiama Des Tacum, “adesso cominciamo” in dialetto

Tratto da Altreconomia 138 — Maggio 2012

Samuele Bertoncini e gli altri soci di Des Tacum, il distretto di economia solidale del piacentino (www.destacum.it), hanno deciso di tener fede alla vocazione cittadina: difendono il territorio, con le armi della partecipazione.
Economia delle relazioni, quindi, e cura certosina delle reti. Des Tacum (“adesso cominciamo” nel dialetto piacentino) è un distretto, perché unisce attori già presenti ma scollegati tra loro (gruppi di acquisto solidali, produttori, cittadini), ed è economia solidale perché valorizza il territorio, tutelando le produzioni locali, ragionando in termini di sostenibilità e non di mero profitto. Gruppi di acquisto solidali (quattro nel caso della provincia di Piacenza), botteghe del commercio equo (la Pecora Nera), produttori e cittadini, cui Des Tacum si propone per gestire gli ordini, effettuare le consegne, mappare le produzioni, affiancare nelle scelte. “Il percorso di costruzione di una rete di distribuzione di prodotti locali -racconta Samuele, ideatore del progetto- è iniziato nel 2007, con l’associazione Tertulia. Il 2010 è stato l’anno del salto di qualità: grazie all’impegno di Sol.Co. Piacenza (consorzio di cooperative sociali di inserimento lavorativo, ndr) e alla collaborazione con la cooperativa agricola La Magnana. Nel luglio del 2011, dopo uno studio di fattibilità realizzato grazie a una borsa di ricerca semestrale erogata dal Consorzio regionale Spinner, e all’aiuto decisivo di Confcooperative Piacenza, è sorta poi la cooperativa di tipo B chiamata ‘Des Tacum’”.
“L’obiettivo di una valorizzazione organica e integrata del territorio -continua Samuele- non può che dipendere dal fatto che realtà già attive inizino (o ricomincino) a parlarsi”. Ecco che entra in gioco la creatura ideata da Bertoncini e soci. “Per fornire un messaggio alternativo a quello della grande distribuzione è necessario allargare il numero delle famiglie coinvolte, cercando di avvicinare quelle che non partecipano al mondo dei Gas -prosegue Samuele-. C’è chi, per poco tempo o una voglia ancora da alimentare, non appartiene alla cerchia di chi può ‘permettersi’ d’esser gasista”.
Sono famiglie cui andare incontro, accorciando distanze altrimenti incolmabili. Per riempire spazi occupati, senza troppa fatica, dalla grande distribuzione organizzata. Per questo Des Tacum si muove su due piani: il primo è la “cura delle reti”. Tavolo dei produttori, tavolo dei Gas, tavolo tecnico. Il “gruppo produttori” è suddiviso a sua volta per categoria di prodotti, stabilisce criteri di ingresso (qualitativi, in particolar modo), prezzi, ritmi e proporzioni di produzione a carico di ciascun soggetto coinvolto. Il secondo, valorizzando l’esperienza accumulata negli anni dai gruppi di acquisto, permette di accorciare ancora di più la filiera, mettendo in rete primo e secondo anello (a Piacenza il Centro di servizio per il volontariato, Svep, ha messo a disposizione la propria sede per le riunioni operative). Il tavolo tecnico, che dovrebbe coinvolgere le Facoltà di Agraria ed Economia dell’Università cittadina, farà da filtro interno ed esterno per la circolazione di informazioni e competenze. Alessandro Ghisoni, il logista del gruppo, elenca i servizi garantiti da Des Tacum: “Gestiremo gli ordini attraverso una piattaforma informatica chiara ed immediata. In questo modo potremo comporre ‘alla fonte’ le cassette contenenti i prodotti, evadendo ordini complessivi Gas per Gas, come se fossero una famiglia allargata. La merce che trasporteremo, che è già venduta perché noi siamo contoterzisti, sarà stata allocata secondo criteri condivisi a ciascun produttore”. I vantaggi sono immediati: “Il produttore potrà concentrarsi, specialmente in periodi di piena produzione, sulla propria attività, senza doversi sobbarcare d’altro, mentre Des Tacum -dopo la fase di gestione degli ordini- si occuperà del trasporto”.
Camioncino con camera frigo, piccolo deposito transitorio presso la coop La Magnana, cella per conservare il fresco.
E per allargare la rete, accanto alla cooperativa Des Tacum nascerà un’associazione -omonima- con il compito di accogliere i “consumattori di seconda fascia”, più “pigri” o meno disponibili. “Sarà una palestra -precisa Samuele-: un’incubatrice dove potrai fare il tuo ordine con logiche più elastiche, pagando ovviamente un sovrapprezzo per il maggior lavoro di gestione ordini”. Grazie a una struttura leggera (e all’apporto dei futuri inserimenti lavorativi) Des Tacum, nelle aspettative dei fondatori, potrà, una volta abbattuti i costi sostenuti -nel giro di tre anni-, ragionare anche in ottica di riduzione del prezzo dei prodotti, mantenendo fede ai principi di partecipazione ricordati.
La dimostrazione sono Gianfranco (Osteria vecchia), Gigi (La Magnana), Maurizio (Iris Bio), Alessandro e Martina (Campo lunare), Silvio (Casa Soressi), Giuliano (Trebbiola), produttori ortofrutticoli seduti intorno allo stesso tavolo, all’inizio di aprile, a parlare di prezzi con gli animatori del Des Tacum. Con l’ingresso della cooperativa nella filiera della distribuzione locale, tutti i prezzi vanno rimodulati, mappando la produzione del periodo immediato a seconda della posizione di ciascuno.
L’intesa è assicurata, così come la solidarietà tra produttori consci del comune obiettivo della salvaguardia del territorio e delle colture. La grande distribuzione, che a quei produttori pone condizioni inconciliabili con la valorizzazione e tutela del loro lavoro e del territorio, non è troppo lontana per ritirarsi ma nemmeno troppo vicina per festeggiare. Adesso cominciamo: ‘des tacum. —

L’economia solidale s’incontra a giugno
Il 23 e 24 giugno, a Golena del Furlo (Pu), si terrà la 12esima assemblea nazionale dei Gas e dei distretti e delle reti di economia solidale, intitolata “Verso l’economia delle relazioni e dei luoghi, il ruolo dell’economia solidale nella trasformazione sociale” (sbarcodesgas.org). Appuntamento che è rivolto agli oltre novecento Gas censiti sul territorio (anche se il Tavolo operativo della Rete di economia solidale ne stima almeno 2mila, www.retecosol.org), ai circa cinquanta Des (da Torino a Como, da Lucca a Verona, da Cremona a Parma, da Bergamo a Napoli), alle quattordici Reti di gas (o retine) -che coordinano Gas della stessa zona-, e più in generale a quelle 200mila persone coinvolte come consumatori e produttori: la base del movimento.

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