Ambiente / Attualità

#People4Soil, un milione di firme per salvare il suolo Ue

È partita l’Iniziativa dei cittadini europei per chiedere alla Commissione di legiferare contro l’eccessiva cementificazione, la contaminazione, l’erosione, la perdita di biodiversità. “L’obiettivo per l’Italia è di 56mila firme” spiega Damiano Di Simine, che coordina la campagna, che ha come scadenza il mese di settembre del 2017

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Un milione di firme per il suolo. #People4Soil è la voce collettiva dei cittadini europei, e chiedere alla Commissione l’approvazione di un quadro legislativo che tuteli i suoli europei dall’eccessiva cementificazione, dalla contaminazione, dall’erosione, dalla perdita di materia organica e dalla perdita di biodiversità.
La campagna è promossa da 400 organizzazioni di 26 Paesi dell’Unione, 80 delle quali italiane, e passa attraverso una Iniziativa dei cittadini europei (ICE), uno strumento di partecipazione che permette di invitare la Commissione europea a presentare una proposta legislativa. Le firme vengono raccolte sui banchetti e -per il nostro Paese- sul sito www.salvailsuolo.it.

“Come cittadini non siamo titolati a scrivere una Direttiva europea, ma riteniamo importante il riconoscimento del suolo come ‘patrimonio comune’ che necessita di protezione a livello Ue -spiega Damiano Di Simine, di Legambiente, coordinatore della campagna-: siamo convinti che come è avvenuto in passato per temi quali la qualità dell’aria, la qualità dell’acqua o il rischio industriale, anche quello del degrado del suolo richiede una risposta comunitaria”.

Dato che il problema riguarda tutti i Paesi dell’Unione, che perde in media 300 ettari di suolo al giorno, secondo Di Simine “l’Ue deve tornare ad essere la fonte del diritto ambientale, a partire dal riconoscimento del suolo quale ‘bene comune’, all’origine della sovranità alimentare, delle funzioni eco-sistemiche, della biodiversità”.

“Nel 2014 la Commissione europea è stata costretta a ritirare una prima proposta di direttiva in materia di ‘consumo di suolo’, su richiesta di alcuni Stati membri.
Vogliamo impedire che quanto accaduto allora si ripete: l’opposizione della politica è stata recepita in modo silenzioso, senza che nessuno tra i cittadini lo sapesse. Vogliamo sperimentare un modello di partecipazione dal basso alle decisioni della politica europea” sostiene Di Simine. L’obiettivo di un milione di firme è ambizioso, anche se c’è tempo fino a settembre del 2017 per raggiungerlo. “Ogni Paese membro ha un obiettivo nazionale: per l’Italia il ‘quorum’ è di 56mila firme” spiega l’ambientalista, a lungo presidente di Legambiente Lombardia.

One Million People 4 Soil (Firma l’Iniziativa dei Cittadini Europei!)”: guarda il video

Che cosa ne pensa invece della legge contro il consumo di suolo in discussione in Italia, al Senato?
DDS “L’Italia è il Paese dove il dibattito sul suolo è più avanzato, e ciò dimostra una maggiore sensibilità, legata alla vulnerabilità del territorio e al fatto che il consumo di suolo si accanisce su territori con forte valenza turistica, come le nostre coste. Non siamo entusiasti del testo di legge attualmente al vaglio del Senato, in seconda lettura, ma esso dimostra che la politica ha ricevuto il ‘messaggio’. Sappiamo anche, però, che quella legge da sola non sarà efficace, in mancanza di obiettivi stringenti e vincolanti”. Quelli che potrebbe dare l’Ue, come ha già fatto in passato per l’aria o l’acqua. Contribuendo così a migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo.

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