Ambiente / Varie

Pedemontana, l’autostrada in business class

Dopo Brebemi, l’autostrada che avrebbe dovuto collegare Bergamo a Malpensa mostra tutte le sue debolezze. 5 miliardi di euro il costo complessivo e lavori fermi al 30%. La società concessionaria Autostrada Pedemontana Lombarda Spa ha pubblicato il costo dei pedaggi in vigore dal primo novembre: per fare 32 chilometri occorreranno 4,7 euro. Per Legambiente Lombardia si tratta di una "autostrada per pochi sulle spalle di tutti"

Pedemontana lombarda non si presenta “solo” come una autostrada ma come un “sistema viabilistico” lungo 157 chilometri tra Bergamo e Malpensa. È l’unica infrastruttura di quella natura a non avere caselli, grazie al sistema di pagamento “free flow”. In realtà, per promuoverne il solo tratto ad oggi completamente realizzato -sostanzialmente quello di meno di 20 chilometri tra Cassano Magnago (Va) e Lomazzo (Co) (l’A8 e l’A9)-, la società Autostrada Pedemontana Lombarda Spa ha investito a partire dal 31 luglio di quest’anno oltre 465mila euro in “affidamenti di servizi di spazi pubblicitari”. Dai 17 spot da 15 secondi su Rai3 ai 420 spot radiofonici su Rai Ondaverde, dal “pacchetto sms di 300mila invii” con Sky ai 112 spot da 20 secondi su RTL 102,5. E poi 8 mezze pagine sul Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport e 10 uscite da un quarto di pagina su Il Sole 24 Ore. L’autostrada, che è costata 5 miliardi di euro, ha ricevuto 1.200 milioni di euro di finanziamento pubblico e ha un disperato bisogno di farsi conoscere in vista dell’entrata in vigore dei pedaggi dal primo novembre di quest’anno.
 
E qui il punto dolente: leggendo infatti le tariffe pubblicate dalla società -il cui 78,97% delle quote è in mano a Milano Serravalle – Milano Tangenziali Spa, seguita da Equiter Spa, Intesa Sanpaolo Spa, UBI Banca Spa e BAU HOLDING BETEILIGUNGS AG-, Damiano Di Simine di Legambiente Lombardia parla di “autostrada in classe business”. Da Cassano Magnago (Va) a Lentate sul Seveso, 4,72 euro, per 32 chilometri di percorrenza. Con la sorpresa finale per chi guida di ritrovarsi lungo la statale 35 (verso Cinisello Balsamo, Cusano Milanino): fermo. “Per i pendolari significa spendere 150 euro al mese solo di autostrada -ragiona Di Simine di fronte a tariffe del 44% più alte rispetto a quelle stesse ipotizzate dalla società che gestisce l’infrastruttura- con il risultato che l’utente medio non la userà”. L’ultimo di una lunga lista di “fallimenti” -cui si è aggiunto anche il recente passo indietro degli istituti di credito di sostenere ulteriormente il progetto-, che secondo Di Simine ha la responsabilità di aver dimenticato il “vero problema”, e cioè il traffico interdetto nel cuore della Brianza. “Lì c’è il grosso degli spostamenti -spiega l’esponente di Legambiente-, ed è per questo che Pedemontana era un gigante da tagliare alla testa e ai piedi, lasciando al limite il solo tratto centrale, preferibilmente non sotto forma di autostrada”.

(Il tratto viario da Bergamo a Malpensa, a seconda dello stato di completamento; da http://www.pedemontana.com/)

 

“Come avevamo previsto, si tratta di un’autostrada per pochi, per quel 10-15% dell’utenza che potrà permettersi il pedaggio, realizzata però sulle spalle di tutti”, spiega Di Simine. E non solo per l’ingente finanziamento pubblico ma per quella “tragedia ambientale” che ha visto per poche decine di chilometri d’asfalto la cancellazione di “centinaia di ettari di boschi”. Quelli della valle dell’Olona, della Moronera di Lomazzo, della Battù a Lazzate (15 ettari di querceto di rilievo). E anche l’ultimo “prodigio” dell’autostrada realizzata per tre quarti in “trincea profonda” non convince Legambiente Lombardia: “il reticolo idrografico che va da Nord a Sud ha conosciuto un’interferenza fortissima da parte dello sviluppo viario, con gravi ripercussioni sul reticolo idrico dei corsi d’acqua, anche se non sono permanenti, salvo l’Olona e il Seveso. In regime di piena la Pedemontana si trasforma però in un canale di gronda, che scarica poi in torrentelli già problematici, come il torrente Lura”.
 
Con Brebemi, ecco Pedemontana. “L’autostrada non si regge economicamente, e la società partecipata da Serravalle rappresenta la sua principale voragine finanziaria”. Una voragine di Regione Lombardia.

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia