Altre Economie

Occhi aperti su Cassa depositi e prestiti

Il forum Per una nuova finanza pubblica e sociale si presenta con un’azione davanti alla sede di Cdp, a Roma: tre le richieste presentate al vertice della società, contrallata dal ministero del Tesoro e partecipata dalle fondazioni bancarie. Il 17 aprile l’assemblea dei soci di Cdp  

La sede di Cassa depositi e prestiti in via Goito a Roma è -oggi come oggi- uno dei palazzi più importanti della Repubblica. A fine 2012 la società, che gestisce circa 230 miliardi di risparmi postali dei cittadini italiani, ha una liquidità di oltre 130 miliardi di euro.
Perciò questa mattina gli attivisti del forum Per una nuova finanza pubblica e sociale, hanno fatto un’irruzione dimostrativa di fronte all’edificio, in occasione del convegno “Cdp e valorizzazione immobiliare: al via il Roadshow Cdp in tour”, ottenendo così un incontro con i dirigenti.

L’azione simbolica avviene a poche settimana dall’assemblea dei soci di Cassa depositi e prestiti (il ministero del Tesoro e 63 fondazioni bancarie), in programma il prossimo 17 aprile: oltre ad approvare il bilancio, la riunione nominerà il nuovo vertice della Cassa, dove s’immagina una probabile permanenza di Franco Bassanini (presidente) e Giovanni Gorno Tempini (amministratore delegato). La conferma dei due per un nuovo triennio avverrebbe da parte di un governo a fine mandato. Sarebbe stato possibile, invece, attendere l’incarico di un nuovo governo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcune indicazioni rispetto al futuro di Cdp sono arrivate da parte degli attivisti del Forum, che hanno "simbolicamente consegnato un assegno gigante da parte di CDP alle fondazioni bancarie", a simboleggiare i dividendi cumulati da queste ultime negli ultimi dieci anni, da quando -cioè- sono divenute azioniste della Cassa, e avanzato tre richieste.

La prima è che, a fronte di utili record (circa 2,8 miliardi di euro, + 77% rispetto al 2011) "non sia distribuito il dividendo agli azionisti, bensì accantonato per sussidiare i prestiti agli enti locali, portandoli da un [tasso d’interesse del] 5,5% medio a sotto il 3%, e che siano rese pubbliche le stime giurate del valore di Cdp realizzate dalla società Deloitte secondo quanto richiesto dal ‘Decreto Sviluppo Due’ dello scorso dicembre".
La seconda è che "il governo non offra nuove azioni ordinarie alle fondazioni bancarie oltre la soglia del 17,35% raggiunta nel breve termine dalla conversione e modifichi il perfezionamento dell’accordo di conversione".
La terza, in fondo, è "che si apra una discussione pubblica e partecipativa sul ruolo della Cassa depositi e prestiti, finalizzata a restituirle la funzione sociale di sostegno agli enti locali e alla riappropriazione sociale dei beni comuni, e di supporto alla riconversione ecologica e sociale dell’economia".
Una delegazione del Forum -informa il comunicato- è stata ricevuta dai dirigenti ottenendo la convocazione di un incontro ufficiale fra il forum Per una nuova finanza pubblica e sociale e Cassa depositi e prestiti entro il mese di aprile.

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