Ambiente

“No alle grandi dighe!”, un messaggio al World Water Forum

La protesta contro le grandi dighe è uno dei temi caldi a tenere banco in occasione del Forum mondiale alternativo dell’acqua, in programma fino a sabato 17 a Marsiglia. Una risposta alla sesta edizione del World Water Forum, che pure si riunisce nella città francese: il Wwf è il consesso “ufficiale”, che si riunisce a cadenza triennale, e che in questa occasione ha deciso di puntare molto forte proprio sull’idroelettrico


L’immagine scelta è quella del corso impetuoso di un fiume, imbrigliato a un certo punto da una gigantesca diga gonfiabile. L’hanno inscenata questa mattina (14 marzo, ndr) oltre cinquanta attivisti provenienti da 18 Paesi, nei pressi della stazione ferroviaria di Marsiglia, per denunciare -in occasione del World Water Forum- come i mega sbarramenti stiano distruggendo gli ecosistemi dei fiumi e causando perdite incalcolabili anche a livello socio-culturale. Per questa ragione le linee guide volontarie del settore privato, comprese nel Protocollo di valutazione di sostenibilità dell’idroelettrico e promosso dall’International Hydropower Association, che riunisce le multinazionale del settore idroelettrico, serviranno solo a dare una “spennellata di verde” alle reali conseguenze delle dighe sui fiumi e sulla loro fauna e flora, nonché sulle popolazioni che vivono nelle aree interessate da progetti idroelettrici.
Per questa ragione la Campagna per la riforma della Banca mondiale, insieme a International Rivers, Les Amis de la Terre e ad altre associazioni della società civile, ha organizzato l’azione, per chiedere alle multinazionali, alle istituzioni finanziarie internazionali come la Banca mondiale e la Banca europea per gli investimenti, e ai governi di seguire gli alti standard socio-ambientali e le raccomandazioni espresse dalla World Commission on Dams, puntando su fonti energetiche alternative più sostenibili.
L’iniziativa tenutasi a Marsiglia è una delle oltre 50 condotte in contemporanea in più di 30 Paesi del globo (dagli Stati Uniti al Myanmar, passando per il Pakistan e l’Argentina) per celebrare la quindicesima Giornata internazionale di azione per i fiumi. L’introduzione di una Giornata di azione fu decisa nel 1997 a Curitiba, in Brasile, in occasione del primo meeting delle comunità impattate dalle grandi dighe.
Al momento non sono disponibili dati aggiornati, ma in base alle estese ricerche condotte dalla World Commission on Dams circa un decennio fa, nella seconda metà del secolo scorso gli effetti negativi dei mega sbarramenti sparsi per il mondo sono stati molto considerevoli. Citiamo due dati eclatanti: il 75 per cento dei progetti non aveva raggiunto l’obiettivo di produzione elettrica prefissato e, soprattutto, si calcolavano tra i 40 e gli 80 milioni le persone sfollate a causa delle grandi dighe.  
L’idroelettrico rappresenta una fonte di energia sostenibile per l’ambiente e le popolazioni solo se realizzato ad alcune condizioni, tra le quali le contenute dimensioni degli impianti e la reale partecipazione delle comunità locali al processo decisionale. Il presunto basso costo dell’energia idroelettrica è tale perché le mitigazioni ambientali e sociali non vengono attuate sistematicamente. Un “dettaglio” che i delegati del World Water Forum di Marsiglia sembrano ignorare del tutto.
 
(Foto di www.famedacqua.it)

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