Ambiente / Attualità

Tra cultura, accoglienza e buon cibo per un nuovo racconto del territorio

In una valle lontana dal turismo di massa, due giovani hanno dato vita al “Masetto”: un centro culturale in alta quota. Con workshop e trekking letterari

Tratto da Altreconomia 197 — Ottobre 2017
La terrazza del Masetto, che guarda la Valle del Terragnolo: qui si legge, si mangia, si gioca, si sperimenta - © Elisa Vettori
La terrazza del Masetto, che guarda la Valle del Terragnolo: qui si legge, si mangia, si gioca, si sperimenta - © Elisa Vettori

Quando ti senti un po’ spaesato, guarda la punta degli alberi. Se osservi bene, tra lo zig zag verde delle montagne di Terragnolo (700 abitanti ai piedi del monte Pasubio, in Trentino), trovi un puntino rosso: è il Masetto un esercizio rurale dove “si impara, si mangia, si dorme, si sperimenta”. Uno spazio accogliente in cui montagna e città si uniscono in un progetto culturale integrato con la comunità locale. Giulia Mirandola e Gianni Mittempergher gestiscono il Masetto dall’estate 2016 grazie a un bando del Comune di Terragnolo. La loro proposta fa leva su un’idea di turismo “che pone al centro l’illustrazione e la narrazione del paesaggio, la programmazione culturale e la cucina tradizionale, la cura dell’ambiente e la divulgazione scientifica”, raccontano. Il formaggio fresco fatto con il latte delle capre di Gianni e profumato con il timo dell’orto è già finito quando li incontriamo in una cena di fine estate, ma loro hanno ancora molto da raccontare.

Vorrei partire dal luogo in cui ci troviamo. Perché scegliere una valle poco abitata e poco frequentata come quella di Terragnolo?
GM In verità è il Comune di Terragnolo che ha scelto questo luogo. Noi lo abbiamo trovato particolarmente interessante e ci siamo candidati. Si tratta di una valle che non ha conosciuto il turismo di massa e lo sviluppo di tipo industriale. Per questo è stata percepita a lungo come un territorio marginale. Oggi qualcosa sta cambiando, grazie alla presenza di elementi ambientali e sociali che stimolano un cambio di prospettiva. Un luogo molto vicino è Folgaria (il paese di origine di Gianni, ndr), dove un forte sviluppo turistico e delle dinamiche identitarie funzionali all’offerta turistica hanno dato esiti profondamente diversi.

Offrire una cucina attenta alla scelta delle materie prime e camere pulite e confortevoli benché semplici, ci sembrava non essere sufficiente a restituire quanto questa valle regala a chi vi giunge. Abbiamo da subito immaginato che la mediazione culturale fosse una sorgente a cui attingere costantemente.

Come portate avanti un progetto di mediazione culturale in questo territorio montano?
GM
Da giugno a settembre attiviamo numerosi percorsi di formazione e approfondimento dedicati ad adulti e bambini. Hanno in comune l’osservazione e la narrazione del paesaggio. Si tratta di appuntamenti pubblici, alcuni a pagamento altri gratuiti, che vanno incontro alle persone con spirito umanistico e scientifico. Nella stagione 2017 il Masetto ha ospitato presentazioni di libri, conversazioni con scrittori ed editori italiani e stranieri; ha sperimentato la collaborazione con diverse librerie indipendenti; ha programmato workshop e trekking con poeti, fumettisti, illustratori; è diventato cinema sotto le stelle o sala da concerto all’aperto.

L’ingresso del Masetto in località Geroli a Terragnolo (Tn) - © Claudia Corrent
L’ingresso del Masetto in località Geroli a Terragnolo (Tn) – © Claudia Corrent

Quando possibile, ci siamo connessi con musei, associazioni, progetti con base sia in Trentino, sia fuori regione e all’estero, come nel caso di “Accion cultural espanola” (accioncultural.es), un programma per l’internazionalizzazione della cultura iberica all’estero. Come può essere narrata una valle di cui non c’è racconto, fatta eccezione per alcuni episodi riferiti alla storia dell’emigrazione, alla Grande guerra, all’arte dei muri a secco? Come possono allearsi residenti e ospiti in transito per brevi periodi per elaborare un racconto declinato al presente? Sono domande che poniamo a noi stessi tutti i giorni. Il contatto diretto con alcuni abitanti ha influenzato la resa di certi workshop. Sergio è nato e cresciuto qui. Oggi presiede la Proloco di Zoreri, una delle 33 frazioni di questa valle, e si è offerto di farci da guida. Nel corso di “Non più non ancora” -un workshop tenuto dall’illustratrice Marina Marcolin e dedicato alle case abbandonate- ci ha aperto un pezzo della sua storia di famiglia custodito in una casa dove il tempo si è fermato. Saremmo davvero in solitudine se non capissimo che abbiamo bisogno di questo scambio per attraversare il paesaggio che ci ospita e non solo ammirarlo.

Quando sono venuta per la prima volta al Masetto c’era una libreria di legno e filo rosso sulla terrazza che guarda la valle. Ero circondata da persone che tenevano tra le mani dei libri. Altri bambini si muovevano attorno a due grandi giochi di legno. Libri e giochi hanno un ruolo centrale nella vostra proposta.
GM Siamo partiti dall’analisi di quello che c’era e che ci sembrava essere sufficiente. Tuttavia, non abbiamo avuto il timore di introdurre elementi originali, quali il cinema all’aperto oppure le librerie temporanee. È un gioco a trovare un equilibrio tra quello che già esiste e quello che potrebbe essere, tentando di valorizzare l’uno e di introdurre dolcemente l’altro. In valle non c’è mai stata un’edicola o una cartolibreria.

Un gruppo di volontari tiene aperto un punto lettura pubblico e quest’estate è stata inaugurata la prima Little free library” (littlefreelibrary.org) di Terragnolo. Il Masetto fa la sua parte aprendo quotidianamente la sua biblioteca delle immagini e allargando ogni anno la rete delle “librerie in viaggio” (erano tre nel 2016, sette l’anno successivo e nel 2018, con ogni probabilità, saranno 12). Si tratta di librerie indipendenti invitate ad allestire per alcuni giorni sulla nostra terrazza naturale un banco di libri con il meglio del proprio catalogo. I libri sono oggetti che suscitano connessioni, relazioni, processi culturali impensati. Accanto ai libri ci sono i giochi disegnati e realizzati per il Masetto da Klaus Saccardo de “La seggiolina blu” (Trento) e da Mook (Roma) -semplici, in legno, costruiti artigianalmente-, grazie ai quali le persone (di tutte le età) si mescolano velocemente, senza dover sapere in anticipo se sei di Salerno, di Terragnolo, come ti chiami o quanti anni hai.

Nella terrazza del Masetto trovano spazio giochi per grandi e piccini, esseri umani e animali. Nessuno escluso. Il Masetto dista 25 minuti di auto da Rovereto e 20 da Folgaria (Tn) - © Elisa Vettori
Nella terrazza del Masetto trovano spazio giochi per grandi e piccini, esseri umani e animali. Nessuno escluso. Il Masetto dista
25 minuti di auto da Rovereto e 20 da Folgaria (Tn) – © Elisa Vettori

In che modo il Masetto genera partecipazione e coinvolgimento?
GM
Il Masetto genera coinvolgimento perché lascia spazio al pensiero e all’iniziativa indipendente. Noi stessi conosciamo abbastanza bene cosa significa operare investendo in primo luogo sulle nostre risorse (materiali e immateriali; economiche, fisiche, intellettuali). Avere vinto un bando non significa che l’ente pubblico copra i nostri costi di gestione e di produzione. Questa condizione ci rende più responsabili e riteniamo sia meno vincolante. Quando una persona sceglie di venire qui sa che sta investendo in idee e progettualità e che non sta semplicemente acquistando dei servizi. Per contro, se i corsi che proponiamo fossero gratuiti probabilmente avremmo più affluenza, ma ci sembrerebbe mancare qualche anello di congiunzione tra costi, lavoro e benefici.La comunità locale fino a oggi ha frequentato il Masetto prevalentemente per la parte di ristorazione. Il tempo trascorso è ancora troppo breve per azzardare dei bilanci. Avremo ottenuto un buon risultato quando la mole di esperienze culturali innescate dal Masetto sarà condivisa con un numero più ampio di persone del posto, nonostante vi siano segnali positivi.

Il Masetto chiude la stagione il 31 ottobre 2017, per riaprire le sue porte il 1° maggio 2018. Nel frattempo, Giulia si dedica all’educazione alla lettura e alla progettazione culturale nell’editoria per l’infanzia, Gianni sta con le capre e vorrebbe scrivere un libro. Insieme, da fine anno iniziano a costruire il programma 2018 del Masetto.

Tutti possono interagire sul sito internet (ilmasetto.com) oppure sulla pagina Facebook “Il Masetto”.

© riproduzione riservata

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia