Altre Economie

Lo sviluppo locale batte moneta – Ae 46

Numero 46, gennaio 2004Nel Parco dell'Aspromonte, da oggi, gli acquisti non si fanno più con gli euro, ma con una moneta nata apposta per sostenere l'economia della zona. E contestare il pensiero unico del denaro che produce denaroL'hanno fatto davvero….

Tratto da Altreconomia 46 — Gennaio 2004

Numero 46, gennaio 2004

Nel Parco dell'Aspromonte, da oggi, gli acquisti non si fanno più con gli euro, ma con una moneta nata apposta per sostenere l'economia della zona. E contestare il pensiero unico del denaro che produce denaro

L
'hanno fatto davvero. Hanno battuto moneta. E l'hanno presentata, in conferenza stampa, alla Borsa di Milano. Protagonisti l'Ente parco nazionale dell'Aspromonte e il suo presidente, Tonino Perna.

Ora, la notizia merita attenzione almeno per un paio di motivi: per il valore dell'operazione (sono stati coniati due milioni di “ecoaspromonte”, la nuova moneta, pari a due milioni di euro) e per il fatto che le monete locali sono uno degli strumenti di sviluppo delle reti di economie solidali (oltre che di contestazione dell'economia tradizionale).

La moneta locale, che avrà corso legale in tutto il territorio del Parco, sarà usata dall'1 gennaio soprattuto dai turisti per fare acquisti: il Parco attrezzerà dei veri e propri cambiavalute e l'uso degli ecoaspromonte sarà incentivato con dei benefit per i commercianti e degli sconti per gli acquirenti.

La moneta, stampata su filigrana dalla Zecca di Stato, è a scadenza, varrà cioè per un anno: poi dovrà essere riconvertita oppure potrà essere conservata come ricordo del Parco. E questo sottolinea il valore strumentale di ogni moneta: chi userà gli ecoaspromonte ricorderà ad ogni transizione che il denaro come merce non esiste, ha solo un valore convenzionale di unità di conto e di scambio.

Usare monete locali significa insomma contestare la finanziarizzazione dell'economia, il denaro che produce denaro e la speculazione che questo comporta.

“Bisogna lavorare sulle narrazioni, sull'ideologia, sui valori dominanti, dunque reinventare la narrazione del mondo” ripete Riccardo Petrella, economista di riferimento per coloro che lavorano sui beni pubblici e le economie alternative. E che cos'è l'introduzione di una moneta locale se non appunto una “reinvenzione della narrazione dello spazio economico nel quale siamo immersi”?

È la prima volta che un ente pubblico si mette a battere moneta. L'operazione per il momento ha produtto un'enorme ricaduta di pubblicità per il Parco.

“Inaspettata -dice Tonino Perna-. Quello che invece mi sta a cuore è la sperimentazione, l'effetto che può produrre una moneta locale in un circuito fiduciario di aree marginali”.

I parchi sono già una scommessa sul futuro, un modo diverso di vivere e un tentativo di costruire un'economia non incentrata sullo sfruttamento e sulla crescita. Una moneta propria, da questo punto di vista, è un altro passo di questa scommessa. Qualcuno arriva a suggerire l'adozione di una moneta comune per tutti i parchi nazionali italiani ma è, evidentemente, troppo presto anche se Tonino Perna è convinto che l'esperimento non resterà isolato.

“L'allargamento dell'Unione Europea, da una parte, e la presenza di una moneta unica (l'euro) dall'altra -spiega- spingeranno molte aree marginali, con seri problemi sociali ed occupazionali, a dotarsi di una propria moneta (che convive con l'euro), con compiti limitati e circoscritti alla sfera locale, che giocherà quel ruolo che la teoria keynesiana gli affida, in un mercato circoscritto, nei momenti di bassa congiuntura”.

Tradotto significa che, se attorno a una moneta locale si crea un circuito di fiducia, questa moneta potrebbe essere usata per far fronte a problemi di mancanza di liquidità. Ci sono circostanze in cui non manca il lavoro e non mancano le merci ma scarseggia appunto il denaro per scambiare prodotti e servizi. È in parte quello che è avvenuto in Argentina quando i conti bancari sono stati bloccati e la gente si è inventato circa 200 monete locali che, nel tempo, sono state usate da tre milioni di persone.

Ma monete locali sono nate e si sono sviluppate non solo in aree di crisi ma, per esempio, anche per sottolineare l'identità di circuiti alternativi di merci (è il caso dei Sel francesi). Anche l'Università Bocconi di Milano sta lanciando una ricerca proprio sulle monete locali (dette anche “complementari” o “etiche”) “una realtà che sta crescendo, e che ha un grandissimo potenziale anche in Italia”.

La nascita di ecoaspromonte è avvenuta sotto le ali protettive di Banca Etica, che anzi si è proposta come una sorta di Cassa centrale, di crocevia delle monete locali che potrebbero nascere in Italia. “Il nostro obiettivo, in un contesto di avanzante globalizzazione -spiega Fabio Salviato, presidente di Banca Etica- è quello di rafforzare le reti e i circuiti economici locali, in particolare nei contesti più deboli e marginali, attivando strumenti che inducano ad utilizzare ed acquistare beni e servizi prodotti in loco”.!!pagebreak!!

Fare a meno del denaro e salvare i valori
“Al centro della politica c'è l'economia. E al centro dell'economia c'è il denaro. Lo strapotere del denaro sta minando il primato della politica e per certi versi anche la democrazia”. Ecco perché il tema e la sperimentazione delle monete locali riveste così tanto interesse.

È uno dei punti di partenza del volume di Maurizio Pittau “Economie senza denaro” (ed. Emi, 176 pagine, 9 euro) che documenta però anche l'esistenza, nel Sud e anche nel Nord del mondo, di forme di scambio non monetario. Il denaro e l'uso che ne facciamo danno forma al nostro immaginario: così il ricorso ad altri strumenti di intermediazione e di scambio può contribuire a rafforzare l'identità locale e a ridare forza a valori come la reciprocità, il dono, l'altruismo. Così come è avvenuto per esempio nella zona di New York, in Gran Bretagna, in Canada o in Francia. Sorprendenti esempi di “economie senza denaro”

Il rischio dei falsi e nuove opportunità per le tasse
Anche le monete locali possono essere a rischio falsificazione. Ne sanno qualcosa gli argentini di La Plata dove nel 2002 è stata presentata una delle prime denunce per la messa in circolazione di “Ticket trueque” falsi, appunto “titoli di credito a circolazione limitata” nati dopo il terribile crack economico del Paese. Un fatto che è anche segno di successo (d'altra parte proprio in Argentina alcune monete locali si chiamano “patacon”). Inalcuni casi le monete locali (quelle vere) sono state anche utilizzate per il pagamento delle tasse comunali.

Due milioni di euro, e il souvenir ripopola due paesi
Valore di cambio uno a uno, un ecoaspromonte contro un euro, e viceversa. Solo che l'ecoaspromonte è tutto su carta, niente monete metalliche. Per il resto niente da invidiare alle valute storiche: quattro banconote del valore rispettivamente di 1, 2, 5 e 10, carta filigranata, numerazione progressiva, oleogramma antifalsificazione.

Le banconote, “battute” dall'Ente parco Aspromonte e stampate a Roma con tutti i crismi dalla Zecca di Stato, hanno corso legale nell'ambito dei territori dei Comuni del Parco e, rispetto a una moneta “normale”, hanno una particolarità in più: sono a scadenza. Varranno cioè per un anno, durante il quale potranno essere usate per pagare gli alberghi, comprare prodotti locali, prenotare visite guidate, noleggiare biciclette.

L'Ente parco ne ha fatto stampare per un controvalore di 2 milioni di euro.
C'è da prevedere che, soprattutto per i turisti, la moneta sarà anche un simpatico ricordo e che non tutti la riconvertiranno in euro. Così ci sarà una sorta di surplus che il Parco ha già pensato di destinare a due piccoli Comuni del territorio che si stanno spopolando: Canolo e Staiti. L'obiettivo è di favorire alcune attività che possano dar lavoro soprattutto ai giovani.

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