Altre Economie

L’emporio dello sfuso

In provincia di Lucca apre i battenti “Effecorta”, dove “f” sta per filiera: 70 chilometri il raggio di provenienza di tutte le merci. E niente imballaggi Cellophane e plastica sono banditi dall’emporio dello sfuso. I fusilli biologici scendono a cascata…

Tratto da Altreconomia 110 — Novembre 2009

In provincia di Lucca apre i battenti “Effecorta”, dove “f” sta per filiera: 70 chilometri il raggio di provenienza di tutte le merci. E niente imballaggi

Cellophane e plastica sono banditi dall’emporio dello sfuso. I fusilli biologici scendono a cascata in sacchetti di carta, l’olio extravergine è spillato dentro bottiglie di vetro, frutta e verdura passano dalle cassette alla tavola. Non c’è posto per i prodotti confezionati né per gli shopper nel negozio “Effecorta”, inaugurato a fine agosto a Marlia (Lucca). Subito oltre la porta d’ingresso, la “filosofia d’impresa” è tracciata con un compasso sulla mappa dell’Italia: è un cerchio di 70 chilometri di raggio, e al suo interno hanno sede almeno l’80% dei 200 fornitori di “Effecorta”. La “f” del nome sta per filiera, che è corta e a “km0” a differenza di quella lunghissima della ben più nota “s”. L’emporio è un piccolo supermercato del prodotto sfuso e locale: “Dal vino ai detergenti per la casa, dai biscotti per la colazione ai formaggi, dalla birra alla farine, vogliamo garantire una spesa alternativa e completa”. La scommessa di Pietro Angelini e degli altri 5 soci che hanno dato vita a Effecorta società cooperativa è portare le scelte di un gruppo d’acquisto solidale “a livello delle gente comune”. Per aprire il negozio ci hanno messo sei mesi e un investimento di 100mila euro. “Meno di 5mila sono arrivati a fondo perduto della Provincia di Lucca, grazie a un bando sull’innovazione. Mentre la Cassa di risparmio di Lucca ci ha concesso un prestito dopo aver letto il nostro business plan”. I risultati dei primi 30 giorni sembrano dar ragione ai soci e alla banca: “Effecorta” dà lavoro a tempo pieno a una persona, ha fatturato 15mila euro e conquistato l’attenzione dei media (da Il Sole-24 Ore a Unomattina) e quella dei consumatori critici. “L’idea è nata guardando bottiglie e contenitori dentro il nostro cestino della spazzatura -continua Angelini-. Tutto il sistema del consumo è fondato sul pacchetto sigillato. Abbiamo scelto di eliminare chilometri e intermediari, dando la possibilità di acquistare in modo ‘puntuale’, a ognuno secondo le proprie esigenze.
La parola d’ordine è ‘no allo spreco’”.
Non è un caso se i soci hanno aperto l’emporio in una frazione di Capannori, il primo Comune italiano ad aderire alla strategia “Rifiuti zero” (vedi Ae 100).
Le referenze in vendita da “Effecorta” sono un centinaio. L’80 per cento rispetta i due principali criteri guida dell’impresa: sono, cioè, prodotti sfusi e da filiera corta (al punto 3 e 4 dei “principi della battaglia”, come li chiama Angelini, stanno il bio e l’equo solidale). Per scegliere i fornitori sono partiti dalla Guida al consumo critico, ma riempire gli scaffali non sempre è facile: “Mancano un 30 per cento dei prodotti. Ad esempio le uova, o le passate”, spiega. Nel frigorifero, invece, spazio ai formaggi ed a mega barattoloni di marmellata di frutti di bosco, raccolti a mano in estate in Alta Garfagnana. I clienti arrivano con il vasetto da riempire, che può restare lo stesso, per anni. Una rivoluzione.
Non tutti i produttori sono “piccoli”: tra i fornitori ci sono anche medie aziende come il pastificio Mennucci e l’oleificio Fabbri. “Gli stabilimenti sono a meno di 5 chilometri dal negozio, ed entrambe si sono mostrate disponibili a rifornirci con lo sfuso. Ci hanno anche assicurato che le linee con cui riforniscono ‘Effecorta’ sono fatte con grani biologici nazionali e olive italiane”, racconta Angelini. L’offerta comprende prodotti di qualità diversa (le categorie sono “NonMale” ed “Eccelsa”). Tutto è scritto, in modo trasparente, sulle etichette, che la legge impone e che qui vengono stampate alla cassa insieme allo scontrino. “Ci hanno contattato una sessantina di realtà, interessate a replicare l’esperienza in tutta Italia -racconta Angelini-. Ma la parte autorizzativa non è semplice. In molti casi solo un’interpretazione delle norme ci ha permesso di ottenere la licenza a vendere questo o quel prodotto. Adesso ci prepariamo ad affrontare l’inverno acquistando dei deumidificatori, perché con l’umidità lo ‘sfuso’ rischia le muffe, anche se i contenitori sono ermetici”. Una volta vinta la scommessa, l’obiettivo è riprodursi. Sul territorio, pensando ad azioni con le amministrazioni locali, come i menù “Effecorta” per i ristoranti; e in tutta Italia, favorendo la nascita di altri punti vendita.

Nel retrobottega di “Effecorta”, c’è spazio per uno “Sportello ambiente”, una consulenza realizzata in collaborazione con la società lucchese Ecoenergiafutura, per promuovere l’utilizzo di energie rinnovabili “a partire dalle aziende agricole dei fornitori”. “Effecorta” è in viale Europa 224/a a Marlia (Lucca). Info: 0583-40.73.32, info@effecorta.it, www.effecorta.it

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