Altre Economie / Opinioni

L’economia solidale e la truffa sul “bio”

"Gli enti certificatori e i produttori che hanno falsificato le ‘carte’ hanno creato un danno inestimabile a tutti coloro che promuovono l’agricoltura biologica anche come valore territoriale e ambientale." Il biologico che funziona, secondo la Rete di economia etica e solidale delle Marche, è un’altra economia fondata sulle relazioni dirette tra produttore e consumatore, su aziende agricole "aperte" alla visite, su un modello di "garanzia partecipata" che non può essere fondata solo sulla certificazione.

L’inchiesta della Guardia di Finanza "Gatto con gli stivali" ha messo in luce a inizio dicembre una importante truffa relativa alla commercializzazione dei prodotti biologici. I numeri –secondo quanto comunicato dalla Gdf– sono importanti: 200 milioni di Euro di fatture per operazioni inesistenti, più di 2.500 tonellate di merce (frumento, favino, soia, farine, frutta fresca principalmente) sequestrata in quanto falsamente biologica, oltre 700 mila tonnellate di prodotti alimentari dichiarati falsamente biologici commercializzate. Tra le aziende coinvolte, alcune sono marchigiane. Nelle Marche è attiva da anni la Rete di economia etica e solidale (Rees), che in un comunicato stampa ringrazia la Guardia di finanza e spiega per quale motivo l’economia solidale, l’esperienza dei gruppi d’acquisto solidali (Gas) e l’attenzione alla relazione dei consumatori critici è una "risposta" a chi vede nel biologico solo un business. Sullo stesso tema rifletterà Maurizio Gritta (IrisBio) sul numero di gennaio 2011 di Altreconomia (lm)

A seguito della scoperta truffa dei falsi certificati biologici assegnati a produzioni agricole
da funzionari di enti certificatori compiacenti la Rete di economia solidale (Rees) Marche ringrazia il corpo della Guardia di Finanza e sostiene con forza l’importanza di approfondire le indagini sulle filiere del settore agro-alimentare attraverso controlli capillari per scoraggiare truffe a danno dei consumatori e dei reali coltivatori con metodi di Agricoltura Biologica, che sono tra le prime vittime di questo inganno.
Gli enti certificatori e i produttori che hanno falsificato le "carte" hanno creato un danno inestimabile a tutti coloro che promuovono l’agricoltura biologica anche come valore territoriale e ambientale.
L’invito a tutti è quello di non identificare il malaffare con i tanti percorsi virtuosi in atto a livello locale e a considerare che la illegalità e la mala-economia è presente in qualsiasi settore e rappresenta comunque una realtà da combattere ad ogni livello. A fronte di alcuni falsi produttori BIO esistono migliaia di produttori leali con il consumatore. Accanto a consumatori “gabbati” ne esistono migliaia consapevoli e soddisfatti della scelta del biologico per la propria salute e per il proprio ben-vivere.
La Rete di Economia Etica e Solidale REES Marche ha scelto e continua a scegliere  l’Agricoltura Biologica e la filiera corta.
I Gruppi di Acquisto Solidale e i produttori agricoli e zootecnici che si riconoscono nei valori della rete  e credono in un modello di sviluppo orientato al rispetto dell’ambiente come patto di solidarietà tra generazioni, scelgono modelli di gestione agricola  ecologicamente sostenibili orientati al Ben-vivere ed alla tutela dei beni comuni.
I coltivatori biologici,  della nostra rete auspicano le visite in azienda come momento di lavoro e di umane relazioni, colloquiano costantemente con  tutti noi e con quanti vogliono condividere il loro lavoro e sono orgogliosi di mostrare le scelte quotidianamente portate avanti con fatica, per il miglioramento dell’ecosistema agricolo e per la valorizzazione e tutela delle varietà e delle razze locali.
Il loro costante impegno in ambito produttivo e in ambito culturale, ha permesso  la conservazione di percorsi culturali dei territori, attraverso la gestione e il mantenimento dei suoli in produzioni armoniche con il territorio e la sua salvaguardia. Lo praticano in ogni scelta perché credono in un modello economico dove l’interesse più alto e prioritario da perseguire è quello diffuso, a vantaggio di tutti. Lo fanno ogni giorno anche a scapito del personale ritorno economico di breve periodo, convinti che il benessere diffuso sia l’investimento con il miglior rendimento possibile.
Hanno aperto le loro aziende che sono diventate per tutti  luogo di formazione e informazione, come tante CASE dell’Economia Solidale dove si condivide spesso anche la programmazione della produzione.
L’agricoltura biologica trova in tutti i soggetti che convintamente operano all’interno dei valori condivisi,    compagni di strada che consentono di rendere sostenibile il lavoro delle tante piccole aziende distribuite nei nostri territori, perché di questo c’è forte bisogno in questo momento di grande DISCONTINUITA’ economica, ambientale e sociale dove urge il bisogno di ridisegnare  un nuovo modello di economia che vorremmo Solidale.
I produttori biologici della nostra rete sono produttori dell’Economia Solidale poiché condividono i processi decisionali e sono profondamente coinvolti nella crescita di un’Economia delle Relazioni e della Comunità, ricercano come valore aggiunto alla loro produzione la trasparenza, comunicano l’etica del loro lavoro, si interfacciano con lealtà con quanti credono nei loro percorsi e ricercano il ben-vivere.
Questa è la migliore certificazione delle loro produzioni.
Questa è la forma di certificazione e di GARANZIA di prodotto e produzione che noi ricerchiamo in via prioritaria.
I soggetti della rete, consumatori produttori e associazioni,  si dissociano da quanti hanno fatto del “biologico” un business per consumatori inconsapevoli e propongono il modello di GARANZIA PARTECIPATA
    •    dove insieme consumatori e produttori costruiscono l’economia migliore per tutti;
    •    dove al centro dei percorsi di produzione viene inserito il beneficio collettivo e non quello meramente aziendale;
    •    dove si privilegiano percorsi di filiera corta in cui la relazione e lo scambio diventa luogo e valore;
    •    dove ci sia un impegno concreto e visibile anche da parte del produttore biologico all’interno della sua filiera interna, garantita dai medesimi criteri valoriali e metodologici attivati dai gruppi di consumatori responsabili e consapevoli.
È per tutti questi motivi che la La rete sceglie le produzioni biologiche ed anche perché sono un ponte che crediamo certo per  traghettare l’economia del profitto aziendale verso Economie di Ben-vivere diffuso.

Per Rees Marche la Presidenza: Katya Mastantuono e Valeria Bochi

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