Altre Economie / Varie

Le proprietà della canapa

Grazie a due progetti di filiera, attivi nelle Marche e in Toscana, il seme biologico raccolto viene trasformato in cosmetici, oli essenziali e farine —

Tratto da Altreconomia 167 — Gennaio 2015

La canapa rende felici le Marche. Tra le province di Pesaro e Urbino e Macerata, dalla collaborazione tra tre aziende, è nata una nuova filiera produttiva, capace di rinnovare la vocazione ecologica di una tradizione importante per l’economia delle campagne italiane. Il punto d’arrivo è una nuova linea cosmetica, che si chiama “Hippiness” e viene realizzata a base di canapa 100% italiana da LaSaponaria, laboratorio di cosmesi artigianale e biologica di Vallefoglia (Pu). Si tratta di una serie prodotti per uomo, realizzati a mano, con ingredienti certificati biologici e a “filiera etica”, come spiega Lucia Genangeli de LaSaponaria (www.lasaponaria.it): “Grazie all’incontro con AgriBio Riviera, un’azienda biologica veneta che è tra i promotori del ‘Coordinamento nazionale per la canapicoltura in Italia’, abbiamo conosciuto più da vicino il mondo della coltivazione della canapa. Sapevamo che anche nelle Marche restano tracce di questa filiera quasi dimenticata, che in molte case sono ancora presenti i vecchi attrezzi che si usavano per lavorarla”. Tramite AgriBio Riviera (www.agribioriviera.it), che ha sede a Vigonza (Pd), i titolari de LaSaponaria sono entrati in contatto con due agricoltori marchigiani che stanno recuperando la filiera della canapa. Una è l’azienda agricola di Maria Chiara Benelli, e si trova a Serra de’ Conti (An); l’altra, “Allegro con bio”, ha sede a Petriolo (Mc) e anche se forniva già lavanda ed erbe aromatiche ai laboratori de La Saponaria è stato necessario il “ponte” dell’azienda veneta per scoprire che aveva da poco avviato anche la coltivazione della canapa. “Recuperare questa tradizione perduta e i saperi legati alla trasformazione della canapa è in linea con la filosofia de LaSaponaria, che vuole valorizzare le filiere locali e sostenibili”, continua Lucia.
Dopo alcuni mesi di progettazione, la linea “Hippiness” è in produzione da novembre. Shampoo, deodorante e prodotti dopobarba bio sfruttano l’alto potere lenitivo e sfiammante dei principi attivi della canapa.

La parte di ricerca, analisi e sviluppo della formula, è stata fatta nel laboratorio de LaSaponaria. L’estrazione del principio attivo dal seme di canapa viene fatto da Herbartem, un laboratorio artigiano che lavora la materia prima fresca biologica. L’azienda (www.herbartem.com), infatti, ha sede a Macerata, vicino ai campi che rappresentano il primo tassello della filiera, quelli di “Allegro con bio”. Il cui titolare è Emanuele Testatonda, che dopo una laurea in biologia ha convertito al biologico, nel 2010, l’azienda che fu dei nonni. Nei suoi 30 ettari ha scelto di coltivare varietà autoctone e in via d’estinzione, cereali, legumi, ortaggi, alberi da frutto, aromatiche e zafferano. “Da quest’anno, abbiamo iniziato a coltivare la canapa su un ettaro e mezzo: è una pianta da rinnovo che richiede le rotazioni e una coltivazione naturale, perfetta per aumentare la biodiversità in azienda” spiega. Emanuele ha acquistato il seme da Assocanapa (assocanapa.org). Proprio per facilitare il lavoro in campo e poter prevedere le rotazioni, per il 2015 LaSaponaria ha fatto un accordo con entrambi gli agricoltori marchigiani, programmando le semine che si faranno in aprile, grazie a una previsione delle quantità necessarie per la produzione dei loro eco-cosmetici.

A primavera si seminerà anche in Toscana, dove Legambiente Toscana e il circolo della Valdinievole, con Assocanapa, Cia (Confederazione italiana agricoltori) Pistoia, l’associazione “Chimica verde” e il gruppo d’acquisto solidale “Il chicco di grano” di Pescia (Pt) hanno avviato un anno fa il progetto “Filieracanapatoscana”, acquistando i semi da Assocanapa. “Abbiamo scelto le varietà francesi, prodotte dalla ‘Fédération nationale des producteurs de chanvre’, perché sono le più adatte alla produzione di seme -spiega Maurizio Del Ministro, coordinatore del progetto e presidente del circolo Legambiente Valdinievole-. Nell’aprile 2014 abbiamo seminato 15 ettari divisi tra 7 aziende agricole (di cui 3 in conversione biologica): essendo infatti una fase sperimentale, abbiamo deciso di non seminare più di 2 ettari ad azienda”.

L’anno scorso, dai campi toscani si sono raccolti 20 quintali di seme, inferiori alle aspettative a causa delle piogge intense. La canapa sativa, infatti, è una pianta rustica, che richiede poca acqua e ben si adatta alla coltivazione naturale, senza l’uso di diserbanti, né fertilizzanti. La sua coltivazione era molto diffusa nel nostro Paese fino agli anni Cinquanta, quando l’Italia era il secondo produttore mondiale, dopo la Russia. Il progetto “Filieracanapatoscana” si inserisce proprio nel tentativo di recuperare questa filiera che è stata abbandonata, complice una legislazione poco chiara e indefinita. Non esiste ancora una legge in materia, ma solo circolari “a favore dei coltivatori di canapa destinata alla produzione di fibre”. L’ultima è del maggio 2002, e prevede l’utilizzo di varietà di canapa, con un tenore in THC (il principio attivo della cannabis) “non superiore allo 0,2%”.

Secondo i dati di Assocanapa (basati sulle vendite di seme da parte del Coordinamento nazionale), nel 2014 in Italia sono stati coltivati a canapa 1.290 ettari, oltre il doppio rispetto al 2013 (400) divisi tra 314 aziende. La maggior parte delle aziende che coltivano canapa (59, per 110 ettari) sono concentrate in Piemonte -e in provincia di Torino ha sede anche Assocanapa-, seguite dalla Puglia (44 aziende, 245 ettari). Ma la prima regione per superficie coltivata è proprio la Toscana, con 328 ettari su 13 aziende: la prima provincia è quella di Arezzo.
Per la distribuzione dei primi prodotti a marchio “Filieracanapatoscana” la scelta è caduta sulle relazioni dirette tra agricoltori, trasformatori e consumatori, coinvolgendo il gruppo d’acquisto solidale di Pescia (www.gasvaldinievole.org). L’estrazione dell’olio è fatta dal consorzio cooperativo Strizzaisemi di Santa Luce (in provincia di Pisa), che ha acquistato collettivamente le attrezzature adatte alla spremitura dei semi. L’olio di canapa, che è ricco di grassi polinsaturi e vitamine, è venduto dal gruppo d’acquisto a 10 euro per 250 millilitri, insieme ai semi integrali di canapa per uso alimentare (3 euro per 250 grammi) e la farina, alimento che non contiene glutine (3 euro per 500 grammi).
“Speriamo che la rete di relazioni costruita dai gruppi d’acquisto solidale possa aiutarci a diffondere questo nuovo prodotto”, spiega Maurizio. L’obiettivo per il 2015, infatti, è di consolidare la “Filieracanapatoscana”: il prossimo aprile saranno seminati 30 ettari, il doppio rispetto al 2014, grazie alla collaborazione con 9 aziende agricole del territorio. La filiera punta a crescere. —

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