Ambiente

Le innocenti ragioni del nucleare

 Il Forum Nucleare, dopo la censura del Giurì, ha riproposto lo spot della partita a scacchi.

Le motivazioni per cui il Giurì ha ordinato il 22 febbraio scorso la sospensione dello spot del Forum Nucleare Italiano sono molto interessanti, così come è interessante l’Istituto di Autodisciplina che nel dibattito e nell’attualità italiano è ingiustamente sottovalutato: fra le sue competenze c’è quella di ordinare la cessazione di uno spot "scorretto" durante la sua messa in onda e non dopo, quando il danno è fatto.

Subito il Forum Nucleare è corso ai ripari riproponendo lo stesso spot con l’aggiunta di una chiara presa di posizione, rispondendo alle critiche del Giurì. L’interpretazione che ne era stata data mette a nudo la strategia che i fautori del nucleare stanno portanto avanti con un grande sborso di risorse.

Secondo il Giurì, "il messaggio si incentra su una partita a scacchi che, al termine dello spot medesimo, si comprende essere giocata da una stessa persona, che ricopre il ruolo di entrambi i giocatori. Due voci fuori campo accompagnano le mosse dei giocatori, proponendo le ragioni più diffuse a favore del nucleare e quelle contrarie. Il messaggio si chiude con la domanda, rivolta allo spettatore: "E tu sei a favore o contro l’energia nucleare o non hai ancora una posizione?" e un invito a consultare il sito Internet del Forum".

Il problema secondo il Giurì era proprio questo: "proporsi al pubblico come una comunicazione neutrale e informativa, e per ciò viziata per mancanza di trasparenza circa la sua finalità promozionale, circa il "prodotto" che mira a promuovere (l’energia nucleare e la relativa scelta), l’identità dell’inserzionista e la sua natura di comunicazione di parte".

Riproponendo lo stesso spot con la modifica dello "schieramento" il Forum nucleare non ha però tenuto conto di altre critiche del Giurì: scegliere il colore bianco per le ragioni del "sì" e del nero per quelle del "no"; presentare una voce fuori campo dal tono più rasserenante quando espone le ragioni del "sì"; far risultare le obiezioni svolte come generiche, preoccupazioni irrazionali quando si tratta del fronte del "no", mentre affidabili e circostanziate anche per il tono quelle del "sì".

Recependo il rilievo più forte (quello dell’individuazione del proponente, cioè del Forum nucleare) non è stata cambiata la sostanza che, come il Giurì stesso aveva scritto, "tendono surrettiziamente a porre in luce migliore le ragioni del ‘sì al nucleare’ rispetto a quelle contrarie in un contesto in cui il messaggio si atteggia come relativo alla necessità di riaprire il dibattito sul tema in modo imparziale e completo".

Lo stesso Giurì del resto, riconosce che "la presenza di questi elementi sarebbe stata coerente e non censurabile in un messaggio trasmesso da un soggetto dichiaratamente orientato a favore di una certa soluzione". Quindi pare che tutto possa essere regolare.

Ma la questione rimane aperta: i fautori del sì al nucleare hanno soldi e mezzi per portare avanti questa campagna di comunicazione enorme basata su un presupposto che non esiste, cioè quello di voler discutere in maniera neutrale di un tema da cui passa il futuro energetico del nostro paese. 

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