Altre Economie

La semplicità rivoluzionaria dell’autosufficienza

La manualità dà indipendenza, l’autoproduzione libera risorse: un breviario in 8 mosse per riscoprire il valore del saper fare  —

Tratto da Altreconomia 148 — Aprile 2013

Nel primo scenario, il protagonista prepara il terreno per la semina, tira su un muro (in fieno), autoproduce energia, diventa apicoltore, si fa la birra, trasforma conserva i cibi sotto vetro o si autocostrusce casa. Nel secondo scenario, invece, consuma fragole in dicembre, cambia l’auto ogni due anni, si fa la barba con il rasoio usa e getta, butta la bicicletta alla prima foratura e, in ogni caso, delega ad altri. Quando il primo sarà prassi e il secondo contingenza, la sfida dell’autosufficienza sarà vinta. La posta in gioco si chiama indipendenza. Alla quale del resto si rifacevano le profetiche parole di Ivan Illich, secondo cui “la sopravvivenza della specie umana dipende dalla riscoperta della speranza come forza sociale”. Ricominciare a parlare di autosufficienza, partendo da quella alimentare -e non è un caso che al biologico sia dedicato un lungo e dettagliato dossier all’interno di questo numero di Ae-, è necessario. Specie per il nostro Paese, dichiarato nell’estate 2012 “non autosufficiente” dall’allora ministro delle Politiche agricole, Mario Catania. Per resistere alla crisi, guardando a un nuovo modello di sviluppo, è necessario riscoprirsi capaci di fare molto di più di quel che si crede, rispolverando quei principi che il marketing ha ridotto in un recinto: il valore del far da soli, l’importanza della manualità, il capitale del fare a meno, l’utilità dell’autoproduzione, l’indipendenza dal sistema economico -dal denaro come fine e dalla finanza-, passando per la libertà a forma di conoscenza, il valore della comunità, del tempo e della profondità. Veri e propri valori declinati quotidianamente nella gestione della proprietà agricola, nella scelta del metodo o del prodotto biologico, nell’organizzazione della propria dispensa, nel selezionare le fonti rinnovabili o nel potersi spostare in maniera sostenibile, portando l’etica fin dentro l’economia domestica. Questi non sono precetti d’emergenza, o pezzi di un manuale da portarsi sempre in tasca nel caso in cui l’edificio (il sistema) dovesse perdere pezzi. Fino a quando l’autosufficienza resterà un salvagente, magari difficile da indossare, i cultori della delega continueranno a vincere, gioco forza. La scarsità di risorse e la crisi economica ne impongono invece la giusta rivisitazione. Evidenziandone la rivoluzionaria semplicità. —

Il manuale per "fare da sè"
È in libreria “Autosufficienza, manuale pratico per fare da sè ed essere indipendenti dal sistema” (Ponte alle Grazie e Altreconomia edizioni, 13,50 euro), autentica raccolta di piccoli passi rivoluzionari e non estremi messa a punto dai nostri Ilaria Sesana e Massimo Acanfora.
Consigliata la lettura a chi volesse riscoprire e recuperare la manualità e il saper fare -nell’orto, in cucina o in laboratorio-, rinunciare al superfluo, auto-produrre, condividere le proprie conoscenze e restituire il giusto valore al tempo e alla lentezza. In vendita anche in bottega e su altreconomia.it


Ricette senza chimica per la cura del corpo e della casa
Rinnovata, specialmente nella parte dedicata ai cosmetici, grazie a inedite e aggiornate ricette. È la nuova edizione di “Pulizie creative”, scritto da Elisa Nicoli (www.elisanicoli.it) per Altreconomia edizioni (5 euro). Insegna a congedarsi dalla chimica nella cura del proprio corpo e della propria casa, producendo da sè detersivi, saponi e shampoo, e rispettando l’ambiente. “Pulizie creative” significa cambiare prospettiva, emanciparsi dall’idea sterile di pulito del marketing industriale, spendendo, al massimo, mezz’ora. In libreria, in bottega e su www.altreconomia.it

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