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La rivoluzione dell’usato

"Il salto della pulce" è una biografia del settore del “second hand” in Italia, una storia collettiva narrata da Ettore Sole, che alla fine degli anni Ottanta ha fondato il franchising Mercatino srl. Nel 2013, il 48% degli italiani ha dichiarato di fare o voler fare ricorso al mercato dell’usato per l’acquisto di beni durevoli. Secondo la Rete nazionale operatori dell’usato "la nostra attività è un fattore primario di prevenzione, rispetto al ‘trattamento’ dei rifiuti"

Tratto da Altreconomia 173 — Luglio/Agosto 2015

Tutti hanno diritto a una seconda vita, le persone come le cose. Alla fine degli anni Ottanta Ettore Sole, veronese, era rimasto disoccupato e con famiglia a carico. Per far fronte alle spese, gli era perfino venuto in mente di mettere in vendita la sua amata credenza sul giornale locale di annunci dell’usato. Poi la folgorazione: la chiave non era il giornale, o un’altra “bacheca”, ma un luogo fisico dove poter comprare e vendere i propri oggetti usati. Nasce così Mercatino srl, il primo “conto vendita” italiano, che -nel tempo- è diventato un franchising e conta 200 punti vendita (www.mercatinousato.com).
“Il salto della pulce” è il libro racconta questo e mille altri episodi del grande “romanzo dell’usato”. È la “seconda mano” in cui tante persone hanno trovato un appiglio per risollevarsi, e che da sempre rappresenta un’economia “popolare e circolare”, che salvaguarda l’ambiente e crea posti di lavoro. Lo spiega l’altra “voce narrante”, Pietro Luppi, tra i fondatori dell’Occhio del Riciclone (www.occhiodelriciclone.com), associazione che promuove studi, ricerche e comunicazione a sostegno del riutilizzo: “L’usato funziona bene e si evolve sia in tempo di crisi che in tempo di prosperità. Quando c’è crisi aumenta la vendita di frazioni merceologiche legate all’uso quotidiano […]. Quando invece c’è prosperità, l’usato stesso ne beneficia: la rotazione delle merci nuove è rapida e crea molto rifornimento […] e il mercato tende a specializzarsi in antiquariato, modernariato e collezionismo”.

L’efficienza del settore si fonda su una socialità “generativa” e capace di solidarietà, sulla passione ma anche sulla cura del dettaglio. Scrive Guido Viale, economista, autore della prefazione: “Il ‘salto della pulce’ è la traiettoria che porta un’attività da sempre ritenuta residuale, il recupero e il commercio dell’usato […] a occupare invece il centro di una nuova concezione e di nuove pratiche nei campi del lavoro, del consumo, del nostro rapporto con l’ambiente e con la vita: concezione e pratiche capaci di contendere l’egemonia, alla bulimia di un sistema produttivo, di una gestione del mercato e di un controllo sulle nostre vite, dominato dagli interessi di poche imprese multinazionali”.

Il libro è ricchissimo di storie personali ed esperienze collettive tra cui -citando ancora Viale- molte hanno un valore non solo economico ma anche politico. Eccone alcune: “… il commercio internazionale (Nord-Sud del mondo) degli abiti usati, stretto nell’alternativa tra valorizzazione della rete di relazioni personali patrimonio dei migranti e il potere ricattatorio delle mafie (vedi Ae 170); la scoperta che il mercato, quello vero, dove ci si incontra e si discute personalmente tra venditori e acquirenti, è in realtà produttore di autentica socialità; la ‘riscoperta’ della quantità di beni a disposizione di un possibile riuso, stimolata dal ritorno in un mondo dominato dallo spreco dell’usa-e-getta dopo un’esperienza di vita nelle società dove manca anche il necessario; il lato ‘scientifico’, fondato sull’inchiesta e sulla valorizzazione dei saperi di chi vi lavora da anni; l’importanza di una cultura della manutenzione; le infinite potenzialità di riscatto offerte dal mondo dell’usato a chi è stato relegato ai margini della società, o fuori di essa; il lavoro ai fianchi delle istituzioni, per strappar loro consenso e sostegno a quelle che sono le condizioni irrinunciabili affinché il mercato dell’usato possa prosperare. E, infine, la riconciliazione tra lavoro e ambiente”.

Un’importante novità normativa, che potrebbe diventare legge entro la fine del 2015, è contenuta nell’articolo 15 del “Collegato ambientale alla legge di Stabilità” (almeno nell’attuale stesura), già votato dalla Commissione XIII del Senato lo scorso 4 giugno, con alcuni emendamenti in corso di approvazione. Nell’articolo “Accordi di programma e incentivi per l’acquisto dei prodotti derivanti da materiali post consumo”, al comma 2, punto a), si prefigura l’erogazione di incentivi a favore di quelle attività imprenditoriali che si occupano della produzione di beni derivanti da materiali post consumo riciclati, “con priorità per i beni provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti per i quali devono essere perseguiti obiettivi di raccolta e riciclo nel rispetto del presente decreto e della normativa dell’Unione europea”.  Lo stesso comma prevede poi “l’erogazione di incentivi in favore di attività imprenditoriali di preparazione dei materiali post consumo per il loro riutilizzo e di attività imprenditoriali di commercializzazione di prodotti e componenti di prodotti reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti”, aggiungendo poi che “tali incentivi sono configurati in termini di credito di imposta, detrazione fiscale o riduzione IVA, commisurati al valore del bene prodotto”.

Spiega Sebastiano Marinaccio, presidente di Mercatino Srl, che segue l’iter della legge per la Rete nazionale operatori dell’usato (www.reteonu.it): “Se la normativa non verrà annacquata dai passaggi in Senato e poi alla Camera, si tratta in primis di un importantissimo riconoscimento per l’esistenza della categoria. Non di minor rilevanza gli incentivi, che testimoniano se ce ne fosse bisogno come la nostra attività sia un fattore primario di prevenzione, rispetto al ‘trattamento’ dei rifiuti”.

“Il salto della pulce” è infine un libro utile a chi cerca una fonte di ispirazione per cimentarsi in una nuova attività. Crisi o meno, infatti, i consumatori ricorrono sempre più spesso all’usato. Secondo Findomestic nel primo semestre del 2013 il 48% degli italiani ha dichiarato di fare o voler fare ricorso al mercato dell’usato per l’acquisto di beni durevoli. La “vergogna” appartiene al passato. Così chiosa Guido Viale: “Imprenditorialità creatrice, occupazione, reddito, riscatto sociale e culturale degli emarginati, salvaguardia dell’ambiente e delle risorse – e non solo – sono i principali punti di atterraggio di questo salto della pulce; uno, soprattutto, va citato: la scoperta che in un diverso e più intimo rapporto tra gli umani e i beni fisici, le ‘cose’ che occupano le nostre vite quotidiane, c’è il segreto di una modalità di esistenza che restituisce alla socialità e ai rapporti umani il loro statuto di unica, autentica ricchezza”. —

Salto senza asta
“Il salto della pulce” è un libro che si legge come un’avventura e che racconta, oltre a quella di Ettore Sole, inventore della formula “conto terzi” in Italia, le vicende di piccoli e grandi imprenditori del riutilizzo, non solo rigattieri e svuotacantine ma anche imprese sociali: storie vive di persone comuni che sono riusciti -grazie al “second hand”- a rivoluzionare la propria vita. In queste pagine incontrerete tutte le diverse anime dell’usato: mercati storici e delle pulci come Porta Portese, fiere come la napoletana Bidonville, botteghe, usato conto terzi, ambulanti rom, cooperative sociali e associazioni. Oppure -ad esempio- Moussa e Dominique, la “formica” e il “leone”, due migranti con storie speculari ma diverse gettati nell’arena dei vestiti di seconda mano. Non solo: “il salto della pulce” fa il punto sulle importanti battaglie sociali, ambientali e politiche per far “emergere” e valorizzare il settore, condotte con fantasia e caparbietà da Occhio del Riciclone e dai cosiddetti “caschi blu dell’usato” di Rete ONU (vedi anche il pezzo principale).
Un libro che troverete in libreria, nelle botteghe del commercio equo e solidale, on line sul sito www.altreconomia.it ma anche negli oltre 200 negozi di Mercatino srl in tutta Italia. Con una preziosa prefazione di Guido Viale.

“Il salto della pulce. La rivoluzione dell’usato”
, di Pietro Luppi ed Ettore Sole, 192 pagine, 12,00 euro (Altreconomia edizioni).

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