Altre Economie

La legalità nei vasetti

È il miele il primo prodotto agricolo realizzato su un bene confiscato in Lombardia: l’apiario intitolato a Lea Garofalo —

Tratto da Altreconomia 155 — Dicembre 2013

A mani nude, l’apicoltore Mauro Veca (nella foto) sposta le api che, una sull’altra, cercano di conservare il calore all’interno dell’arnia, per fronteggiare l’inverno. In mezzo al frastuono di quasi 300mila ali, Mauro buca lo strato duro di miele, che affiora liquido in superficie.
L’apiario della località San Vito, a Gaggiano, occupa una piccola porzione del Bosco dei Cento Passi, all’interno del Parco Sud di Milano. Pochi metri quadrati in un terreno di 17 ettari, 14 dei quali sono stati confiscati dallo Stato, nel 2006, al clan Di Marco, narcotrafficanti della ’ndrangheta che avevano già fatto richiesta per trasformare il bosco in terreno edificabile.
Questo rende il miele di Mauro Veca tanto speciale: è il primo prodotto agricolo realizzato su un bene confiscato in Lombardia, la regione del Nord con il più alto numero di beni confiscati (e la quarta in Italia): 1.186, fra cui per lo più edifici.Il progetto “Il g(i)usto del miele” nasce da una collaborazione tra il Comune di Gaggiano, che all’inizio del 2013 ha deciso di avviare una produzione in quel bosco, Libera (www.libera.it), la “condotta” corsichese di Slow food (www.slowfoodlombardia.it) e l’associazione Distretto di economia solidale e rurale -Desr (www.desrparcosudmilano.it)- che opera per la tutela e la riqualificazione del Parco Sud di Milano (vd Ae 148). L’accordo fra le parti è stato formalizzato il 14 settembre 2013 con la firma di un protocollo d’intesa per “l’utilizzo, con finalità sociali, dei terreni confiscati alla criminalità organizzata a Gaggiano, per una cultura della legalità democratica”. L’apiario, inaugurato il 26 novembre, è stato intitolato a Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa nel 2009 dal clan di cui faceva parte il suo ex compagno, Carlo Cosco. Alla cerimonia ha partecipato Giovanni Impastato, fratello di Peppino.

“Ci siamo rivolti a Mauro Veca, apicoltore socio della nostra associazione -spiega Dante Perin, presidente del Desr- che, a maggio, ha posizionato 5 arnie nel Bosco dei Cento Passi”.
All’inizio di settembre sono stati riempiti 676 vasetti da 250 grammi di miele di Melata e Millefiori.
“Questa prima, ridotta, produzione -dice Perin- rappresenta un esperimento per avviare altre attività economiche all’interno del bosco”. Se infatti il costo effettivo del vasetto riconosciuto all’apicoltore, cui il distretto ha anticipato i soldi, è di 3 euro, il miele è stato venduto a 5 euro (nelle botteghe del commercio equo di Corsico, Gaggiano e Binasco, nei presidi lombardi di Libera e al BuonMercato di Corsico e nel parco della Cabassina, l’attuale sede del Desr). I 2 euro in più, richiesti per l’acquisto dei vasetti, ora quasi tutti venduti, sono stati raccolti in un fondo per sostenere nuovi progetti. Uno di questi prevede che il numero delle arnie venga raddoppiato. Prima però le api dovranno superare l’inverno. “Non solo il freddo minaccia la loro sopravvivenza -spiega Veca-, ma anche gli acari, che cerco di eliminare facendo gocciolare l’acido salico, 2 o 3 volte da agosto a fine novembre perché, se usato troppo spesso, uccide le api”.
Il miele di San Vito è stato prodotto senza alcun finanziamento. L’assessore all’ambiente del Comune di Gaggiano, Maria Grazia Vantadori, sta però cercando dei fondi istituzionali per realizzare “un frutteto di 3 ettari con piante autoctone per produrre e vendere frutta e marmellata”. Il frutteto offrirebbe inoltre “un importante contributo alla salvaguardia della biodiversità del bosco, in una zona con molte monocolture come la Pianura Padana”. —

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia