Altre Economie

La dispensa dello scout

Come realizzare le “cambuse critiche” e trasformare i consumi dei gruppi secondo i principi dell’economia solidale. In un libro curato da Altreconomia per Fiordaliso storie, interviste, testimonianze, ricette e una guida, a partire dalle esperinze maturate dal 2009 in tutta Italia

Tratto da Altreconomia 163 — Settembre 2014

Per mangiare bene e il giusto non è necessario -parafrasando un celebre spot- avere una dispensa grande, ma una grande dispensa. Il progetto “Cambuse critiche” (www.cambusecritiche.it, vedi anche Ae 126) nasce, tra il 2009 e il 2010, tra gli scout del clan Shanti Banao Roma 72 di Agesci. La proposta arriva dalla “base”: quel giorno tocca infatti a due ragazzi di 17 anni, Matteo Ravà e Francesco Arrigo, fare la spesa al discount vicino. Hanno fatto buone letture -come “Il capitale delle relazioni” (Altreconomia, 2009)- e si chiedono perché, nonostante il rispetto dell’ambiente sia tra i pilastri della cultura scout, il loro gruppo compri prodotti industriali, di bassa qualità, a volte insalubri, con pesanti imballaggi e che -infine-  provengono da una filiera poco sostenibile come la grande distribuzione organizzata. Così propongono al capo del loro clan di “spostare” la propria spesa sul versante del consumo critico: il nome “cambuse” -come sa bene ogni scout- si riferisce ai rifornimenti che il “cambusiere” -a volte un genitore o un ex scout- fa prima di partire per un “campo”.

La grande domanda a questo punto è: quanto ci costerà comprare merce prodotta secondo criteri ed etici? Ma la risposta è sorprendente: bastano un paio di euro in più a testa per cambiare in modo rilevante il proprio modo di far la spesa. Il progetto parte: i primi prodotti acquistati sono i coloniali di Altromercato e la pasta di Iris bio.
“Cambuse critiche” si diffonde a macchia d’olio nel Lazio, in Emilia-Romagna e poi a Milano e in altre regioni: le modalità sono simili a quelle dei gruppi d’acquisto solidali (Gas). La critica si rivolge con chiarezza al “modello di consumo” che la società propone. L’obiettivo è fornire agli scout gli strumenti per diventare non solo “laboriosi ed economi” -come enuncia la legge scout- ma consumatori attenti e attivi. Questo libro racconta questa storia, con interviste, testimonianze, ricette e una guida per “realizzare una cambusa critica in 25 mosse”. Lo pubblica Fiordaliso, la casa editrice scout con i testi a cura di Altreconomia, ma non si rivolge soltanto ai gruppi scout: è diretto a tutte le persone che sono per ventura o per scelta responsabili dell’acquisto del cibo in situazioni collettive, dalle comunità, alle associazioni di volontariato. Una mappa di riferimento utile al consumatore e al “cambusiere” critico. La sintesi regna: i criteri di scelta e di esclusione dalla filiera corta al biologico, dalla stagionalità ai prodotti delle cooperative; le risorse della “piccola distribuzione organizzata”, come gruppi d’acquisto, mercati contadini o le botteghe del commercio equo. L’unione fa la forza. Come dicono Matteo e Francesco: “Abbiamo deciso (…) di agire partendo da azioni collettive”.
Dai campi scout e dalle officine del consumo critico, un progetto per contaminare in modo positivo un movimento di grande importanza (solo l’Agesci nel 2013 ha censito 176.171 persone).

“Cambuse critiche. Una proposta per cambiare il mondo a tavola, tutti insieme”
, di Massimo Acanfora, Fiordaliso, 120 pp., 13 euro —
 

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