Ambiente / Reportage

La conquista dell’Artico

Oltre il circolo polare, dove la geopolitica scivola sul ghiaccio. E gli equilibri sono a rischio, tra riserve di gas e nuove rotte commerciali che mettono a rischio la sopravvivenza e i costumi dei Nenets, tribù nomadi che abitano i territori estremi russi
Tratto da Altreconomia 189 — Gennaio 2017
Uno dei pozzi estrattivi di Bovanenkovo, il più grande 
giacimento di gas presente nella Penisola di Yamal, 
nell’area del Circondario autonomo Yamalo-Nenets, Russia Artica - foto di Alberto Caspani
Uno dei pozzi estrattivi di Bovanenkovo, il più grande giacimento di gas presente nella Penisola di Yamal, nell’area del Circondario autonomo Yamalo-Nenets, Russia Artica - foto di Alberto Caspani
È facile scivolare sul ghiaccio dell’Artico, ora che la sua calotta si sbriciola come un grissino e in estate finisce per ridursi ad appena 11 milioni di chilometri quadrati. Un quarto della superficie ancora visibile alla metà degli anni Settanta. Ben più arduo è invece rimettersi in piedi, o portare a casa la pelle; perché lungo la tratta ferroviaria Bovanenkovo-Obskaya, nel cuore strategico dei territori estremi russi, può capitare che un compagno di cuccetta si riveli un astuto agente dei...

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