Altre Economie

La cascina virtuosa

Tra Parco agricolo Sud Milano, Parco del Ticino e Oltrepò, l’associazione Nostrale ha dato vita, con le Acli, a un distretto di economia solidale

Tratto da Altreconomia 128 — Giugno 2011
“Fino a qualche decennio fa la cascina lombarda rappresentava un modello virtuoso di auto sostenibilità. All’interno della comunità agricola ogni persona aveva un ruolo specifico, ogni oggetto la sua funzione e tutto ciò che veniva prodotto al suo interno era utilizzato, senza nessun tipo di spreco” racconta Davide Ciccarese, presidente dell’associazione Nostrale, durante il tragitto verso la Cascina Colombara, a pochi chilometri da Pavia.

La titolare Luciana Tavazzari e sua figlia Lavinia sono alle prese con una scolaresca in visita. Nelle pause tra un’ attività e l’altra, Lavinia racconta come la cascina, ereditata dai bisnonni, sia diventata una fattoria didattica certificata: “Mio padre per anni è andato alla ricerca di attrezzi e strumenti agricoli del periodo antecedente alla Prima guerra mondiale. Facendo il giro delle cascine vicine e dei mercati dell’antiquariato siamo riusciti a ricreare gli ambienti originali. Nella stalla abbiamo animali di diverse razze autoctone, scelte sulla base della funzione didattica, che si fanno avvicinare dai bambini e interagiscono con loro”. I ragazzi in visita alla cascina possono vedere gli animali da stalla, partecipare a laboratori nell’orto didattico e nel frutteto, visitare la casa delle mondine e vedere il museo degli antichi mestieri.

Non lontano dalla Colombara c’è la Cascina Paradiso: Alberto Fornaroli, produttore risicolo del pavese, da più di dieci anni ha ampliato la sua azienda agricola a conduzione familiare installando una piccola pileria dove trasforma, con un procedimento esclusivamente meccanico, il riso che coltiva nelle sue risaie. “Abbiamo capito che lavorare i prodotti direttamente in azienda ci permetteva di avere un prodotto certificato biologico in tutte le fasi della produzione, un prodotto di qualità garantita con la possibilità di arrivare al mercato senza utilizzare intermediari”. Fino a qualche anno fa Alberto e Luciana, che producevano cereali nello stesso territorio, non si conoscevano. Ma entrambi sentivano l’esigenza di promuovere le loro aziende agricole, dopo che con fatica e impegno avevano ampliato l’attività. Attraverso l’Unione agricoltori sono venuti a conoscenza di Nostrale, l’associazione di Davide, che a tutti e due è sembrata molto interessante.

Davide, studente di Agraria per passione, arrivato alla fine del suo percorso di studi, non ha voluto piegarsi alle offerte del mercato del lavoro. Con l’intraprendenza e la tenacia di chi ha in mano il suo futuro Davide ha accettato la sfida di dare una forma concreta al suo progetto di impresa sociale. Insieme a Fabio, studente di Economia e ad Ambrogio, grafico pubblicitario, Davide si è speso per creare una rete di agricoltori della zona del pavese che andassero insieme incontro alle nuove esigenze del territorio. Luciana, Alberto e molti altri oggi collaborano, partecipano con i loro prodotti a eventi, sagre e fiere e propongono un tour delle cascine della zona per famiglie, scuole, gruppi d’acquisto solidali (Gas) e gruppi di amici. 

“Crediamo sia importante stringere un rapporto diretto con i luoghi del consumo per concorrere a creare un mercato basato sulla cooperazione, sulla valorizzazione del lavoro e della sua eticità e non più basato sulla competizione al ribasso del prezzo -racconta Davide, spiegando gli obiettivi che stanno dietro all’esperienza di Nostrale-. In tutto il mondo questo modello sociale e cooperativo si riproduce: si chiama teikei (cooperazione tra agricoltori e consumatori) in Giappone, Csa (comunità a sostegno dell’agricoltura) negli Stati Uniti d’America e in Canada, Amap (Associazione per il mantenimento dell’agricoltura contadina) in Francia, Rete di socio-economia solidale in Brasile, che ha dato vita all’esperienze diffuse di Reti e Distretti di economia solidale (vedi Coltivare la città, Ae 2010, ndr). Tutti modelli che hanno l’obiettivo di valorizzare la produzione locale e che hanno come minimo comune denominatore una relazione di reciprocità tra le famiglie agricole e quelle urbane.”

Oggi, anche grazie al sostegno delle Acli, Nostrale si è costituita in associazione di promozione sociale. Le Acli, infatti, hanno visto in questo progetto un interessante punto d’ incontro tra le problematiche della città e quelle della campagna, tra la tutela dei lavoratori e le necessità dei consumatori.  “Nostrale promuove le tematiche al centro della azione quotidiana delle Acli -spiega Gianluca Alfano di Acli Lombardia-: il sostegno alle forme di impresa sociale, l’attenzione ai temi della coesione sociale e dell’aggregazione giovanile e, non per ultimo, del consumo consapevole. Nostrale è stata per noi un’occasione importante per fare un passo in avanti dopo l’esperienza dei Gas (vedi Ae 118), spostando l’attenzione sulla tutela del lavoro agricolo e creando una rete di produttori che potesse creare un variegato gruppo di offerta per le numerose famiglie che da tempo fanno parte dei gruppi d’acquisto”. 

Oggi Nostrale ha creato una rete di 40 aziende agricole del Parco agricolo Sud Milano, del Parco del Ticino e dell’Oltrepò pavese. Avvalendosi delle diverse professionalità dei soci ha creato un sistema di servizi alle aziende agricole con un’attenzione particolare alle piccole realtà a conduzione familiare e a tutti i tipi di coltivazione di buona qualità: dalle aziende agricole biologiche certificate e a lotta integrata con certificazione europea fino alle produzioni da agricoltura sociale. L’associazione offre alle aziende un servizio di accompagnamento della durata di un anno. Comprende progetti di sviluppo aziendale, servizi di promozione attraverso il canale del web marketing, la creazione dell’ immagine coordinata, lo studio di settore e di collocazione del prodotto, servizi di comunicazione integrata tra web e giornali, social network e altri mezzi di comunicazione informale. L’associazione organizza sul territorio eventi di promozione delle realtà agricole, con l’obiettivo di creare spazi d’incontro tra le aziende, i Gas e le famiglie, e mette  a disposizione il suo personale rendendo possibile la partecipazione delle aziende a  fiere, sagre ed eventi, favorendo il rapporto tra l’agricoltore e le opportunità sul territorio.

Fabio ci racconta: “Attraverso la rete creata sul territorio siamo riusciti a incrementare l’attività didattica della cascina Colombara, gestendo la logistica e realizzando percorsi didattici mirati rivolti a 350 bambini di diverse scuole di Milano. Le visite in azienda aumentano ogni anno, e il 40% di quest’incremento è dato dalle scolaresche”.

Luciana Tavazzari è soddisfatta dell’esperienza con Nostrale: “Sono ragazzi con tanta voglia di fare, mi è sembrato naturale credere in loro”. 

“Ci hanno permesso di raggiungere Milano -aggiunge Alberto Fornaroli-: in città i consumatori sono diventati sempre più esigenti e pretendono qualità e trasparenza nella produzione. Inoltre, senza di loro non avrei mai utilizzato internet per fare promozione del mio prodotto: adesso anche la Cascina Paradiso è in rete”.

Ma non è tutto. Durante uno degli “aperitivi del contadino” che Nostrale organizza in città, davanti a un buon bicchiere di vino del pavese, Gianluca e gli altri ragazzi di Nostrale, hanno avuto un’idea interessante. In piazza Capuana, nel cuore di Quarto Oggiaro (Mi), a dicembre 2010 ha aperto Spazio Agorà, un luogo di incontro e di socialità che, attraverso servizi di segretariato sociale, offre sostegno alle esigenze dei cittadini del quartiere. Al suo interno, da fine maggio, Nostrale gestirà un punto di promozione dei prodotti agricoli del territorio, dove organizzerà laboratori didattici di educazione alimentare, incontri e iniziative sulla filiera corta. “Fattoria Nostrale” è innanzitutto un Distretto di economia e di risparmio solidale, e diventerà presto un luogo di incontro tra i produttori agricoli e le famiglie della zona permettendo a chi abita il quartiere di acquistare sotto casa e a prezzi accessibili prodotti genuini e a chilometro zero.  Informazioni sul sito

 
 
L’educazione a cibo e natura
Il progetto “Cibo e natura” è un percorso in cinque tappe, che attraverso laboratori didattico-pratici racconta ai bambini il ciclo di produzione alimentare e si concretizza nella realizzazione degli orti nelle scuole. 

Il progetto ha coinvolto fino ad ora dieci volontari e tre tecnici dell’associazione Nostrale con competenze educative in campo ambientale, ed è attualmente attivo in sei scuole di Milano (con un totale di 400 bambini coinvolti). 

Inoltre Nostrale ha attivato il centro di educazione ambientale “La fagiana”, all’interno del Parco del Ticino, che accoglie famiglie e scolaresche accompagnandoli alla visita con guide certificate dall’ente parco.

 

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