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Jesi, l’assalto all’ostello

"Chi ama Jesi non mi vende”. Uno striscione con questa scritta ha dominato, nelle scorse settimane, la facciata di Villa Borgononi, nella cittadina marchigiana che ha dato i natali a Federico II. Immersa in un parco di conifere, sui Colli…

"Chi ama Jesi non mi vende”. Uno striscione con questa scritta ha dominato, nelle scorse settimane, la facciata di Villa Borgononi, nella cittadina marchigiana che ha dato i natali a Federico II. Immersa in un parco di conifere, sui Colli del Solatio, Villa Borgognoni è un ostello della gioventù con 40 posti letto che ha rischiato di diventare albergo o mini-appartamenti.
Nel settembre scorso, infatti, la società Progetto Jesi -interamente partecipata dal Comune di Jesi (An), che le ha affidato “la valorizzazione, la riqualificazione e l’alienazione del patrimonio immobiliare comunale”- ha inviato una lettera di sfratto alla cooperativa Zanzibar, che gestisce l’ostello. Villa Borgognoni, infatti, è stata ristrutturata nel 2000, con fondi legati al Giubileo, che vincolavano il Comune di Jesi a mantenere la proprietà e la destinazione d’uso per almeno dieci anni. Migliaia di turisti, in questo periodo, hanno trovato ospitalità in questo luogo divenuto anche vero e proprio punto di riferimento per le attività socio-culturali cittadine.
Ma il vincolo scade alla fine del 2010. E così Progetto Jesi si è sentita libera di avviare le procedure di vendita dell’edificio, rischiando così di perdere una struttura ricettiva pubblica che dà lustro ad una città d’arte come Jesi.
A partire dal 9 novembre scorso, giorno in cui la commissione consiliare ha dichiarato che, in assenza di specifici atti normativi da parte del Comune, dal 1° gennaio 2011 Villa Borgognoni sarebbe stata messa in vendita, sono iniziate una serie di iniziative volte a sensibilizzare i cittadini sul rischio di perdere e privatizzare una parte del patrimonio culturale della città.
Villa Borgognoni, infatti, non è solo un ostello: la cooperativa sociale Zanzibar, che gestisce l’ostello dal 2007 prestando attenzione all’idea di sostenibilità, ha aperto le porte della villa alle associazioni di volontariato jesine e non solo, riunite prima nel Coordinamento eventi culturali ostello Villa Borgognoni e poi nell’associazione di volontariato SpaziOstello. La stessa Zanzibar, inoltre, è una cooperativa sociale di tipo b, attiva cioè nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
La risposta alla volontà espressa dal Comune sono state banchetti in piazza, giornate di festa animate da balli e concerti, e -dal 18 novembre- una petizione popolare, che ha raccolto 1640 consensi: “Chiedevamo al sindaco di non vendere Villa Borgognoni e di mantenere l’attuale destinazione di ostello della gioventù”, spiega Consuelo Paris, presidente dell’associazione SpaziOstello.
Inoltre è stato fatto un appello cui hanno aderito associazioni locali ma anche personalità come Gino Strada di Emergency e il padre comboniano Alex Zanotelli, cittadini onorari di Jesi. L’appello “invita il Comune a non interrompere la magia che si è creata in questo posto -continua Consuelo Paris-, affinché tutti possano continuare a godere di questa villa immersa fra gli alberi, che per la sua bellezza inorgoglisce noi jesini e affascina i visitatori”.

Tutte queste iniziative non sembrano essere state vane. Il 29 novembre scorso, durante uno degli ultimi consigli comunali, è stata votata all’unanimità una mozione che impegna il sindaco Fabiano Belcecchi a mantenere la proprietà pubblica di Villa Borgognoni e a garantire la proroga all’attuale gestione -non si sa ancora di quanto- affinché l’ostello non chiuda il 1° gennaio. A sostegno di questa causa, e in attesa del 20 dicembre, data in cui Progetto Jesi e il Comune si incontreranno per formalizzare le decisione, la cooperativa Viaggi e Miraggi ha deciso di promuovere un pacchetto di turismo responsabile nelle Marche a cavallo di Capodanno, con soggiorno in Villa Borgognoni, per festeggiare l’anno nuovo sostenendo l’attività dell’Ostello e chiedere che continui ad avere la stessa funzionalità nei prossimi anni.

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