Esteri

Italia-Libia, nel nome del colonnello

Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ha sottoscritto lo scorso aprile un’intesa con il collega libico in materia di immigrazione. Il precedente di riferimento, però, è il trattato Italia-Libia, quello firmato da Berlusconi e Gheddafi

“L’Italia offre collaborazione a mettere a rischio la vita delle persone che si trovano in Libia”Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International. La dichiarazione, però, non si rifà ai respingimenti disumani del IV governo Berlusconi, attuati a partire dal 6 maggio 2009, bensì all’accordo siglato in gran segreto dal governo Monti, precisamente dal ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri.

Era il 3 aprile 2012. Il comunicato stampa pubblicato quel giorno sul sito del Viminale forniva una versione leggermente diversa da quella che ha preso forma in questi giorni, con la divulgazione, grazie a “La Stampa”, del documento ufficiale. “Prima visita di un ministro dell’Interno Ue dopo la rivoluzione”, il titolo. All’interno: “[l’intesa, nda] Sancisce forme di collaborazione per quanto riguarda la formazione per le forze di polizia, il controllo delle coste e il rafforzamento della sorveglianza delle frontiere libiche, per favorire il rientro volontario dei migranti nei Paesi di origine”. Le cinque pagine sottoscritte da Cancellieri ed ministro Libico, Fawzi Altaher Abdulali, dicono una cosa diversa. Al terzo paragrafo “monitoraggio dei confini”, al quinto comma, si legge: “adoperarsi alla programmazione di attività in mare negli ambiti di rispettiva competenza nonché in acque internazionali, secondo quanto previsto dagli accordi bilaterali in materia e in conformità al diritto marittimo internazionale”. Accordi bilaterali in materia.

 

Secondo Amnesty International, la prima a denunciare i contenuti dell’intesa con il rapporto “S.o.s. Europe”, il governo Monti parla la stessa lingua del precedente esecutivo, facendo riferimento a trattati fonte dei respingimenti già oggetto di un processo e relativa sentenza da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha giudicato l’Italia responsabile di violazioni dei diritti umani lo scorso 23 febbraio. Gattopardesca capriola diplomatica che celebra nel modo “migliore” la giornata mondiale del rifugiato. Lo slogan del 2012 è questo: “Refugees have no choice. You do”. Trattati preesistenti a parte.

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