Altre Economie

Il villaggio degli artigiani

Un nuovo progetto di commercio equo coinvolge cooperative, associazioni e scuole di design italiane, e un gruppo di produttori vietnamiti. I manufatti in ceramica e bambù in bottega da ottobre

Tratto da Altreconomia 135 — Febbraio 2012

La storia che raccontiamo comincia all’inizio degli anni Novanta ad Hanoi, Vietnam. Due italiani si imbattono in un gruppo di bambini di strada che in pochi istanti li circondano: hanno cartoline e giornali da vendere, devono raggranellare qualche spicciolo.
Per curiosità, e per togliersi dalla situazione di imbarazzo, i due si lasciano trascinare nel “covo” dei ragazzi, e uno di loro si rivolge al “padrone” con una battuta: “Quanto vuoi per non farli uscire sulla strada, per mandarli a studiare così che non ci aggrediscano?”. A pronunciare queste parole è Bruno Amoroso, economista allievo di Federico Caffè, professore di Economia internazionale all’Università di Roskilde (in Danimarca), in Vietnam per una serie di conferenze. Anni dopo, Amoroso racconterà con questo aneddoto la nascita di “ReOrient – Gli Amici di Xa Me” (www.reorient.it), un’associazione che tutt’oggi si dedica ai bambini di strada. Grazie ai fondi raccolti dall’associazione, May, Huong e Hai -tre ragazzi di strada- studiano in Europa. Rientrati in Vietnam, insieme ad altri ragazzi, decidono di impegnarsi per supportare l’economia locale e nel 2000 fondano Craft Village, una società che ha l’obiettivo di supportare l’attività dei villaggi-fabbrica nell’area di Hanoi.
I villaggi-fabbrica sono esperienze tipiche del Vietnam, che esistono da oltre 100 anni -oggi se ne contano circa 1.500 in tutto il Paese- ed esercitano un ruolo significativo nella riduzione della povertà di alcune aree rurali. Nel tempo ogni villaggio si è specializzato in una particolare tecnica artigianale come la produzione della ceramica, la lavorazione del bambù, della carta di riso o della seta. La produzione di manufatti è organizzata in gruppi informali, per lo più famiglie allargate, che con questa attività integrano il lavoro agricolo, come la coltivazione del riso, che dà lavoro nei campi soltanto sei mesi l’anno. L’attività artigianale contribuisce alla coesione interna della comunità locale e al sostentamento dei suoi abitanti, ma negli ultimi anni l’avvento sul mercato di produzioni industriali a basso costo rischia di compromettere questo antico equilibrio.
Per salvaguardare la preziosa attività dei villaggi-fabbrica, e far fronte alle sfide imposte dal contesto socio-economico attuale del Vietnam, Craft Village si è rivolto al commercio equo e solidale: un gruppo di organizzazioni italiane ha avviato un progetto pilota finanziato dalla Fondazione Cariplo. Il progetto “Filiera etica Vietnam-Italia”, coordinato dalla cooperativa sociale La Villetta di Arese, ha come partner Craft Village Co.Lt D, il Vietnam Institute for Development Sustainability, il gruppo cooperativo Cgm, l’associazione Centro studi “Federico Caffè”, l’associazione “Fili e Rami”, la cooperativa Equomercato di Cantù (Co), impegnata nel contatto diretto con i produttori, e la cooperativa Garabombo, che gestisce 7 botteghe del mondo nel comasco (queste ultime due sono socie di Ae).
Il progetto pilota coinvolge tre gruppi familiari in altrettanti villaggi, per un totale di un centinaio di persone. Due i principali obiettivi: rafforzare la rete informale dei produttori, affiancandoli nella costituzione di strutture societarie più solide su modelli cooperativi e partecipati, e offrire supporto tecnico per migliorare la “vendibilità” dei prodotti -sia sul mercato locale che sul mercato del fair trade- e l’efficienza produttiva, ad esempio tramite risparmio energetico, avendo cura di preservare le tradizioni e la creatività locale. Un ruolo chiave è esercitato dall’Istituto superiore per le industrie artistiche (Isia) di Faenza (Ra), per quanto riguarda le tecniche produttive della ceramica, e dall’Isia di Firenze per il bambù: piccoli gruppi di studenti e insegnanti stanno studiando accorgimenti tecnici e proposte di design che alcuni di loro avranno modo di presentare ai produttori direttamente in loco, in un viaggio previsto in primavera.
L’arrivo dei primi prodotti nelle botteghe del mondo è previsto per l’autunno 2012: oltre ai manufatti in vendita sarà disponibile una mostra illustrativa del progetto alla quale sta lavorando una classe dell’Accademia di belle arti “Aldo Galli” di Como, in collaborazione con le botteghe locali. —

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