Ambiente

Il supermercato in fila alla Cassa

Cdp, attraverso il Fondo strategico italiano, diventa azionista di Finiper, holding della famiglia Brunelli che opera attraverso i marchi Iper e Unes. La grande distribuzione organizzata viene riconosciuta come settore di "rilevante interesse nazionale". Il gruppo sta realizzando centri commerciali nei cantieri di Cascina Merlata ed ex Alfa di Arese

La grande distribuzione organizzata è “strategica”, tanto che da spingere Cassa depositi e prestiti ad investire nel settore. Lo ha fatto tramite il Fondo strategico italiano, siglando un accordo con Canova 2007 spa, holding di controllo del Gruppo Finiper -detenuta da Marco Brunelli-. La Cassa diventa così azionista di 26 ipermercati a insegna “Iper, La Grande i” e di 170 supermercati a insegna “Unes”. 

L’accordo dovrebbe essere perfezionato a luglio 2013. È il quarto intervento del Fondo strategico, dopo la fibra di Metroweb (vedi Ae 144), il plasma di Kedrion (vedi Ae marzo 2013) e la multiutility frutto della fusione tra Hera e Acegas-Aps.  



 

L’operazione Canova 2007 assume rilievo considerando che il Fondo “opera acquisendo quote -generalmente di minoranza- di imprese di ‘rilevante interesse nazionale’ che siano in equilibrio economico-finanziario e abbiano adeguate prospettive di redditività e significative prospettive di sviluppo”. 

Ecco: la creatura di Marco Brunelli, ideatore dei più importanti centri commerciali in Italia, è di “rilevante interesse nazionale”: “Fsi -si legge in un comunicato- sottoscriverà inizialmente un aumento di capitale per una quota di minoranza qualificata fino al 20% in Finiper, come primo passo di un percorso che prevede un possibile ulteriore apporto di capitali da parte di Fsi, che rimarrebbe comunque in minoranza, a sostegno della crescita del gruppo.

 

Con questa operazione Fsi contribuirà all’apertura dell’azionariato di un gruppo creato e sviluppato dalla visione del proprio fondatore, Marco Brunelli, ponendo le basi per la sua ulteriore crescita tramite consolidamento in un settore altamente frammentato ma strategico per la filiera agro-alimentare italiana”. 
La strategicità dell’intervento è tutta qua: “In Italia i primi tre operatori detengono il 34% del mercato della grande distribuzione organizzata, rispetto al 60% della Gran Bretagna, il 58% della Germania ed il 55% di Francia e Spagna.

 

La distribuzione moderna svolge un ruolo significativo nel supportare le piccole medie imprese fornitrici nel percorso di crescita”. 

Il Fondo strategico italiano abbraccia una logica di (ulteriore) concentrazione nel settore della distribuzione, garantendo un’iniezione di liquidità a favore di un soggetto che -negli ultimi mesi- i lettori di Altreconomia hanno incontrato in un paio di occasioni: Canova 2007 e Finiper sono impegnati sui cantieri del nuovo quartiere (residenziale più commerciale) di Cascina Merlata, nel quadrante a Nord-ovest di Milano che dovrebbe ospitare l’Expo del 2015 (Ae settembre 2012), e in quelli che -a una decina di chilometri di distanza- dovrebbero aprirsi ad Arese, per trasformare in un gigantesco centro commerciale parte dell’area ex Alfa Romeo (Ae marzo 2013).  
    


 

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